lunedì, agosto 31, 2026
domenica, agosto 30, 2026
Tommaso Merlo
Report, i sionisti e l’Italia moribonda
I sionisti non vogliono smettere di sterminare palestinesi, vogliono che si smetta di parlarne. Per questo hanno ammazzato centinaia di giornalisti a Gaza, e per questo impediscono alla stampa internazionale di entrare nella Striscia e nei decenni hanno corrotto i principali media mainstream occidentali. Per controllare la narrazione, per spacciare l’apartheid genocida come democrazia modello e scaricare le colpe sulle loro vittime. Tutto inutile grazie ad internet e alle vittime palestinesi che hanno mostrato in diretta social il proprio sterminio, ma la sostanza è questa. Potenti che non avendo nessuna intenzione di fare passi indietro o cambiare, censurano o ricorrono alla propaganda in modo che non emerga la verità ma una narrazione di comodo che gli permette di continuare le loro malefatte in santa pace. Quello che sta succedendo a Report. Una trasmissione che i potenti perseguitavano da anni perché capace di fare breccia nel muro di ipocrisia ed omertà tipico dei palazzi di paesi moribondi come il nostro. Da noi fare vero giornalismo ormai è eroico. Perché vieni ghettizzato e perché dare fastidio ai potenti è pericoloso e se vuoi fare carriera ti devi accodare a qualche cordata economica o ideologica, vendere l’anima al diavolo e abbassare la testa. Il risultato è drammaticamente noto. Redazioni talmente screditate da venire mantenute dai loro padroni o dallo stato invece che da telespettatori e lettori che da anni sono in fuga verso fonti più attendibili o verso l’indifferenza che è sempre meglio che venire presi per i fondelli. Propaganda permanente spacciata come giornalismo e depravazione conformista a gogò. Nei paesi civili trasmissioni come Report sono normalità, sono il modo in cui si fa giornalismo. E questo perché i potenti hanno l’obbligo della trasparenza totale verso i cittadini e non devono esistere dubbi e zone d’ombra per nessuna ragione. Non dovrebbero esistere nemmeno i segreti di stato, figuriamoci i segretucci meschini di qualche poltronaro impenitente. Una vera e totale libertà di stampa è un diritto sacrosanto in una democrazia sana, un pilastro del sistema perché se manipoli la narrazione pubblica impedisci ai cittadini di conoscere la verità su quanto succede nel loro paese e su chi siano davvero i potenti di turno, e quindi gli impedisce anche di votare in modo consapevole. È una questione politica sostanziale, non marginale. Se certi personaggi indegni raggiungono i vertici dello stato e si godono carriere decennali nonostante la loro inettitudine, è proprio perché il dibattito pubblico è profondamente inquinato da un fasullo giornalismo che in realtà è faziosa e perenne propaganda politica a favore di cani e porci. Una cagnara perenne che impedisce alla verità dei fatti di emergere e quindi alla storia di fare il suo corso. Da una informazione seria e professionale, siamo passati alla continuazione della campagna elettorale anche durante tutta la legislatura, con una manipolazione costante del dibattuto pubblico. Uno scempio mediatico. A livello di libertà di stampa l’Italia è dietro a molti paesi africani e mediorientali eppure i potenti di turno non fanno nulla e questo perché non gli conviene. Ai potenti conviene la propaganda o presunti giornalisti che non osano mai farla fuori dal vasino per non perdere il loro posticino al sole. Una mafia culturale che infesta anche il mondo dell’informazione con redazioni che fungono da capi tifosi delle rispettive squadre partitiche. Esaltano i loro e infangano i nemici mentre la verità diventa un dettaglio per ingenui idealisti. Col risultato che in assenza di una stampa cane da guardia, la qualità della politica è gravemente peggiorata perché libera di dare il peggio di sé e non risponderne mai. Col risultato che gran parte dei cittadini non vota e non segue più perché disgustata da un sistema sempre più anche moralmente marcio e non all’altezza né dei tempi né delle loro consapevolezze. Col risultato che l’Italia è un paese moribondo che si scaglia contro l’unica oasi di giornalismo con un minimo di denti come Report colpevole di non permettere ai potenti di spacciare il marciume come normalità e di farsi i propri sporchi comodi in pace. Giornalisti che diventano spioni infami e fastidiosi intrusi da fermare altrimenti crollano i sondaggi e lorsignori rischiano immagine e poltrona e quindi quanto di più caro hanno al mondo. Classi delinquenti che non vogliono solo il privilegio dell’impunità ma anche della opacità. In questa Italia moribonda come a Gaza. Potenti che non avendo nessuna intenzione di fare passi indietro o cambiare, censurano o ricorrono alla propaganda in modo che non emerga la verità ma una narrazione di comodo che gli permetta di continuare le loro malefatte in santa pace.
