domenica, settembre 13, 2026
sabato, settembre 12, 2026
venerdì, settembre 11, 2026
Tommaso Merlo
11 settembre 2026
L’11 settembre è uno dei misteri dello stato profondo, uno di quelli che da JFK arrivano fino a Charlie Kirk ed Epstein. L’unica cosa certa è che gli attentati alle Torri Gemelle hanno inaugurato una stagione di guerre per la felicità dell’indotto bellico, di finanzieri e petrolieri oltre che ovviamente degli onnipotenti sionisti. Da quel fatidico giorno le spese militari sono decollate a dismisura e la superpotenza americana ha iniziato a collezionare disastri miliari con la complicità di noi insulse colonie europee. Le celebri Coalizioni che portando la pace a suon di bombe hanno reso il mondo drammaticamente più ingiusto ed insicuro senza ovviamente mai risponderne. Quell’obbrobrio di Netanyahu si fece scappare che l’11 settembre era “un bene” per Israele ed infatti a finire nel mirino sono stati casualmente tutti i paesi nemici del progetto coloniale sionista. Mancava solo l’Iran e ci ha pensato Trump a mettersi l’elmetto. Col risultato che rischiamo la terza guerra mondiale perché una manciata di nazi sionisti vogliono un biblico dominio in Medioriente e perché il presidente americano aveva il viziaccio di abusare ragazzine senza sapere di venire immortalato. È passato un quarto di secolo ed oggi a bruciare non sono le torri ma le basi americane nel Golfo Persico. Siamo al ground zero dell’esercito più corrotto e sbruffone del mondo al punto che non sanno più dove nascondere le quattro carrette del cielo e del mare che gli rimangono e i marines si devono travestire da beduini e dormire nei bed and breakfast per non farsi impallinare. Storia che corre sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo e della politica di qualità su entrambe le sponde dell’oceano. Il marasma senile del presidente americano ha scombussolato il Creato ma invece di nascondersi in un tombino dalla vergogna, Trump fa campagna elettorale per paura che un Congresso democratico lo sbatta in galera e butti via la chiave. Si è spinto ad offrire 5.000 dollari a cani e porci ovviamente dopo le elezioni. Come le altre volte, contanti, saluti. Fragorosi “fuck you” ormai echeggiano da ogni dove anche perché di questo passo con quella cifra non ci fanno neanche la spesa e il pieno per una settimana. Alcune pompe di benzina americane non sono nemmeno predisposte per indicare il costo del gallone oltre i 10 dollari e ormai ci siamo mentre i titoli di stato americani puzzano sempre più di spazzatura. Si prefigura una crisi senza precedenti e ormai i sondaggisti si sono arresi, a votare per quell’egoarca rincoglionito sono rimasti i dementi come lui e i nazifascisti cristiani e sionisti che vogliono anche la testa del figlio dell’Ayatollah anche a costo di finire tutti nella fogna della storia insieme all’impero. E il mondo non vede l’ora. L’11 settembre del turbo capitalismo esistenziale e del suprematismo bianco che in nome della libertà e dei diritti umani da decenni insanguina il pianeta sprecando miliardi e vite umane per placare gli appetiti di qualche mafia lobbistica. L’11 settembre dell’onesta intellettuale e della vera democrazia mentre classi impenitenti si prendono a postate in faccia e dal fronte arrivano bollettini inquietanti. Gli americani si son messi a colpire petroliere iraniane beccandosi in cambio devastanti grandinate di bolidi ipersonici. Già, Trump canta vittoria davanti alla più eclatante sconfitta della storia americana. Una sconfitta militare, strategica, economica e politica anche se può succedere ancora di tutto. Gli Houthi hanno riconquistato altri pezzi strategici del loro paese colpendo raffinerie e condotte dell’Arabia Saudita dove comanda all’altro amicone di Epstein, Bin Salam. Per questo il prezzo del greggio è schizzato alle stelle. E se oltre ad Hormuz si ostruisce anche lo stretto di Bab el-Mandeb, la crisi globale si aggraverà con miliardi di persone che rischieranno la fame e tutto questo per il marasma senile di Trump e la manciata di sionisti che lo tengono per le palline atrofizzate. Davvero troppo. Ma inutile attendersi la resa di un Iran che combatte per la propria sopravvivenza e difficile anche che Trump cali il pannolone O lo fermano, oppure la crisi nel Golfo rischia di innescare una spirale da terza guerra mondiale potenziamento atomica. La speranza è che a quel punto la Cina si decida ad esordire come nuovo leader planetario facendo ragionare la parti in causa e inaugurando una nuova era di buonsenso, diplomazia e rispetto del diritto internazionale. In modo che l’11 settembre si celebri l’inizio della fine dell’impero occidentale e della violenta giungla in cui ha ridotto il mondo. Davvero, storia che corre rapidamente sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo, della politica di qualità e di una democrazia sana che sceglie la pace.
