lunedì, maggio 11, 2026

Tommaso Merlo

 L'implosione dell’impero americano e l’Iran


Da leader del mondo ricco e libero, gli Stati Uniti si sono ridotti ad uno stato canaglia in balia di mafie lobbistiche che lo spingono ad infestare il mondo di guerre a vanvera e spazzatura morale. Uno stato profondamente corrotto perché comandato da coloro che hanno soldi per comprarsi le marionette parlamentari e il maggiordomo di turno alla Casa Bianca. Altro che democrazia modello, potere che appartiene al dollaro che lo esercita a piacimento. Con un presidente eletto bombardando le masse di pubblicità ingannevole e quando capita un vecchio psicopatico come Trump, il mondo va in malora senza che nessuno faccia niente. Tantomeno classi dirigenti dalla faccia di tolla e la lingua biforcuta che si prostituiscono per una poltroncina al sole. In confronto l’Iran produce classi dirigenti di livello molto superiore e anche come bilanciamento tra poteri, la Repubblica islamica appare un sistema più equilibrato ed intelligente di quello americano. Poi certo, hanno la religione di mezzo ma la devozione al dio danaro e al proprio ego tossico, sono altrettanto devastanti. Altro che democrazia modello e manipolazioni massa. Non politicanti ma spacciatori di illusioni, non una società ma un mercato, non una nazione ma una azienda, non giornalismo ma propaganda, non altre persone e paesi ma clienti o concorrenti da sfidare in nome dell’unico valore rimasto, il profitto. Una giungla capitalistica di matrice egoistica con la vita personale e collettiva ridotta ad un misero business. In cima una manciata di squali oligarchici che si arricchisce a dismisura mentre le masse o fuggono davanti a qualche schermo illuse di farcela anche loro oppure fuggono per sempre inquinandosi il sangue nelle vene. Una oligarchia senza cuore in cui le ruspe fanno fatica a rimuovere le baraccopoli di scarti umani nelle periferie delle città mentre la defunta classe media lotta con le bollette, la mafia lobbistica con la sua coscienza e gran parte del pianeta con la fame. Un modello che nasce dagli istinti peggiori ed ha infestato il mondo sfuggendo di mano. Un modello assurdo perché la vita non è così superficiale e banale. Quello che davvero ci serve per star bene come pace e senso non sono in vendita da nessuna parte e quindi soddisfatti i bisogni reali e tolto qualche sfizio, accumulare e scalare non serve a nulla se non ad intrattenere un ego meschino e a cui peraltro non basta mai. Un modello autodistruttivo per le persone come per il pianeta ma di cui nessuno parla perché al sistema e ai suoi giullari non conviene che le masse si risveglino ma piuttosto che stiano al gioco convinte che non vi siano alternative. Un modello pericoloso che l’impero americano ha esportato nel mondo bombardando nemici immaginari e piazzando basi militari ovunque per proteggere e minacciare a seconda della convenienza ed usando il dollaro come arma impropria per ricattare e punire chiunque osi non inginocchiarsi. Campagne elettorali come fine del mondo e poi alla fine prevale sempre la solita solfa dello stato profondo doppiogiochista e guerrafondaio col banco del casinò di Wall Street che vince sempre e comunque mentre il mondo va in malora nell’indifferenza di masse distratte di continuo per fargli inseguire miraggi consumistici inculcati fin dall’infanzia. E qui iniziano le novità. Mentre al Pentagono si lodavano ed imbrodavano da soli sperperando miliardi senza vincere una guerra neanche per sbaglio, non si sono accorti del nuovo paradigma missilistico e dronistico che rende le loro basi militari dei comodi bersagli al tirassegno e le loro mega portaerei delle ingombranti e costose bagnarole. Il tutto grazie alle nuove tecnologie e alla vecchia materia grigia di paesi come l’Iran impoveriti da quasi mezzo secolo di persecuzione americana per conto dei sionisti ma con nessuna intenzione di sottomettersi ed archiviare la propria antica civiltà. Lo hanno dovuto ammettere anche i camerieri del mainstream dopo settimane di servile propaganda sistemica. La contraerea americana costa uno sproposito e va a farfalle davanti ai siluri iraniani, la chiamano guerra asimmetrica ma in realtà è un nuovo paradigma militare e quindi geopolitico in cui bombe e minacce dell’impero a stelle e strisce non fanno più paura a nessuno. Uno sceriffo tutto chiacchiere e distintivo arrivato alla fine di una fallimentare carriera. Un bel casino perché la Coalizione Epstein rischia una sconfitta destinata a mutare gli equilibri mondiali e che quindi non può essere indolore. Se riesce a resistere e tenersi lo Stretto di Hormuz, l’Iran da regime terrorista al collasso e da annientare si ritrova potenza egemone nella regione e anche il destino di palestinesi e libanesi svolterebbe. Scenari da incubo per i sionisti che infestano Washington e che tengono Trump per le palle ed infatti c’è da aspettarsi ancora di tutto. A rivelarsi decisiva potrebbe essere l’implosione economica e quindi sociale dell’impero del dollaro per la felicità dei popoli liberi del mondo schierati tutti con l’Iran e con una nuova pagina storica. Non ne possono più dei deliri dello stato canaglia americano e dei loro padroni sionisti e guardano con favore alla nuova leadership cinese e all’era multipolare e ragionevole che propone.