Tommaso Merlo
sabato, agosto 29, 2026
venerdì, agosto 28, 2026
giovedì, agosto 27, 2026
Italia
I principali indicatori economici dell'Italia mostrano una crescita moderata del PIL attorno all'1% e un'inflazione vicina al 2%. [1, 2]
- PIL (Prodotto Interno Lordo): Crescita tendenziale attorno a +1,2% e acquisita per il 2026 vicina al +1%.
- Inflazione (IPCA/NIC): Stabile nell'area dell'1,6% - 1,8%.
- Tasso di Disoccupazione: Intorno al 5,7% - 6% della forza lavoro.
- Debito Pubblico / PIL: Si attesta storicamente oltre il 134-137% del PIL.
- Il mercato del lavoro e l'occupazione
- I conti pubblici e il debito
- Le previsioni sui consumi e sull'inflazione
mercoledì, agosto 26, 2026
martedì, agosto 25, 2026
Tommaso Merlo
Il D-day, l’Iran e il marciume occidentale
Avendo perso militarmente, gli americani passano ad affamare gli iraniani. Altra specialità imperiale, la punizione collettiva. Lo chiamano D-Day economico con D che però sta per il Demente che lo propone e cioè Trump. L’invasione di terra è rinviata per carenza di carne da macello, i bombardamenti per carenza di bombe e non gli restava che rispolverare un’altra chicca del repertorio, il dollaro come arma di distruzione di massa. La Cina ha già alzato il dito medio ed essendo il primo partner commerciale dell’Iran, è un inizio niente male per il D. Già, il modo con cui la Cina ragiona ed agisce dona speranza che tramontato il marciume occidentale possa tornare il sereno. Dall’Iran ha invece già riposto al D-day l’uomo forte Mohsen Rezaei che ha un Dottorato in Economia e parlando con degli analfabeti come Trump e il suo ministro balbuziente, è stato lapidario. Che vadano a farti fottere entrambi e chi parteciperà al boicottaggio verrà considerato un nemico a partire dagli sceicchi del Golfo che rischiano di tornare all’età della sabbia. Una reazione dura ma che va capita. Hanno vinto la guerra e Trump pretende la loro resa. Quel D dice che lo Stretto è aperto e poi lancia un D-Day per costringere l’Iran a riaprirlo. Un manicomio anche se c’è poco da ridere. L’Iran è perseguitato economicamente dagli Stati Uniti da mezzo secolo e pare che abbia previsto anche questa mossa. Ha acqua potabile e produce cibo a sufficienza e Rezaei fa sapere che stanno già passando ad una economia di guerra. Cuba docet, è sotto embargo da 65 anni perché anch’essa colpevole di pensarla diversamente e di non volersi inginocchiare all'impero, e figuriamoci se certi mezzucci funzionano con un paese come l’Iran immensamente più vasto nonché la quinta riserva energetica del mondo. Anche la Russia ha spernacchiato il Demente-Day e fatto sapere che anche attraverso il Mar Caspio continuerà a cooperare col suo alleato iraniano con cui combatte su fronti diversi lo stesso nemico a stelle e strisce. In questi giorni è venuto fuori anche un tentativo di corruzione della cricca di Trump, miliardi offerti ad un generale dell’esercito iraniano per tradire la Repubblica Islamica ma qui pare abbiano ricevuto come risposta delle sane risate in faccia. Corrompere governanti, aggredire illegalmente a