venerdì, agosto 14, 2026

Tommaso Merlo

 Putin, l’attacco all’Europa e la speranza


A Putin conviene attaccare l’Europa militarmente. Adesso che il riarmo europeo è solo all’alba e nel bel mezzo della disfatta americana in Iran. La Russia ha di fatto demilitarizzato la Nato, ha polverizzato tutti i suoi arsenali mentre gli americani hanno sprecato le loro rimanenze per servire i loro padroni sionisti nel Golfo. L’Occidente è disarmato mentre l’industria bellica russa procede a pieno regime e si avvale anche della collaborazione nord coreana, iraniana e soprattutto cinese. Il momento migliore per Putin per dare una lezione ai russofobi di Washington e Bruxelles che perseguitano la Russia da decenni e si erano illusi che sfruttando quegli utili idioti di Kiev potessero coronare i loro sogni napoleonici. Putin avrebbe poi tutto il diritto di colpire le fabbriche sul suolo europeo in cui si producono i componenti per i droni che l’Ucraina usa per i suoi attacchi terroristici in territorio russo tipo la ripugnante strage sulla spiaggia in Crimea. Le coordinate per tali porcherie gli vengono fornite dagli americani, anche quelle per l’attacco ad una delle residenze di Putin tempo fa. Oggi la Russia è militarmente superiore all’Occidente, dispone di missili ipersonici inarrestabili e devastanti, ha già mobilitato un imponente esercito e può contare su un impressionante arsenale nucleare. È poi un paese compatto attorno alla sua leadership e che combatte per la propria sopravvivenza mentre l'Occidente combatte controvoglia una guerra per procura per volontà di detestate classi deficienti e dei loro padroni della lobby della guerra. E in guerra movente e leadership sono decisivi. Ma politicamente, a Putin non conviene attaccare frontalmente l’Europa almeno per il momento, gli conviene limitarsi a difendere le petroliere della flotta ombra come dichiarato in queste ore e completare nel frattempo le operazioni in Ucraina entro l’inverno e poi valutare. Un attacco diretto in Europa infatti, permetterebbe ai russofobi delle classi deficienti politiche e mediatiche di starnazzare alle masse tutto il loro viscerale odio, compattare i guerrafondai e lanciare la mobilitazione in nome del suicidio di massa nucleare. Putin aiuterebbe cioè i suoi nemici ad uscire dallo stallo, nemici che sono detestati dai loro stessi popoli e che hanno quindi vita politica breve. Gli conviene avere pazienza. Merz in Germania è considerato una prostituta dei guerrafondai di Bruxelles, di quelli dei fondi di investimento e dei sionisti, a spopolare è la destra dell'AfD che vuole una pace immediata con la Russia e la neutralità dell’Ucraina. Lo stesso vale per le destre populiste inglesi che stanno scaldando i motori per governare e vogliono un negoziato di pace con Mosca. Anche in Francia sta cambiando il vento col guerrafondaio Macron che è odiato a morte anche da suo marito mentre l’Italia è politicamente già estinta a furia di votare imbecilli. Una Europa mai così debole e divisa, spaccata tra popoli e classi deficienti e spaccata tra stati membri dell’ammucchiata tecnocratica nata per difendere la pace e che sta schiattando per difendere la guerra. Nonostante l’Occidente abbia superato ogni linea rossa, Putin ha sempre evito una escalation potenzialmente mondiale. Checché ne dicano le newsletter della Nato travestite da giornalismo mainstream, Putin ha storicamente perseguito una politica di apertura verso l’Occidente ed è considerato un moderato che anche di recente è stato spronato dalla Duma ad usare la mano pesante con Kiev e chiudere la pratica. Putin ha sempre visto l’Europa come un mercato e un partner naturale ed i rapporti stavano crescendo fino a quando dopo decenni di lavoro nell’ombra, la lobby della guerra a matrice americana è riuscita a distruggere tutto con noi servi europei che gli siamo andati dietro compromettendo la nostra principale risorsa energetica in pieno declino. Un vero e proprio suicidio politico ed economico di cui prima o poi dovranno rispondere. Ma ora possiamo solo sperare che la situazione non sfugga di mano e si diriga verso la conclusione. Con la resa incondizionata di Kiev e l’esilio di Zelensky mentre quello che resta dell’Ucraina diventa neutrale come poteva essere deciso senza sparare un colpo. Altra speranza è che Trump riesca nell’impresa di far schiantare l’impero americano prima del previsto trascinando nel baratro anche la lobby della guerra e lo stato profondo. Aggiungendo la disfatta ucraina a quella iraniana, Trump passerà alla storia per aver archiviato la fasulla egemonia e la disastrosa leadership americana in tempi record. Quanto a noi colonie europee, la speranza è quella di liberarci il prima possibile dalle classi deficienti che ci hanno trascinato in questo vicolo cielo. Liberarci da una politica inetta, da media venduti, dal servilismo americano, dai deliri della lobby della guerra camuffata da Nato e riprendere la strada del dialogo e della cooperazione con la Russia come con tutti i paesi. La strada costituzionale della pace e della vera democrazia in cui venga vietata ogni interferenza lobbistica e in cui questioni vitali come la guerra tornino saldamente nelle mani del sovrano e cioè del popolo. 

