giovedì, settembre 17, 2026

Tommaso Merlo

 La Palestina, l’Iran e la fine del colonialismo


L’Iran è dalla parte dei palestinesi, noi occidentali da quella dei loro sterminatori. O almeno lo è il mainstream politico e mediatico mentre i popoli si sono svegliati grazie all’immane genocidio. In tutta la Palestina si continua tragicamente a morire per i deliri nazi sionisti e nessuno fa nulla. Siamo impotenti difronte all’orrore più disgustoso della storia dell’umanità, perché persiste da quasi tre anni davanti agli occhi dell'umanità e perché per decenni le élite occidentali si sono spacciate come paladine dei diritti umani. A Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Finalmente qualche buona notizia. La fine della stupida egemonia americana con noi insulse colonie al seguito e col nazi sionismo infiltrato ai piani alti. Dopo l’ultima potentissima reazione iraniana agli spuntati attacchi americani, la situazione nello Stretto di Hormuz rimane calda ma stabile. L’Iran controlla quell’arteria strategica globale e lo strangolamento economico sta soffocando gli Stati Uniti invece dell’Iran che dopo mezzo secolo di persecuzione ha due polmoni ciclopici. Ma le belle notizie non finiscono qui. Anche gli Houthi dello Yemen sono stati vittima di un tentativo di genocidio da parte dell’Arabia Saudita di Bin Salam, una marionetta criminogena del suo ego tossico, degli americani e quindi dei sionisti nonché membro d’onore della corte di Epstein e celebre per l'intuito strategico da 

caprone maltese. Sbaragliando i mercenari sauditi e riprendendosi le coste dello stretto di Bab el-Mandeb, questi guerriglieri yemeniti Houthi alleati con l’Iran, hanno aggravato il quadro. Se si ostruisce anche questa arteria commerciale, il colonialismo occidentale rischia un arresto cardiaco fulminante. Ma è del resto casa loro, noi gli abbiamo depredati ed usati seminando caos e dolore e prima o poi doveva finire. Lo stanno capendo anche gli sceicchi sporcaccioni e doppiogiochisti che sgambettano ansiosi da un summit all'altro nei loro camicioni immacolati mentre alle masse occidentali il mainstream rifila le solite fregnacce. Come quella del terrorismo che è solo quello dei nostri nemici, come quella dei regimi altrui mentre noi viviamo in repubbliche platoniche e quella della bomba atomica iraniana. Perfino i servizi segreti americani hanno ripetuto a Trump che l’Iran non stava producendo l’atomica, ma come al solito è prevalsa la volontà dei nazi sionisti che da decenni hanno messo l’Iran nel mirino in quanto vera potenza regionale in grado di frantumare i loro deliri di onnipotenza. A detenerla illegalmente e rifiutare ogni controllo internazionale è Israele, l’Iran ha un legittimo programma nucleare civile ed ha sempre rispettato le regole. Ma la propaganda serve a questo, a ribaltare la realtà e infinocchiare le masse di teleconsumatori in modo che le élite possano continuare a scatenare guerre e godersi l’alta società. Nel mondo reale intanto, siamo alla quiete prima della tempesta anti coloniale. Trump alla fine potrebbe essere costretto ad arrendersi o perché senza munizioni e soluzioni militari o per implosione economica della sua demenziale oligarchia. Le elezioni di medio termine potrebbero essere la sua grande opportunità per levarsi dai piedi scaricando le colpe su un Congresso già oggi contro l’aggressione illegale e fallimentare all’Iran. Certo, mega lobby sionista permettendo ma davanti al crollo del proprio paese, perfino nei politicanti corrotti prevarrà l’istinto di sopravvivenza. Scenario ideale ma la coalizione Epstein potrebbe tentare un estremo tentativo di colpire Teheran magari ricorrendo alle atomiche tattiche sule solite montagne sacre per provare almeno a salvare la faccia. Iran permettendo perché potrebbe essere la Repubblica Islamica ad optare per lo scontro finale dato che la sorprendente posizione di superiorità non è certo eterna e perire per logoramento è sempre perire. L’Iran potrebbe cogliere questa storica opportunità per liberarsi dalla persecuzione american e sionista, per liberare l’intero Golfo dal colonialismo ma anche Libano e Palestina dal nazi sionismo. Gerusalemme è una città santa anche per l’Islam e dopo il nostro fallimento, potrebbero provarci loro a liberarla. Più che fattibile. L’esercito americano nel Golfo sta facendo la fine della Nato in Ucraina, miliardi ridotti in fumo con alle spalle leadership politiche disprezzate e popoli che vogliono ben altro. Le basi americane in Giordania piazzate per difendere i sionisti sono state rase al suolo come tutte le altre rendendo anche logisticamente un inferno la presenza americana nella regione. Secondo alcune analisi saremmo già al trilione di dollari sprecato tra le dune. E se Trump insistesse ad ignorare il Memorandum che ha firmato, l’Iran potrebbe decidere di implementarlo con la forza con la benedizione di Cina e Russia fautori di un nuovo equilibrio mentre noi Occidentali ci godremo finalmente qualche buona notizia dal divano. A quel punto nascerebbe una nuova Asia Occidentale con Iran, Turchia, Egitto e Pakistan pilastri di una nuova era post coloniale e post sionista con quegli sporcaccioni e doppiogiochisti degli sceicchi che si rimettono a cuccia e una Gerusalemme nuovamente liberata. Già, a Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Se tutto va bene siamo alla fine del disastroso colonialismo occidentale alla faccia delle élite corrotte e per la felicità dei popoli del mondo intero.

