Siccome spesso mi viene chiesto “perché non intervieni più su Dagospia?” ve la faccio breve: non lo so. O meglio da un giorno all’altro sono diventato inviso a Roberto D’Agostino (mail rda@dagospia.com). L’ho chiamato chiedendo spiegazioni (in fondo l’unica cosa che volevo) e la risposta è stata: “Nun me piacciono i tuoi libri” e clic. In venti anni non si era accorto dei miei libri, pur avendoli elogiati sullo stesso suo sito. Penso: ok, avrò pestato i piedi a qualcuno. Poi mi dicono da più parti dell’ambiente che la responsabile sarebbe Selvaggia Lucarelli, che nello stesso tempo comincia a furoreggiare proprio su Dagospia. Non ho le prove quindi non so. In ogni caso sono rimasto infastidito dalla chiusura della collaborazione? No, perché era a titolo gratuito e inoltre sono uno scrittore, non batto un tasto se non sono pagato il giusto, e è giusto che lì ci stiano giornalisti in cerca di una vetrina. Sono rimasto infastidito per la mancanza di una ragione che non mi è stata data? Sì, perché fa parte delle mafie dei salotti “culturali” italiani, che ho sempre evitato. Per questo da anni rifiuto qualsiasi invito televisivo, non presento più libri (in realtà lo avrò fatto 3 volte e solo all’inizio), non vado a feste, convegni, festival, e in generale non esco proprio di casa. Chi vuole viene da me, se mi va. Il mio salotto sono io, posizionato sul ciglio di un abisso, il mio.
lunedì, ottobre 19, 2026
domenica, ottobre 18, 2026
Arnaldo Capezzuto
Tempo di lettura: 3 minuti
Una rapina con un commerciante picchiato a sangue, stese, accoltellamenti, furti di scooter e automobili, risse, danneggiamenti. A questo punto la domanda è doverosa: cosa sta accadendo nel quartiere Fuorigrotta a Napoli?
Anteprima24 lo ha chiesto a Daniele Polge, tra i fondatori del Comitato civico “Fuorigrotta in Movimento – FIM” che, attraverso la mobilitazione dei cittadini e diverse iniziative, sta tentando, pungolando le istituzioni, di accendere i riflettori sulle cose che proprio non vanno.
“La zona di Fuorigrotta è interessata da un’escalation sistematica di microcriminalità che non ha precedenti nella storia recente del quartiere – sottolinea Daniele Polge –: rapine, stese, rodei notturni su due ruote, gare ad alta velocità e risse tra baby gang provenienti anche da zone limitrofe sono divenuti la “normalità” da queste parti”.
“In generale, quello che un tempo era il quartiere del ceto medio-alto – prosegue – negli ultimi anni ha subito un degrado esponenziale e una recrudescenza di violenza giovanile. Vicende che non riguardano solo l’area occidentale ma che, generalizzando, possiamo affermare coinvolgano tutta la città. Però banalmente mi chiedo: le famiglie, i genitori di questi giovanissimi dove sono? L’influenza educativa e scolastica è ridotta ai minimi termini; questi ragazzini crescono da soli e per strada mostrano atteggiamenti aggressivi e privi di freni inibitori. È follia vederli nel cuore della notte sfrecciare in sella a moto e scooter a folle velocità per le strade di Fuorigrotta”.
Qualche risultato si è ottenuto anche grazie al contributo del Comitato civico “Fuorigrotta in Movimento – FIM”, come l’operazione Strade Sicure che ha portato, da un anno a questa parte, l’Esercito a svolgere servizio di vigilanza notturno nei pressi dell’ingresso dei Distinti dello stadio Maradona, dove avvenivano gare di auto e rodei di moto. Una goccia nel mare, se si considera il paradosso: è vero che i Distinti sono presidiati, ma le scorribande si sono semplicemente spostate nello spazio antistante la Curva A e la Curva B e in via Giambattista Marino.