Tommaso Merlo

giovedì, agosto 13, 2026

mercoledì, agosto 12, 2026

lunedì, agosto 10, 2026

domenica, agosto 09, 2026

sabato, agosto 08, 2026

venerdì, agosto 07, 2026

mercoledì, agosto 05, 2026

martedì, agosto 04, 2026

lunedì, agosto 03, 2026

domenica, agosto 02, 2026

Tommaso Merlo

 Tra fake complottismo e realtà virtuale


Non si capisce più dove finiscono le panzane ed inizia la verità a furia di propaganda travestita da giornalismo e disinformazione militante. Perfino dietro l’invasione di Cueta ci sarebbe la Cia e il Mossad aizzati da Trump e dai sionisti per colpire l’odiata Spagna di Sanchez. Tra i pochissimi paesi occidentali fermamente dalla parte della Palestina e che mal digerisce la Nato al punto da rifiutarsi di incrementare le spese militari. Il Marocco è del resto un alleato di ferro di Stati Uniti ed Israele, tra i pochissimi paesi arabi ad aderire agli Accordi di Abramo e perfino a quella chiavica del Board of Peace. Sarebbe quindi opera dei soliti noti, lo stato profondo americano e quello sionista in trasferta nel Maghreb. E chissà, il livello dell’era Trump è talmente basso che potrebbero aver deciso il tutto quando la Spagna ha osato vincere il mondiale americano sconfiggendo l’Argentina del mega trumpiano e sionista Milei. Ad insospettire è poi come negli ultimi tempi i leader politici spagnoli siano finiti sulle prime pagine di mezzo mondo per scandali strampalati finiti poi nel nulla. Stesso destino del procuratore capo della corte penale internazionale Karim Khan, quello che ha avuto le palle di emettere il mandato di cattura per quel mostruoso criminale di guerra di Netanyahu e dei suoi complici. Ebbene, è appena stato rimosso dal suo incarico perché di colpo sono spuntate ovunque donne che lo hanno accusato di palpeggiamenti e comportamenti impropri. Davvero uno strano tempismo col procuratore che ha sempre fermamente negato e parlato di operazione politica occulta. Colpirne uno per educarne cento con gli artefici del genocidio che attaccano le istituzioni che indagano per far emergere la verità. Davvero sconvolgente anche se la storiaccia più clamorosa è certamente quella di Anthony Fauci, il mega virologo americano eroe della lotta al Covid che in realtà sarebbe il colpevole della pandemia in quanto a capo di esperimenti pericolosissimi scappati di mano e fatti in collaborazione col famoso laboratorio di Wuhan in Cina da cui è partito il virus. E sarebbe per questo che Fauci ha tenuto chiuse le fauci davanti alle autorità investigative invocando il quinto emendamento. Li mortacci sua. Con Biden che prima di tornare nel sarcofago gli ha pure dato la grazia preventiva. Realtà che fanno vergognare il complottismo come un cane. Altra storiaccia finita un po' in sordina è quella di Michael Jackson passato da Re del Pop a mostro e deceduto a soli 50 anni in circostanze