Tommaso Merlo

mercoledì, settembre 16, 2026

martedì, settembre 15, 2026

Tommaso Merlo

 11 settembre 2026 


L’11 settembre è uno dei misteri dello stato profondo, uno di quelli che da JFK arrivano fino a Charlie Kirk ed Epstein. L’unica cosa certa è che gli attentati alle Torri Gemelle hanno inaugurato una stagione di guerre per la felicità dell’indotto bellico, di finanzieri e petrolieri oltre che ovviamente degli onnipotenti sionisti. Da quel fatidico giorno le spese militari sono decollate a dismisura e la superpotenza americana ha iniziato a collezionare disastri miliari con la complicità di noi insulse colonie europee. Le celebri Coalizioni che portando la pace a suon di bombe hanno reso il mondo drammaticamente più ingiusto ed insicuro senza ovviamente mai risponderne. Quell’obbrobrio di Netanyahu si fece scappare che l’11 settembre era “un bene” per Israele ed infatti a finire nel mirino sono stati casualmente tutti i paesi nemici del progetto coloniale sionista. Mancava solo l’Iran e ci ha pensato Trump a mettersi l’elmetto. Col risultato che rischiamo la terza guerra mondiale perché una manciata di nazi sionisti vogliono un biblico dominio in Medioriente e perché il presidente americano aveva il viziaccio di abusare ragazzine senza sapere di venire immortalato. È passato un quarto di secolo ed oggi a bruciare non sono le torri ma le basi americane nel Golfo Persico. Siamo al ground zero dell’esercito più corrotto e sbruffone del mondo al punto che non sanno più dove nascondere le quattro carrette del cielo e del mare che gli rimangono e i marines si devono travestire da beduini e dormire nei bed and breakfast per non farsi impallinare. Storia che corre sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo e della politica di qualità su entrambe le sponde dell’oceano. Il marasma senile del presidente americano ha scombussolato il Creato ma invece di nascondersi in un tombino dalla vergogna, Trump fa campagna elettorale per paura che un Congresso democratico lo sbatta in galera e butti via la chiave. Si è spinto ad offrire 5.000 dollari a cani e porci ovviamente dopo le elezioni. Come le altre volte, contanti, saluti. Fragorosi “fuck you” ormai echeggiano da ogni dove anche perché di questo passo con quella cifra non ci fanno neanche la spesa e il pieno per una settimana. Alcune pompe di benzina americane non sono nemmeno predisposte per indicare il costo del gallone oltre i 10 dollari e ormai ci siamo mentre i titoli di stato americani puzzano sempre più di spazzatura. Si prefigura una crisi senza precedenti e ormai i sondaggisti si sono arresi, a votare per quell’egoarca rincoglionito sono rimasti i dementi come lui e i nazifascisti cristiani e sionisti che vogliono anche la testa del figlio dell’Ayatollah anche a costo di finire tutti nella fogna della storia insieme all’impero. E il mondo non vede l’ora. L’11 settembre del turbo capitalismo esistenziale e del suprematismo bianco che in nome della libertà e dei diritti umani da decenni