“Abbiamo chiesto un tavolo istituzionale permanente con Comune, Prefettura, Municipalità, forze dell’ordine, associazioni e comitati civici – evidenzia Daniele Polge –. Chiediamo interventi strutturali e non temporanei per aumentare soprattutto la sicurezza stradale per i pedoni. Troppe vittime, è assurdo. Abbiamo avanzato proposte e richieste formali di sicurezza passiva e viabilità, con attraversamenti pedonali rialzati, dossi e dissuasori da collocare in strade come via Giambattista Marino e nei pressi di altri assi viari, finora respinti dagli uffici comunali”.
Un altro punto fondamentale riguarda le attività ricreative, i locali e il tempo libero. “Le ordinanze di chiusura anticipata e il divieto di asporto notturno per le attività commerciali sono misure tampone inefficaci, che penalizzano i lavoratori senza affrontare le cause profonde del degrado – continua il rappresentante del Comitato civico Fuorigrotta in Movimento –. Quello che chiediamo è un lavoro di armonizzazione delle regole per i locali notturni e il contrasto ai parcheggiatori abusivi, che sono una vera piaga, come dimostra il lavoro di documentazione del deputato Francesco Emilio Borrelli“.
E conclude con un auspicio: “Vogliamo che Fuorigrotta torni a essere un quartiere sicuro e vigilato, capace di esprimere in totale sicurezza la sua vocazione residenziale, universitaria, sportiva e ricreativa”.
sabato, ottobre 17, 2026
venerdì, ottobre 16, 2026
Tommaso Merlo
Roma e il vero sovranismo
Capitali come Roma contano sempre meno perché il vero potere è altrove. I cittadini vengono illusi in campagna elettorale e poi i politicanti ubbidiscono a chi comanda davvero dietro le quinte. Gran parte della nostra sovranità l’abbiamo persa per ragioni economiche, paesi indebitati fino al collo come l’Italia sono in mano agli strozzini del casinò finanziario globale. Se qualcuno a Roma si mettesse a spendere e spandere, qualche sciacallo di New York comincerebbe a speculare sul nostro fallimento. Eppure nessun politicante parla di ripagare l’abnorme debito pubblico perché richiederebbe strategie emergenziali di lungo periodo e sacrifici che non rendono in campagna elettorale e così ogni anno buttiamo via circa cento miliardi di interessi invece di usarli per migliorare il nostro paese. E così a Roma bisticciano con gli spiccioli e tagliano stato sociale e diritti per far cassa con pure la beffa che i debiti continuano ad aumentare e con essi la nostra prigionia. Poi c’è il furto di sovranità politica e qui i ladri sono molteplici. Innanzitutto l’impero americano, l’Italia è una portaerei americana di stanza nel Mediterraneo e pure nucleare. Siamo la colonia europea più servile e ruffiana sia per nostra indole sia per la qualità sempre più imbarazzante dei leader che partoriamo, gente che si prostra quando va in pellegrinaggio alla Casa Bianca e che in inglese sa dire solo “yes”. E dato che in America comandano i sionisti, siamo succubi pure di loro facendo bestemmiare nella tomba i nostri padri costituenti. Già, oltre alla spazzatura hollywoodiana e alimentare, dall’altra sponda dell’oceano è sbarcata pure la mafia lobbistica, gruppi economici e ideologici che entrano nei palazzi del potere politico e mediatico dalle porte sul retro e si siedono a capotavola a dettare l’agenda alla faccia dei fessi che ancora si prendono la briga di andare a votare ed informarsi. Sulla carta il potere appartiene al popolo ma in realtà appartiene a chi ha i soldi per comprarsi perfino