suon di bombe, fomentare rivolte intestine ma anche sanzioni ed embarghi sono i mezzucci con cui l’impero americano ha infestato il mondo di odio e dolore al misero scopo di arricchirsi sempre più e sfogare la sua brama di potere. Il tutto infinocchiando le masse di teleconsumatori con panzane come l’esportazione della democrazia a suon di missili, la lotta al terrorismo facendolo e la pace sterminando. Il marciume occidentale è responsabile di milioni di morti dal dopoguerra ad oggi, sembrava inarrestabile ed invece stiamo assistendo al clamoroso e contemporaneo crollo sia militare che economico. Oramai anche a Washington ammettono la sconfitta strategica con l’Iran e molti analisti si aspettano una crisi tipo 1929. Un disastro economico e militare che ha però ragioni politiche, un modello delirante che prevede il predominio dell’economia sulla politica e quindi del mercato sullo stato e quindi dell’interesse privato su quello pubblico e quindi delle lobby sulle istituzioni e quindi dei soldi sui cittadini. Un egocaptalismo con bande di oligarchi che si sono comprati tutto, anche la politica e quindi la democrazia e con essa il futuro di milioni persone ridotte a consumatori anche di se stesse. Egoismo personale che si fa sociale che si fa politico con masse spronate a sudare nella giungla di mercato per accumulare soldi, potere, fama e lussi in vista di un benessere in realtà totalmente falso. Ed è Trump ad insegnarlo al mondo intero, quel D è arrivato in cima alla vetta capitalista, ha ottenendo tutto. Miliardi, notorietà globale e perfino la poltrona più potente del mondo eppure è visibilmente un uomo non solo malvagio ma tutt’altro che felice. Un uomo che ha speso la vita a sgomitare e fregare il prossimo per inseguire miraggi materiali sempre più prestigiosi per poi alla fine ritrovarsi alla sua età a trascinarsi miseramente da una messa in scena all’altra a dire bugie come un ragazzino circondato da ipocrisia e disprezzo. Un uomo sempre arrabbiato e teso che vive perseguitato da nemici più o meno immaginari ma anche dalla verità su chi è davvero, un uomo costretto a lodarsi da solo circondato da leccapiedi che si bevono le sue fregnacce finché gli conviene. Un uomo incapace di stare solo ed in pace anche solo per un istante perché in fuga permanente da se stesso e da scheletri e vuoto profondo. Egoismo personale che diventa sociale che diventa politico che diventa il marciume occidentale che ha infestato il mondo di odio e di dolore. Ma eccoci qui, all’ennesimo D-day. Un manicomio anche se c’è poco da ridere. Menomale che il modo in cui la Cina ragiona ed agisce dona speranza che possa tornare il sereno.
Tommaso Merlo
lunedì, agosto 24, 2026
domenica, agosto 23, 2026
Tutta la verità.
Buongiorno, ecco #LaVeritàdioggi
«Il Pd non ha un’idea di futuro»
Enrico Mentana spara a zero sulla sinistra: «Qual è la funzione di dem, M5s e Avs? Non c’è niente di niente». Dopo queste frasi perché si litiga dentro il Carroccio e Forza Italia sulla leadership? Vogliamo consegnare il Paese e il prossimo capo dello Stato al nulla?