sospette. Ebbene, pare che non fosse affatto pedofilo e paradossalmente sia stato fatto fuori proprio perché voleva difendere i bambini dal diabolico giro satanico che riteneva governasse il mondo. Il suo parco giochi Neverland non era per adescare bambini ma per offrigli una oasi sicura con la ciliegina di una canzone pro Palestina che ha scritto e mai inciso e di strani personaggi che gli hanno gironzolavano attorno verso la fine. Più che complottismo, vittima di un complotto in tempi in cui lo scandalo Epstein era denigrato come delirio da terrapiattisti mentre in realta' la cricca pedofila e satanica dei potenti del pianeta era una notizia verissima che nessuno ha mai voluto o potuto dare. Già, i complottisti erano gli unici veri giornalisti in circolazione. Ma stando all’oggi, il caso più scottante è quello Charlie Kirk che sarebbe stato fatto fuori e pure pubblicamente a sorta di avvertimento. Kirk era il fondatore di una mega organizzazione giovanile di destra decisiva per l’elezione di Trump. A seguito del genocidio a Gaza, Kirk voltò clamorosamente le spalle al sionismo e prese posizione contro la guerra in Iran. Kirk era uno che andava spesso alla Casa Bianca e riceveva telefonate da Tel Aviv. A toglierlo di mezzo non sarebbe stato affatto un cecchino ma il microfono esplosivo che aveva sulla maglietta. Ci sono le immagini e se tre indizi fanno una prova qui ve ne sono decine e decine e il fatto che l'FBI non muove il fondoschiena aggrava il quadro. Già, non basta manipolare la stampa, devi controllare anche chi può fare qualcosa. L’unica bella notizia è che l’organizzazione di Kirk Turning Point USA sta fallendo e la stragrande maggioranza dei giovani americani anche di destra vuole tagliare ogni legame con Israele. Anche il tentato assassinio di Trump prima delle elezioni sarebbe stata una clamorosa pagliacciata per farlo vincere. Lo scopo era la foto col pugno alzato e il ketchup sulla guancia che ha fatto il giro del mondo e convinto milioni di fessacchiotti a stelle e strisce a votare per quell’uomo coraggioso e indomito. Lo possino. Una delle truffe elettorali più impressionanti della storia. Trump ha avuto pure il coraggio di raccattar voti promettendo di fare luce sullo scandalo Epstein e poi si è scoperto che Epstein era il suo migliore amico ed ha insabbiato tutto. Tra le poche certezze complottiste rimane il marito di Macron che lo prende a sganassoni quando non fa il bravo e pare abbia pure una notevole coda anche se dalla parte sbagliata. Davvero un bordello tra complottismo e realtà. Non si capisce più dove finiscono le panzane ed inizia la verità a furia di propaganda travestita da giornalismo e disinformazione militante. Ma non bisogna arrendersi perché la verità un modo per venire a galla prima o poi lo trova sempre e noi possiamo aiutarla rimanendo sempre vigili e liberi.