la democrazia. Altri ladri di sovranità sono le istituzioni internazionali tipo la Nato, il braccio armato del decadente impero americano che trascina da decenni le meschine colonie europee in guerre che hanno il solo scopo di svuotare gli arsenali e riempirli di nuovo in modo da far ingrassare a dismisura la lobby della morte e della distruzione. Il tutto fottendosene altamente dei cittadini europei ma anche americani che vorrebbero la pace e che i loro soldi fossero spesi in modo più intelligente tipo per costruire un mondo migliore invece che per distruggerlo. Altro ladro di sovranità è la Commissione Europea nata per servire i popoli del continente e finita per servire il verminaio lobbistico di Bruxelles che ha il duplice scopo di farsi scrivere leggi e regolamenti favorevoli ed abbuffarsi di appalti. Un parcheggio di politicanti trombati e di ideali infranti infestato di inverecondi parassiti e guerrafondai. Ma c’è anche un livello più profondo. I cittadini hanno perso sovranità per mano di un ladro invisibile, l’ego dei politicanti che si arrapa solo con gli affaracci propri. La politica offre soldi, potere, visibilità e status sociale ed attira quindi il peggio della società. La politica è poi rapidissima come ascensore sociale e in paesi come il nostro non richiede nessuna particolare qualità o merito, basta sbaciucchiare il deretano del boss giusto al momento giusto e al massimo portare voti. Conta la lingua e non cuore e cervello e tantomeno attributi. Politicanti che una volta accomodati diventano un tutt’uno con la poltrona e invece di sputare sangue per risolvere le grane dei poveri cristi, s’ammalano di viltà conformistica e s’imborghesiscono. Vestendosi da carnevale altolocato, ricorrendo a qualche ritocchino e mettendosi a parlare una lingua astrusa stando attentissimi a non infastidire troppo il sistema in modo da riuscire a riciclarsi all’infinito. Certo, per riconquistare un minimo di sovranità aiuterebbe una migliore qualità della politica. Promettere a vanvera in campagna elettorale dovrebbe diventare un reato punibile con l’incandidabilità e i politicanti vanno selezionati, valutati e pure pagati come tutti i comuni mortali. Aiuterebbe ma non basta. E la sovranità non è nemmeno questione di rigurgiti nazionalistici da secolo scorso che alla lunga hanno portato solo alla guerra. La sovranità è una questione democratica di fondo che verrà riconquistata quando il potere politico tornerà ad appartenere solo ed esclusivamente al suo legittimo sovrano e cioè al popolo.
Tommaso Merlo
giovedì, ottobre 15, 2026
mercoledì, ottobre 14, 2026
Campi Flegrei
La montagna ha partorito una formichina : approvato il decreto " campi flegrei".
Un' altra presa in giro, se non addirittura un' offesa per la nostra comunità.
Già il fatto di avere stanziato solo 1 miliardo in dieci anni per 4/5 comuni ( anche Napoli ne avrà diritto?) la dice lunga sulla sostanzialità di questo decreto che se così fosse, equivarrebbe ad una sorta di proclama molto simile a:
" chiagnitavell vuje e che a maronn va mann bbon" !!
Ma la cosa che veramente sconforta e mi fa incazzare sono le parole del presidente Fico, il quale ha dichiarato di essere molto soddisfatto per quanto messo in campo dal governo, evidenziando addirittura l'ottima collaborazione istituzionale tra governo e regione per ottenere questo ( miserissimo) risultato.
Quando io dico che stamm mman agli incapaci e inutili, forse li considero anche troppo positivamente.
Povera Pozzuoli.