• Indagano i genitori e non i medici per la morte della piccola Anna Rosa
• Il Papa star al Meeting dà i compiti ai cattolici: dovete ascoltare di più e la fede diventi cultura
• Sala farà guadagnare 265 milioni a Milan e Inter
social.laverita.info/sfogliatore
sabato, agosto 22, 2026
venerdì, agosto 21, 2026
Tommaso Merlo
Trumpland e le lezioni da apprendere
Il debito pubblico americano ha superato di slancio la soglia dei 40 trilioni di dollari e a Wall Street si toccano gli zebedei mentre il resto del mondo attende di sapere se davvero Trump compirà il capolavoro di mandare in vacca gli Stati Uniti in neanche due anni. Manco le cavallette. La riduzione dell’abnorme debito era ovviamente uno dei motti dell’ascesa di Trump salvo poi rimangiarsi tutto strada facendo e diventare uno dei principali artefici della pericolosa impennata. E questo perché il pederasta newyorkese ha preso una valanga di voti promettendo ai poveri cristi una nuova età dell’oro, ma una volta alla Casa Bianca le palle d’oro se l’è fatte lui ed i suoi amici oligarchi a furia di arraffare e ridurre le tasse ai ricchi. Quanto alla motosega sventolata da quell’impasticcato di Musk era una cazzata pure quella, la spesa pubblica americana è aumentata a dismisura e questo anche per le astronomiche spese militari. Già, il bamboccione newyorkese ha avuto pure il fegato di promettere la pace nel mondo e pretendere il Nobel salvo poi bombardare il Creato a vanvera e collezionare pure epiche tranvate. Secondo le oramai rarissime fonti indipendenti, l’aggressione illegale all’Iran è costata oltre i 100 miliardi ma senza contare le basi militari americane sparite dalle mappe del Golfo Persico. E secondo i rarissimi osservatori non venduti al sistema, quello incassato dall’Iran potrebbe rivelarsi il colpo del ko per il malconcio sceriffo statunitense. Altro che egemonia suprematista, di questo passo Washington verrà riconquistata dai nativi americani anche del sud. Dai pionieri pallidi e genocidari europei, al trionfo del meticciato anche culturale. E dal fanatismo capitalistico alla cara e vecchia socialdemocrazia. Un Karma all’ennesima potenza con le nuove generazioni che sui banchi di scuola studieranno il fenomeno Trump ma allo scopo di evitare si ripetano certi scempi. Oh, yes. Il contaballe newyorkese verrà usato per insegnare ai cittadini l’importanza di collegare il cervello prima di andare a votare. In modo da non bersi le flatulenze propagandistiche ma sforzarsi di cogliere la persona che si nasconde dietro alla bocca zeppa di fregnacce dei politicanti. E nella vita contano i fatti. Se sei un palazzinaro figlio d’arte e quindi nato ricco sfondato e nella vita collezioni bancarotte e scandali e come passatempo abusi ragazzine, più che alla Casa Bianca dovresti finire dietro alle sbarre. Eppure un ceffo del genere è stato il candidato repubblicano alla presidenza per ben tre volte ed eletto due, a conferma di come un leader non è altro che il sintomo di un marciume di sistema ben più profondo e diffuso. Oligarchia capitalistica ai piani alti, anarchia consumistica a quelli bassi. Con classi delinquenti che non hanno fatto da filtro e masse che lo hanno votato per odio verso qualche nemico immaginario o perché speravano in qualcosa in cambio. Voto egoistico, non per il bene della propria comunità ma per riempire le proprie tasche e il proprio ego di sicurezze e identità farlocche e a buon mercato. Oh, yeah. Il delinquente newyorkese verrà usato per insegnare ai politicanti quanto sia dannoso concertare troppo potere nelle mani di una sola persona e quanto in democrazia sia fondamentale il bilanciamento tra poteri dello stato. E verrà preso ad esempio per dimostrare quanto siano letali i soldi in politica e che il lobbismo non è altro che corruzione legalizzata. O la politica è indipendente e ad esclusivo servizio dei cittadini, oppure è mafia elitaria che permette a potentati malintenzionati di scalare la democrazia. Oh, yep. Il bullo newyorkese verrà usato per insegnare ai genitori l’importanza di amare i propri figli per evitare che diventino dai narcisisti patologici dannosi a se stessi e al mondo che li circonda. E se qualcosa andasse storto a prescindere, aiutarli a curare le ferite infantili in modo da farli crescere mentalmente sani. Più che la malignità, a rovinare il mondo è l’inconsapevolezza su come funzioniamo come persone e sui danni che combina il nostro ego tossico. Già, il fenomeno Trump è una grande opportunità di apprendimento e quindi di crescita personale e collettiva da non sprecare. Di Trump è pieno il mondo e per evitare certi scempi, tutti devono fare la propria parte identificandoli e boicottandoli prima che facciano danni. Ma nel frattempo a Wall Street si toccano gli zebedei mentre il resto del mondo attende di sapere se davvero quello sferrato dall’Iran è il colpo del ko per il malconcio sceriffo statunitense. Quella chiavica immane di Donald J Trump potrebbe riuscire a mandare in vacca gli Stati Uniti che manco le cavallette.
