mercoledì, aprile 02, 2025
martedì, aprile 01, 2025
Grande fratello 2025
Jessica Morlacchi ha vinto la 18esima edizione del Grande Fratello. La concorrente è stata in assoluto una delle maggiori protagoniste della 18esima edizione: nel corso della 21esima puntata ha abbandonato il programma per poi essere ripescata alla 25esima grazie al pubblico che ha votato tramite il televoto. Dagli esordi nella musica alla molestia in televisione, ecco chi è Jessica Morlacchi.
domenica, marzo 30, 2025
sabato, marzo 29, 2025
Tommaso Merlo
La guerra, le caste ed i giovani
In pochi danno ancora retta a politicanti e giornalisti, di buon auspicio per la terza guerra mondiale che stanno apparecchiando. Difficile credere che i giovani accetteranno di morire al fronte mentre caste screditate si godono lo spettacolo dai loro attici. Politicanti, giornalisti ma anche tecnocrati ed intellettuali organici al sistema che spingono inconsciamente per un autodistruttivo ritorno a rigurgiti bellici da secolo scorso. Caste con potere e palchi da cui starnazzare ma che hanno perso la cosa più importante, la credibilità. Ormai gran parte dei cittadini o pensano agli affari propri oppure si informano e si formano in modo alternativo grazie alle nuove tecnologie e anche pescando direttamente all’estero per aggirare la manipolazione casalinga e ampliare le vedute. Davvero di buon auspicio. Se le caste continentali riusciranno a scatenare la guerra, avranno bisogno di carne da macello e pure in grande quantità. Inizieranno a chiamare i giovani alle armi e molti risponderanno col dito medio scappando nei boschi o in qualche paese esotico. E come dargli torto. Non c’è ragione al mondo per ammazzare e venire ammazzati ed oggi meno che mai. Davvero assurdo sacrificare la propria vita per combattere nemici che esistono solo nella testa dei guerrafondai e ancora meno in un’era di vuoto politico agghiacciante. E davvero assurdo sacrificare la propria vita per difendere un sistema ipocrita e malconcio che a malapena ti garantisce un lavoraccio precario e pagato da cani, servizi pubblici sempre più fatiscenti a furia di comprare missili e ti costringe sotto una cappa anche culturale asfissiante. Con il conformismo come ascensore sociale, una società ridotta a mercato dell’usato e un dilagante lobbismo travestito da democrazia liberale. Roba da diserzione di massa con genitori e nonni che nascono figli e nipoti in soffitta e buttano i televisori propagandistici giù dalla finestra. Altro che farsi impaurire da nemici immaginari. La guerra è pura follia egoistica ieri come oggi, poveri cristi che ne ammazzano altri per i deliri di qualche reggente. Ma un tempo perlomeno la guerra aveva dei pretesti ideologici o espansionistici schietti e sostanziosi con regimi e capoccia seguiti fedelmente da milioni di persone, sempre spazzatura ma non come oggi che siamo alla guerra a vanvera fatta giusto per svuotare i magazzini di armi e produrre le nuove collezioni. Con guerre scatenate in nome di valori che calpestiamo noi occidentali per primi oppure fake news fatte circolare ad arte o panzane come l’esportazione di democrazia e diritti umani coi kalashnikov in pugno. Tragici disastri di cui nessuno ha mai risposto. Fallimenti storici che nessuno ha mai ammesso. Perché è così che possono continuare a scatenare guerre a vanvera e far felice la bulimica lobby bellicista. Oggi siamo ad un altro classico, l’uomo nero che ci minaccia. Da Baghdad per arrivare a Mosca passando per Tripoli. Nemici decisi a tavolino, paura inculcata alle masse e via con l’industria della morte per difendere la nostra civiltà superiore. Con l’unica novità di rischiare una guerra mondiale e pure atomica. Oggi con la Russia, domani con la Cina. Ripetendo gli stessi drammatici errori senza mai imparare nulla. Invece di comprendere una volta per tutte che l’umanità progredisce quando si unisce e che la cooperazione conviene a tutti, invece di capire che la pace è una condizione imprescindibile per il proprio benessere personale come per quello dell’umanità, invece di vedere la convivenza pacifica globale come traguardo ultimo senza reali alternative, invece di investire in istituzioni internazionali per gestire democraticamente le controversie ed un mondo sempre più integrato, invece di concentrarsi nel garantire una migliore qualità della vita a tutti gli abitanti del pianeta nessuno escluso, le caste europee scelgono ancora la follia autodistruttiva della guerra. Davvero deprimente. Lo chiamano realismo ma è bellicismo. È la scelta della violenza a fini politici. Quella violenza condannata per strada ed ovunque ma tollerata e perfino esaltata quando la perpetuano le nazioni. L’unica speranza è che i giovani continuino a ignorare le caste e ascoltino piuttosto i nostri avi che hanno vissuto e quindi capito cosa sia davvero la guerra e l’hanno ripudiata. L’unica speranza è che la società civile si riprenda le redini democratiche e con esse la strada della pace intrapresa nel dopoguerra. Lo chiamano idealismo ma è realistico buonsenso.
Tommaso Merlo
venerdì, marzo 28, 2025
giovedì, marzo 27, 2025
Prof. Orsini
Quali fonti?
I peggiori parlamentari italiani non vogliono riconoscere che le loro politiche basate sullo scontro all'ultimo sangue con la Russia hanno causato la distruzione e lo smembramento dell'Ucraina. Avevano scommesso tutto sulla sconfitta di Putin che, invece, ha sottomesso non soltanto l'Ucraina, ma pure la Nato e l'Europa al gran completo. Trump è ai suoi piedi. Questa è la ragione per cui i peggiori parlamentari d'Italia urlano, insultano e diffamano a tutto spiano quando parlano nei talk show. I peggiori parlamentari italiani, simili ai bambini che non accettano di avere perso, usano la demagogia più becera del tipo: "Tu offendi il popolo ucraino!"; "il popolo ucraino è un popolo glorioso!"; "tu sei pagato da Putin!". Si tratta per lo più di politici falliti al di sotto della soglia per entrare in Parlamento che cercano di raccattare qualche voto assumendo pose da bulli ti spa [...] la faccia, vuoi vedere? Il livello intellettuale è questo.
L'Ucraina ha perso tutto. L'Ucraina non entrerà nella Nato, perderà le sue regioni più ricche e strategiche, non avrà garanzie di sicurezza e sarà pure soggetta alla sferza neocoloniale degli Stati Uniti e alla clava neopadronale della Russia. Non proprio un bel finale. Meglio urlare.
Io l'avevo detto che sarebbe finita male-male, ma non sono stato creduto. Il 31 marzo dalle 19 alle 20 terrò la consueta diretta del mese con gli abbonati a "sicurezza internazionale" punto com.