Mi dispiace tantissimo
P.S. ovviamente aspettiamo i dettagli sulla G.U. e speriamo bene.( la vedo dura però)
martedì, ottobre 13, 2026
Tommaso Merlo
La guerra con la Russia e la scelta della pace
Noi siamo già in guerra, i nostri soldi vengono spesi dai politici per produrre marchingegni di sterminio di altri esseri umani e distruzione. Una guerra finanziata contro la nostra volontà perché la politica non è al servizio di noi cittadini ma della mafia bellica che ha assunto un potere sovranazionale ed ha nella Nato il suo covo principale. Se a furia di giocare col fuoco, i politicanti riusciranno ad innescare una escalation mondiale, milioni di persone moriranno sia al fronte che nelle nostre città. Questo perché nella nuova era missilistica, la potenza e la gittata è tale che nessuno è al sicuro ma anche perché serve ancora della carne da macello che vada a piantare la bandiera sulla collina nemica. Una follia autodistruttiva che solo una obiezione di coscienza collettiva può prevenire. La guerra non è altro che potere politico che decide di sfruttare i nostri dolcissimi figli e nipoti per i propri deliri egoistici prelevandoli forzatamente dalle loro camere, portandoli in caserme in cui li trasformano in assassini insegnandogli ad ammazzare altri esseri umani convincendoli che è essenziale farlo per qualche panzana retorica da secolo scorso e una volta addestrati li mandano al fronte a compiere il loro “dovere” e cioè uccidere e morire. Solo i fortunati tornano ma con nella mente delle ferite tali che li perseguiteranno per sempre. Perché uccidere e quindi la guerra sono contro la natura umana e quando il lavaggio del cervello finisce il suo effetto, riemergono devastanti traumi, sensi di colpa e anche di ingiustizia per essere stati costretti a tradire la propria coscienza. Già, quando i politicanti decidono che i massacri di poveri cristi possono bastare e passano a chiacchierare d’altro, l’onda d’odio e dolore della guerra continua a devastare vite e comunità per decenni. Basta chiederlo ai sopravvissuti dei deliri bellici della Nato a matrice americana in giro per il mondo ma anche ai milioni di veterani americani delle diverse guerre che si trascinano da un marciapiede all’altro. Prima usati e poi gettati mentre nuovi politicanti ricorrono alle nuove generazioni per lanciare nuove guerre con gli stessi tragici risultati di sempre. In Europa dopo secoli di carneficine tra noi avevamo smesso limitandoci a missioni estere camuffate con qualche panzana moralista, ma con la scusa della Russia, la mafia bellica è intenzionata a trascinarci nel secolo scorso. Pochi giorni fa hanno fatto presente al rutto che dirige la Nato che non esiste nessuna prova reale e nessuna informazione d’intelligence che dimostri che la Russia voglia invadere l’Europa o che sia implicata nelle false bandiere che sventolano a vanvera da anni. E lui muto. Il rutto e tutto il coro aerofageo di Bruxelles non sono così imbecilli da non conoscere la verità dei fatti, ma il loro compito è alterarla facendo propaganda bellica in modo da riportare al più presto la guerra in Europa. E per riuscirci devono spaventare le masse e spargere odio russofobo in modo che i cittadini europei non si ribellino mentre vengono derubati dai loro governi anche se faticano a fare la spesa e in modo da alimentare un clima che permetta la progressiva mobilitazione. Sia dei giovani da mandare in trincea a crepare sia di quelli a casa che devono sgobbare per mantenere la macchina bellica a pieno regime e predisporre i cimiteri. E con la Russia non solo non esiste nessun casus belli, ma si tratta di una guerra che economicamente e strategicamente danneggia gravemente i cittadini europei. Davvero una diabolica follia giustificabile solo con l’unica ideologia rimasta sulla scena e cioè il profitto e con una democrazia degenerata al punto da agire al servizio di mafie sovranazionali invece che dei cittadini. Per evitare la terza guerra mondiale, dobbiamo reagire scegliendo la pace in modo definitivo. Sulla Nato va tirata l’acqua e paesi come il nostro dovrebbero optare per la neutralità applicando finalmente l’articolo 11 della Costituzione e cioè ripudiando la guerra come risoluzione delle controversie internazionali. I nostri avi che l’avevano combattuta, avevano capito che la pace è una scelta politica di fondo. La guerra non è altro che la morte inutile dei nostri dolcissimi figli e nipoti per i pruriti egoistici di qualche politicante. Serve una obiezione di coscienza collettiva. Nessuno deve collaborare con la macchina bellica in modo che si inceppi. Dobbiamo combattere per la pace dentro e fuori di noi. La pace è infatti una conquista nella vita delle persone come in quella dei popoli e richiede essenzialmente un livello di consapevolezza superiore che la rende del tutto naturale. E’ questo il segreto, dobbiamo evolvere come persone e ripudiare la guerra una volta per tutte.
Tommaso Merlo