Tommaso Merlo
giovedì, agosto 20, 2026
Tommaso Merlo
Le classi deficienti tra Ucraina e genocidio
L’Occidente sta crollando, rischiamo la terza guerra mondiale e le classi deficienti non spiccicano una parola. Troppo impegnate a godersi delle lussuose vacanze alla faccia dei contribuenti rimasti a casa a contare gli spiccioli. Siamo alla deriva, con al timone il peggio della società invece che il meglio. Sanno solo inviare soldi alla banda Zelensky e girare la faccia dall’altra parte mentre il nazi sionismo stermina palestinesi e libanesi. Classi deficienti serve della Nato e fiancheggiatrici di genocidari che si nascondono dietro a silenzi e frasi fatte senza mai metterci pienamente la faccia per paura dei sondaggi. Vergognosamente succubi del sistema, ma con un occhio al popolino che rumoreggia sotto ai palazzi del potere e prima o poi dovrà pure votare. Ma intendiamoci, opporsi ad un sistema non è affatto facile. Per trascinare la Nato in guerra contro la Russia, gli americani ci hanno lavorato oltre trent’anni fino a spingersi a piazzare basi militari in Ucraina fregandosene degli avvertimenti del Cremlino, e il giogo coloniale americano su paesi come il nostro nasce nel dopoguerra ed ha profondi risvolti economici oltre che militari. E per arrivare a compiere un atroce genocidio senza intoppi, i nazi sionisti ci hanno lavorato decenni. Hanno speso immense risorse ed energie per costruire una potentissima rete politica e mediatica che comprende posizioni internazionali chiave come il seggio statunitense all’ONU con potere di veto oltre che i clown di punta del circo mainstream. Ma proprio perché opporsi ad un sistema non è affatto facile, un paese deve eleggere i migliori e non i peggiori. Classi dirigenti e non deficienti in grado cioè di interpretare la storia e produrre diplomazia e politica di qualità. E questo per un motivo molto semplice. Se a Roma non c’è nessuno con un cervello e una visione, a prevalere sarà il cervello e la visione di altri e cioè della lobby della guerra che occupa la Nato e quella nazi sionista che occupa gli Stati Uniti. È così. Più bassa è la qualità della classe dirigente, più un paese è in balia di mafie lobbistiche anche straniere. Più invece la politica è di qualità, più un paese sarà in grado di ragionare e produrre una linea coerente coi propri valori costituzionali e la volontà popolare. È proprio così. Se l’Italia è in balia della sorda russofobia guerrafondaia e dei deliri genocidari del nazi sionismo, è perché non ha nessuno di politicamente degno al timone che sia cioè in grado di rigettare la propaganda e il conformismo imperanti e lanciare iniziative politiche all’altezza della drammaticità degli eventi. Ma attenzione. Il sorgere di classi deficienti in tutto l’Occidente, è dovuto al deterioramento culturale frutto dell’iper capitalismo che sforna eserciti di narcisisti patologici e arrivisti senza scrupoli che strada facendo perdono perfino la facoltà di provare vergogna, ma è anche dovuto al sistema stesso o meglio alla mafia lobbistica che per spadroneggiare sponsorizza deficienti politici e mediatici che non valendo nulla sono facilmente corruttibili e manipolabili e quindi utili a servire i loro interessi. Più è scarsa la qualità della politica e della stampa, maggiore è il potere della mafia lobbistica. Ma intendiamoci, opporsi ad un sistema non è affatto facile e se è culturalmente