giovedì, agosto 20, 2026

Tommaso Merlo

 Le classi deficienti tra Ucraina e genocidio


L’Occidente sta crollando, rischiamo la terza guerra mondiale e le classi deficienti non spiccicano una parola. Troppo impegnate a godersi delle lussuose vacanze alla faccia dei contribuenti rimasti a casa a contare gli spiccioli. Siamo alla deriva, con al timone il peggio della società invece che il meglio. Sanno solo inviare soldi alla banda Zelensky e girare la faccia dall’altra parte mentre il nazi sionismo stermina palestinesi e libanesi. Classi deficienti serve della Nato e fiancheggiatrici di genocidari che si nascondono dietro a silenzi e frasi fatte senza mai metterci pienamente la faccia per paura dei sondaggi. Vergognosamente succubi del sistema, ma con un occhio al popolino che rumoreggia sotto ai palazzi del potere e prima o poi dovrà pure votare. Ma intendiamoci, opporsi ad un sistema non è affatto facile. Per trascinare la Nato in guerra contro la Russia, gli americani ci hanno lavorato oltre trent’anni fino a spingersi a piazzare basi militari in Ucraina fregandosene degli avvertimenti del Cremlino, e il giogo coloniale americano su paesi come il nostro nasce nel dopoguerra ed ha profondi risvolti economici oltre che militari. E per arrivare a compiere un atroce genocidio senza intoppi, i nazi sionisti ci hanno lavorato decenni. Hanno speso immense risorse ed energie per costruire una potentissima rete politica e mediatica che comprende posizioni internazionali chiave come il seggio statunitense all’ONU con potere di veto oltre che i clown di punta del circo mainstream. Ma proprio perché opporsi ad un sistema non è affatto facile, un paese deve eleggere i migliori e non i peggiori. Classi dirigenti e non deficienti in grado cioè di interpretare la storia e produrre diplomazia e politica di qualità. E questo per un motivo molto semplice. Se a Roma non c’è nessuno con un cervello e una visione, a prevalere sarà il cervello e la visione di altri e cioè della lobby della guerra che occupa la Nato e quella nazi sionista che occupa gli Stati Uniti. È così. Più bassa è la qualità della classe dirigente, più un paese è in balia di mafie lobbistiche anche straniere. Più invece la politica è di qualità, più un paese sarà in grado di ragionare e produrre una linea coerente coi propri valori costituzionali e la volontà popolare. È proprio così. Se l’Italia è in balia della sorda russofobia guerrafondaia e dei deliri genocidari del nazi sionismo, è perché non ha nessuno di politicamente degno al timone che sia cioè in grado di rigettare la propaganda e il conformismo imperanti e lanciare iniziative politiche all’altezza della drammaticità degli eventi. Ma attenzione. Il sorgere di classi deficienti in tutto l’Occidente, è dovuto al deterioramento culturale frutto dell’iper capitalismo che sforna eserciti di narcisisti patologici e arrivisti senza scrupoli che strada facendo perdono perfino la facoltà di provare vergogna, ma è anche dovuto al sistema stesso o meglio alla mafia lobbistica che per spadroneggiare sponsorizza deficienti politici e mediatici che non valendo nulla sono facilmente corruttibili e manipolabili e quindi utili a servire i loro interessi. Più è scarsa la qualità della politica e della stampa, maggiore è il potere della mafia lobbistica. Ma intendiamoci, opporsi ad un sistema non è affatto facile e se è culturalmente mafioso ancora meno. Richiede notevoli dosi di coraggio, determinazione e costanza. Qualità che se non si posseggono sarebbe meglio stare a casa o dedicarsi ad altro, ma si sa, la politica offre tutto quello a cui ambisce la parte peggiore degli esseri umani: potere, visibilità, status sociale e ovviamente ottimi stipendi e vitalizi. E proprio per questo siamo alla deriva, perché al timone ci finisce il peggio della società invece che il meglio. Una degenerazione interiore che fuori ha infettato anche la politica. E nemmeno in democrazia ci sono scorciatoie, la qualità della politica dipende dalla qualità di chi la fa. Servono nuove classi dirigenti, cittadini che non si candidano per sfamare il proprio ego, ma per servire la collettività. Per dare e non per prendere. Non carrieristi ma idealisti, non uomini immagine della lingua biforcuta ma persone di valore e genuine con la vocazione per il bene pubblico. Persone libere anche mentalmente e quindi non ricattabili ma anche con alle spalle chilometri ed esperienze che le rendono credibili e capaci di districarsi nelle complessità in modo da riuscire a muovere le leve giuste. Già, non ci sono scorciatoie e nemmeno tempo da perdere. L’Occidente sta crollando, rischiamo la terza guerra mondiale e le classi deficienti non spiccicano nemmeno una parola. Siamo alla deriva, in balia della lobby della guerra camuffata da Nato, di quella nazi sionista e di un conformismo arrivista ripugnante e soprattutto devastante. Serve un sussulto di dignità collettivo per evitare la catastrofe, serve una politica all’altezza delle sfide del nostro tempo e una democrazia vera.