insanguina il pianeta sprecando miliardi e vite umane per placare gli appetiti di qualche mafia lobbistica. L’11 settembre dell’onesta intellettuale e della vera democrazia mentre classi impenitenti si prendono a postate in faccia e dal fronte arrivano bollettini inquietanti. Gli americani si son messi a colpire petroliere iraniane beccandosi in cambio devastanti grandinate di bolidi ipersonici. Già, Trump canta vittoria davanti alla più eclatante sconfitta della storia americana. Una sconfitta militare, strategica, economica e politica anche se può succedere ancora di tutto. Gli Houthi hanno riconquistato altri pezzi strategici del loro paese colpendo raffinerie e condotte dell’Arabia Saudita dove comanda all’altro amicone di Epstein, Bin Salam. Per questo il prezzo del greggio è schizzato alle stelle. E se oltre ad Hormuz si ostruisce anche lo stretto di Bab el-Mandeb, la crisi globale si aggraverà con miliardi di persone che rischieranno la fame e tutto questo per il marasma senile di Trump e la manciata di sionisti che lo tengono per le palline atrofizzate. Davvero troppo. Ma inutile attendersi la resa di un Iran che combatte per la propria sopravvivenza e difficile anche che Trump cali il pannolone. O lo fermano, oppure la crisi nel Golfo rischia di innescare una spirale da terza guerra mondiale potenziamento atomica. La speranza è che a quel punto la Cina si decida ad esordire come nuovo leader planetario facendo ragionare la parti in causa e inaugurando una nuova era di buonsenso, diplomazia e rispetto del diritto internazionale. In modo che l’11 settembre si celebri l’inizio della fine dell’impero occidentale e della violenta giungla in cui ha ridotto il mondo. Davvero, storia che corre rapidamente sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo, della politica di qualità e di una democrazia sana che sceglie la pace. 

Tommaso Merlo

lunedì, settembre 14, 2026

Napoli

 🟢 La sosta selvaggia sul marciapiede all’incrocio tra Via Diocleziano e Via Cavalleggeri è ormai una situazione che deve essere risolta con immediatezza.


Sono già state fatte segnalazioni formali, inviate PEC e mail, ed è stato anche presentato alla Municipalità di Bagnoli-Fuorigrotta un progetto con relativo rendering. Eppure, ad oggi, non è arrivata una risposta ufficiale.


I cittadini meritano rispetto e risposte, non silenzio‼️


Non possiamo più aspettare. Per questo riprendiamo il progetto già presentato e lo ampliamo, vogliamo marciapiedi finalmente liberi dalla sosta selvaggia e uno spazio più ordinato, decoroso e vivibile.


L’idea è anche quella di prevedere una piccola area con giochi per i bambini, proprio sotto gli edifici, recuperando uno spazio oggi occupato in maniera impropria e trasformandolo in un luogo utile alle famiglie, come già avviene in diverse realtà europee.


Risolvere un problema significa anche avere la capacità di migliorare e rendere più bello il nostro quartiere.

Pozzuoli


 

domenica, settembre 13, 2026

sabato, settembre 12, 2026