Tommaso Merlo
giovedì, settembre 10, 2026
mercoledì, settembre 09, 2026
Tommaso Merlo
La verità sul 7 ottobre e l’Italia
Quello schifo di Netanyahu non solo sapeva del 7 ottobre, ma lo ha voluto e atteso con ansia. Netanyahu ha versato milioni di dollari ad Hamas attraverso il Qatar con lo scopo di rafforzare questa versione più intransigente della resistenza palestinese allo scopo di dividerla da quella più moderata della Cisgiordania. Notizie che si sapevano da anni ma che il mainstream censurava a conferma di come i cosiddetti complottisti sono in realtà gli unici veri giornalisti in circolazione. Quello schifo di Netanyahu ed i suoi complici avevano ridotto Gaza in un immenso campo di concentramento a cielo aperto, da anni controllavano perfino le proteine che entravano, figuriamoci le armi. E da anni bombardavano con regolarità la Striscia e perseguitavano psicologicamente la popolazione. Ma invece di arrendersi e scappare, le donne palestinesi hanno continuato testardamente a sfornare generazioni di combattenti per la libertà e la giustizia. Quando finalmente la versione più vomitevole del sionismo guidata da Nethanyahu ha preso il potere a Tel Aviv, volevano una scusa per far degenerare la situazione e coronare finalmente il sogno della pulizia etnica a Gaza. Un bel 7 ottobre e cioè un attacco militare frutto della disperazione e della rabbia da spacciare al mondo come terrorismo disumano e ingiustificato a dimostrazione dell’inciviltà palestinese e quindi dell’impossibilità di trovare un compromesso politico per colpa loro. La solita malata manipolazione propagandistica sionista. Probabilmente quello schifo di Netanyahu sapeva del 7 ottobre ben prima che gli telefonasse lo sceicco degli emirati, e comunque si è fregato le mani ed ha atteso con ansia per la storica occasione per rompere gli indugi e scatenare uno storico genocidio che nella testa sionista doc vaga da quando sono sbarcati dall’Europa dell’Est. La fatidica mattina poi, quello schifo di Netanyahu ha lasciato che Hamas agisse indisturbata per ore. Israele è un paese altamente militarizzato e pattugliato al centimetro quadrato soprattutto in zone sensibili come quella del confine con Gaza. E quando dopo ore sono arrivati i soldati israeliani sul posto, si sono messi a sparare a centinaia dei loro compatrioti. Forse dottrina Annibal per evitare che venissero rapiti ma forse anche per alzare la tragica contabilità e quindi la leva propagandistica. Quanto ai bambini decapitati e bruciati vivi e altri orrori, si sono rivelate tutte balle che la diabolica propaganda sionista ha inventato e ripetuto fino alla noia per rincarare la dose. In modo da infangare i palestinesi e avere mani libere per lo sterminio di massa che hanno lanciato pochi giorni dopo, come se non aspettassero altro e fossero pronti da tempo. Il resto è storia, un genocidio che loro stessi hanno annunciato di voler commettere e una pulizia etnica che non è ancora riuscita solo perché l’Egitto a blindato il confine a sud di Gaza e nessun paese ha accettato l’ignobile deportazione di massa che vorrebbero a Tel Aviv. Il resto è storia, decine di migliaia di bambi e donne intenzionalmente presi di mira e sterminati perché futuro di un popolo che invece il sionismo vuole archiviare nel passato. Le verità sul 7 ottobre sono emerse anche in Israele e potrebbero costare a quello schifo di Netanyahu la poltrona di premier e quindi anche le porte della galera sia per vecchi scandali di corruzione sia per tradimento del suo paese. E non sarebbe davvero niente male come karma, invece che finire in una cella all’Aia e magari venire alla fine celebrato come un martire come Ratko Mladić, venire condannato come giuda dal suo popolo eletto e quindi passare alla storia come infame manipolatore guerrafondaio che invece di realizzare la Grande Israele ha trascinato il progetto coloniale fino ad uno spaventoso baratro. Ma inutile farsi illusioni, più probabile che la mafia sionista americana gli metta a disposizione un jet per la fuga e una mega villa in Florida anche per paura che apra bocca e crolli il sistema Epstein. Quello schifo di Netanyahu è infatti uno dei padrini più potenti e potrebbe far finire nella fogna della storia intere classi dirigenti occidentali. Nel frattempo alcuni paesi tra cui Spagna ma anche Francia ed Inghilterra, dopo decenni di vuoti proclami, hanno lanciato un blocco commerciale contro i terroristi israeliani della Cisgiordania che negli ultimi mesi hanno accelerato la pulizia etnica di quel versante dei territori occupati col supporto del governo criminale di Netanyahu alla disperata ricerca di consenso. Meglio tardi che mai anche se è tutto lo stato terrorista di Israele che doveva essere boicottato fin dalla prima bambina dilaniata. Tra questi paesi comunque non c’è l’Italia e nemmeno Germania e Stati Uniti, il trio dei paesi più infestati dalla mafia sionista. Dalla complicità nel genocidio di Gaza siamo a quella della pulizia etnica in Cisgiordania sputando per l’ennesima volta sui valori della nostra Costituzione. L’ennesima conferma che la vera emergenza italiana e l’indecenza delle classi dirigenti che fanno vergognare di essere italiani.
Tommaso Merlo