Tommaso Merlo


 

mercoledì, agosto 19, 2026

Tommaso Merlo

 La fine dell’impero, l’Iran e la nuova strada


Trump dice di controllare lo Stretto di Hormuz ma ormai non controlla più nemmeno il suo sfintere e le navi americane di stanza nel Golfo è già tanto se stanno a galla. La corruzione dell’impero americano è peggiore del previsto, la mafia bellica americana si è fottuta trilioni di dollari distraendo le masse con la spazzatura hollywoodiana e mandando al fronte lo scarto della società capitalistica da trattare poi di conseguenza. E mentre i gerarchi dell’impero ingrassavano satolli in quel di Washington, i loro nemici passavano umilmente allo schema del videogioco bellico successivo, quello dove si impugna un joystick invece del fucile e vola di tutto. Dopo decenni di devozione al dio danaro e col profitto come unica filosofia di vita, perfino la superiorità militare americana su cui si basano gli equilibri mondiali si è rivelata un epocale bluff. Non resta che avere pazienza e anche questo impero di latta ce lo leveremo dai piedi. Tempi davvero duri per le colonie come quella italica, prima o poi bisognerà decidere se trovarsi un nuovo padrone oppure magari decidersi a diventare adulti e scegliere una strada più intelligente. Ma incombe la cronaca dal fronte. A Teheran svolazzano falchi che pretendono sostanzialmente la resa americana incondizionata. Hanno anche minacciato un cambio di strategia, non si limiteranno cioè a rispondere alle aggressioni ma attaccheranno per primi. Vogliono che gli americani raccolgano i loro stracci e lascino il Golfo per sempre. Dopo aver raso al suolo basi militari miliardarie, l’Iran è in grado di affondare tutte le bagnarole americane che bloccano lo Stretto e colpire i marines rifugiati in Israele come una manica di palestinesi qualunque. Dopo mezzo secolo di assedio, egemonia. L'Iran vuole anche i soldi rubati, i danni e la fine delle sanzioni, ma il suo futuro economico è comunque ad est, con la Cina come punto di riferimento e la loro priorità è consolidare la vittoria strategico militare al momento. Il grande interrogativo è se i falchi di Teheran coglieranno o meno l’occasione storica per andare fino in fondo anche liberando una volta per tutte la Palestina oltre che il Libano e lo Yemen come spera il mondo intero. Oramai dalla parte degli aggressori americani e sionisti ci sono solo le classi mediatiche e politicanti colluse col corrotto sistema occidentale, i popoli compreso gran parte di quello americano, vogliono la fine dell’impero e del clan sionista che lo ha infestato. L’Iran ha quindi anche un vantaggio politico ma deve agire con cautela per evitare una escalation che alteri i rapporti di forza vigenti o addirittura porti ad un conflitto mondiale che la Cina per adesso vuole evitare perché non ancora pronta come del resto la Russia che è già impegnata a sconfiggere la Nato altrove. Certo, l’elezione di un presidente incontinente anche di cervello, ha accelerato il crollo imperiale ma il sistema era marcio da tempo. Decenni di devozione al dio danaro e col profitto come unica filosofia di vita. Con la guerra  business come un altro e la politica bagascia delle lobby. Pare che in queste settimane nei corridoi della Casa Bianca si stia parlottando di usare armi nucleari tattiche da lanciare contro la solita mitica montagna identificata dagli stessi servizi segreti che erano certi che assassinando l’Ayatollah e la sua famiglia e pagando qualche scalmanato, la Repubblica Islamica sarebbe crollata su se stessa in poche ore. Sono al buio, sia di idee che di opzioni militari e cercano più che altro un colpo di scena per permettere a Trump di congedarsi fingendosi vincitore. Quello che impedisce a Trump di arrendersi sono infatti sia i suoi padroni sionisti che quello che rimane del suo ego tossico. Trump ha trascinato l’impero in una sconfitta storica e se la fa sotto in tutti i sensi. E' letteralmente terrorizzato dalla verità sulla sua performance come presidente ma anche come uomo nella vita. L’elemento che potrebbe sbloccare la situazione è il crollo finanziario che secondo gli esperti è imminente se Trump non si sbriga a calare le braghe. Finora la situazione ha retto perché il casinò borsistico in Occidente ha rimpiazzato l’economia reale, ma oramai le manipolazioni non riescono più a nascondere la carenza di carburante che è essenziale per far funzionare il lunapark capitalistico. Oltre al bluff della superiorità militare americana su cui si basano gli equilibri mondiali, anche il bluff economico con una superpotenza fallita e un sistema il cui unico vero prodotto caratteristico è una immonda ingiustizia sociale. Non resta che avere pazienza e anche questo impero di latta ce lo leveremo dai piedi. Tempi davvero duri per le colonie come quella italica, prima o poi bisognerà decidere se trovarsi un nuovo padrone oppure magari diventare adulti e scegliere una strada più intelligente. Quella della vera democrazia libera dalla mafia bellica e lobbistica, quella della cooperazione internazionale e della pace.

Tommaso Merlo

Musica

https://youtu.be/jP7rWubGNOI?is=9RfwiubQZoCo7h9j 

martedì, agosto 18, 2026

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