Tommaso Merlo

giovedì, luglio 30, 2026

mercoledì, luglio 29, 2026

Tommaso Merlo

 La TAV, la violenza e l’evoluzione


Gli abitanti della Val di Susa hanno ragione da vendere, la TAV devasterà il loro territorio. Ed hanno fatto benissimo a ribellarsi con coraggio ed ostinazione per anni. Una politica degna non avrebbe nemmeno pensato un ecomostro del genere e avrebbe permesso a quelle comunità locali di partecipare a decisioni così impattanti. Quanto alla violenza, le prediche di certi giullari politici e mediatici fanno venire l’orticaria. Violenza vuol dire guerra ed è un limite da non oltrepassare perché dalla costruzione si passa all’autodistruzione. Ma questo vale in Val di Susa come a Washington e in Medioriente. O la violenza si rigetta e si condanna sempre, oppure sarebbe meglio che certa gente cambi finalmente mestiere liberandoci da una ipocrisia che sta diventando asfissiante. Vandalizzare i cantieri e pestare i poliziotti non serve a nulla ed anzi dona l’opportunità al sistema di ghettizzare i rivoltosi, di sminuire le ragioni della protesta e d’imporsi dandosi arie. La lotta può essere anche dura ma deve rimanere civile e non violenta. Sempre e comunque. Non è una questione solo morale, la lotta civile è molto più efficace perché mentre la violenza fa innalzare muri anche mentali e alimenta violenza opposta, la lotta civile permette di comunicare le proprie ragioni e allargare il consenso rendendola più potente e quindi capace di raggiungere i suoi obiettivi. Un nanerottolo in mutande e scalzo come Gandhi ha sconfitto uno degli imperi più potenti della storia con una lotta civile intelligente e caparbia che aveva nella non violenza il suo pilastro portante. Detto questo, oltre alla violenza dei facinorosi, va condannata anche quella dei giullari politici e mediatici schierati a prescindere col sistema per mantenere le loro natiche al caldo. Tutti coloro che non hanno mai davvero ascoltato e capito il dolore delle comunità della Val di Susa ed hanno denigrato e demonizzato come irragionevoli estremisti chiunque osasse essere contrario all’ecomostro della TAV. Quelle pecore altolocate che hanno nel vile conformismo e nell’egoismo arrivista la loro filosofia di vita. Giullari politici e mediatici che oggi s’indignano e dai loro pulpiti spargono frasi fatte e mielosi perbenismi accostando la violenza in Val di Susa al terrorismo, gli stessi che hanno girato la faccia dall’altra parte mentre i sionisti sterminavano intenzionalmente decine di migliaia di bambini e di civili innocenti a Gaza. Uno degli atti terroristici più imponenti ed atroci della storia dell’umanità oggi esteso al sud del Libano ed alla Cisgiordania dove il terrorismo sionista sta rilanciando la pulizia etnica. Già, o la violenza si rigetta e si condanna sempre, oppure sarebbe meglio che certa gente cambi finalmente mestiere liberandoci da una ipocrisia che sta diventando davvero asfissiante. Già, siamo vittime di un sistema che ha sdoganato la violenza e quindi la guerra come strumento lecito per raggiungere obiettivi politici. Esattamente quello che rimproverano ai violenti della Val di Susa. Un sistema per cui la violenza e quindi la guerra è utile e addirittura indispensabile pratica democratica. Ed è quindi lecito e ragionevole sottrarre decine di miliardi a cittadini che lottano per riuscire a mantenere i loro figli per produrre armi di sterminio per alimentare guerre decise a tavolino da qualche lobby senza volto e senza cuore. Con giullari politici e mediatici parte integrante della macchina bellica e col compito di creare mostri, di alimentare odio e paura, di esasperare pericoli e minacce in modo che le masse si rassegnino alla guerra e continuino a tirare la carretta senza fiatare. Ma la storia insegna che la guerra è sempre terroristica in quanto porta terrore ed oggi più che mai visto che coinvolge sempre più i civili. Oggi il più grande terrorista in circolazione è Donald Trump che dopo aver promesso la pace nel mondo e preteso il Nobel, ha bombardato ovunque al punto da finire le scorte missilistiche. E noi servi europei ai suoi luridi piedi. Guerre illegali che calpestano cioè il diritto internazionale su cui blateravano si fondasse la nostra superiore civiltà occidentale. Stragi di civili innocenti, bombardamento di ospedali, di scuole, di ponti coi giullari politici e mediatici che tacciono e misurano le parole e poi quando scoppiano disordini come in Val di Susa si stracciano le vesti e salgono sui loro ipocriti pulpiti spargendo frasi strafatte e mielosi perbenismi. Trump è un terrorista secondo solo a quel mostro genocidario di Netanyahu che i governi occidentali hanno sempre protetto anche a genocidio in corso. Un ricercato per crimini contro l’umanità che verrà ricevuto nuovamente alla Casa Bianca e noi servi europei ai loro luridi piedi. L’apoteosi della violenza omissiva ed omertosa e dell’ipocrisia sistemica. I giullari politici e mediatici dovrebbero piuttosto guardarsi allo specchio mentre i cittadini guardare avanti. La pace e la non violenza sono scelte di vita che diffuse diventano scelte politiche efficaci. E sarebbe ora di rimboccarsi le maniche a livello personale e collettivo in modo che certi ecomostri non vengano nemmeno pensati e in modo di ripudiare la violenza e quindi la guerra ma per davvero e una volta per tutte.

Tommaso Merlo

Ex portavoce m5s


 

domenica, luglio 26, 2026


 Auguri alla mia mamma Anna che vola in vielo

giovedì, luglio 23, 2026

mercoledì, luglio 22, 2026

martedì, luglio 21, 2026