Tommaso Merlo

sabato, maggio 09, 2026

venerdì, maggio 08, 2026

giovedì, maggio 07, 2026

Tommaso Merlo

 La flottiglia, la mafia e il vento


Lo stato terrorista di Israele si accanisce ancora una volta contro la flottiglia calpestando ogni legge. E grazie alla mafia sionista internazionale agisce nella totale impunità e con la sostanziale complicità politica e mediatica del marcio sistema occidentale. Con classi dirigenti sempre più ridicole che si nascondono dietro a qualche frasetta strafatta ma non muovono un dito né per alleviare le immani sofferenze dei palestinesi né per girare pagina storica in quella Terra Maledetta. I sionisti considerano Gaza già loro e se non sono riusciti ancora a ripulirla etnicamente, è solo perché non hanno trovato altri posti dove deportare i palestinesi o scuse per sterminarli tutti. L’unica cosa che può fermarli è il fallimento storico del loro progetto coloniale, la fine di Israele e lo sradicamento di una indegna ideologia da secolo scorso deragliata oltre la decenza. L’unica soluzione è ripartire dal 1948 con un nuovo percorso democratico rispettoso dei diritti umani che porti alla nascita di una Repubblica laica in cui tutti i cittadini di quella Terra Maledetta abbiano pari dignità a prescindere da ogni origine e credenza. Con Gerusalemme capitale libera dell’umanità intera o non ostaggio di qualche setta, una città emblema della convivenza pacifica e di spiritualità autentiche che migliorano l’umanità invece di dilaniarla. E non c’è tempo da perdere. Di questo passo il mondo intero rischia di diventare come quella Terra Maledetta, con gli Stati Uniti che infestati di sionismo non solo agiscono al servizio di Israele ma con le stesse modalità e dopo aver sovvenzionato gli stermini a Gaza e in Libano, si sono messi in prima persona ad ammazzare civili e bombardare scuole ed ospedali in Iran. Gli stessi schemi, lo stesso schifo politico e morale. Deumanizzando nemici immaginari per giustificare ogni violazione del diritto internazionale ed imporre con la violenza bruta la propria volontà di dominio. E con noi servi europei inermi quando di questo passo rischiamo di fare tutti la fine dei palestinesi. Tra muri mentali, becero fanatismo, odio viscerale ed egoismo esistenziale di coloro che hanno il potere di fare qualcosa ma mettono prima la propria carriera perfino delle tragedie che affliggono l’umanità. Un sistema talmente marcio che per ricordare al mondo che a Gaza si vive tra liquami, infezioni e ronzii di droni omicidi, dei cittadini devono salire su delle barche e rischiare la vita in mare. E quando lo stato terrorista di Israele li aggredisce, le classi dirigenti balbettano per paura che la mafia sionista internazionale li prenda di mira facendogli perdere la poltrona. Menomale che il vento sta cambiando, grazie a Gaza i popoli del mondo hanno compreso cosa sia davvero il sionismo e giudicando l’albero dai suoi frutti, detestano Israele e auspicano una nuova era. Ed è solo questione di tempo. Quando i cittadini su quelle barche prenderanno il posto delle indegne classi dirigenti che sguazzano nei palazzi, si compirà una svolta democratica da noi come in quella Terra Maledetta. Uno spartiacque. Perché non ci sono ragioni al mondo per ammazzare nessuno, non ci sono ragioni al mondo per genocidi ed apartheid ed ideologie da secolo scorso che portano tutte allo stesso sanguinario risultato. Perdonali perché non sanno quello che fanno e cioè perché sono vittime di una inconsapevolezza di se stessi e della vita tale, da non rendersi conto di quello che combinano. Una inconsapevolezza tale che trascorrono il tempo e le energie che gli sono concesse sul pianeta, per perseguitare, per uccidere, per distruggere invece che per fare l’unica cosa che dona senso alla vita e cioè amare. In quella terra maledetta come ovunque, la politica è una conseguenza e non la causa dei mali che affliggono la nostra vita come il mondo intero. Già, la causa principale non è la malignità, è l’inconsapevolezza. Non sappiamo da dove veniamo e dove finiremo, non sappiamo nemmeno cosa sia questa vita e spendere il tempo e le energie che ci sono concesse per roba che ci lasceremo alle spalle, per invenzioni spacciate come vitali e per credenze spacciate come verità assolute, è pura e semplice pazzia di cui la guerra è il suo frutto più devastante. Pazzia omicida collettiva. E la soluzione non è tifare per uno o per l’altro, ma evolvere come persone in modo da non farsi travolgere più da certi deliri ed impegnarsi piuttosto a costruire un mondo più saggio in cui tutti sono liberi di interpretare il misterioso viaggio della vita come meglio credono senza dare fastidio a nessuno. Lasciandosi alle spalle una scia amorevole e non di sangue e dolore. E grazie a Gaza e a cittadini imbarcati su qualche flottiglia, il vento sta cambiando. Sono crollati decenni di propaganda e traballa il marcio sistema occidentale finito in mano a classi dirigenti che da Washington fino ai servi europei sono vittime della mafia lobbistica internazionale di cui il sionismo è uno dei fuori all’occhiello. Uno spartiacque. Ma non c’è tempo da perdere. Il mondo rischia di diventare come quella Terra Maledetta e tutti noi di fare tutti la fine dei palestinesi. Va liberata Gerusalemme da ogni delirio ideologico ed aperta una nuova era di democrazia, diritti umani e pace per tutti.

Tommaso Merlo