mafioso ancora meno. Richiede notevoli dosi di coraggio, determinazione e costanza. Qualità che se non si posseggono sarebbe meglio stare a casa o dedicarsi ad altro, ma si sa, la politica offre tutto quello a cui ambisce la parte peggiore degli esseri umani: potere, visibilità, status sociale e ovviamente ottimi stipendi e vitalizi. E proprio per questo siamo alla deriva, perché al timone ci finisce il peggio della società invece che il meglio. Una degenerazione interiore che fuori ha infettato anche la politica. E nemmeno in democrazia ci sono scorciatoie, la qualità della politica dipende dalla qualità di chi la fa. Servono nuove classi dirigenti, cittadini che non si candidano per sfamare il proprio ego, ma per servire la collettività. Per dare e non per prendere. Non carrieristi ma idealisti, non uomini immagine della lingua biforcuta ma persone di valore e genuine con la vocazione per il bene pubblico. Persone libere anche mentalmente e quindi non ricattabili ma anche con alle spalle chilometri ed esperienze che le rendono credibili e capaci di districarsi nelle complessità in modo da riuscire a muovere le leve giuste. Già, non ci sono scorciatoie e nemmeno tempo da perdere. L’Occidente sta crollando, rischiamo la terza guerra mondiale e le classi deficienti non spiccicano nemmeno una parola. Siamo alla deriva, in balia della lobby della guerra camuffata da Nato, di quella nazi sionista e di un conformismo arrivista ripugnante e soprattutto devastante. Serve un sussulto di dignità collettivo per evitare la catastrofe, serve una politica all’altezza delle sfide del nostro tempo e una democrazia vera.
Tommaso Merlo
mercoledì, agosto 19, 2026
Tommaso Merlo
La fine dell’impero, l’Iran e la nuova strada
Trump dice di controllare lo Stretto di Hormuz ma ormai non controlla più nemmeno il suo sfintere e le navi americane di stanza nel Golfo è già tanto se stanno a galla. La corruzione dell’impero americano è peggiore del previsto, la mafia bellica americana si è fottuta trilioni di dollari distraendo le masse con la spazzatura hollywoodiana e mandando al fronte lo scarto della società capitalistica da trattare poi di conseguenza. E mentre i gerarchi dell’impero ingrassavano satolli in quel di Washington, i loro nemici passavano umilmente allo schema del videogioco bellico successivo, quello dove si impugna un joystick invece del fucile e vola di tutto. Dopo decenni di devozione al dio danaro e col profitto come unica filosofia di vita, perfino la superiorità militare americana su cui si basano gli equilibri mondiali si è rivelata un epocale bluff. Non resta che avere pazienza e anche questo impero di latta ce lo leveremo dai piedi. Tempi davvero duri per le colonie come quella italica, prima o poi bisognerà decidere se trovarsi un nuovo padrone oppure magari decidersi a diventare adulti e scegliere una strada più intelligente. Ma incombe la cronaca dal fronte. A Teheran svolazzano falchi che pretendono sostanzialmente la resa americana incondizionata. Hanno anche minacciato un cambio di strategia, non si limiteranno cioè a rispondere alle aggressioni ma attaccheranno per primi. Vogliono che gli americani raccolgano i loro stracci e lascino il Golfo per sempre. Dopo aver raso al suolo basi militari miliardarie, l’Iran è in grado di affondare tutte le bagnarole americane che bloccano lo Stretto e colpire i marines rifugiati in Israele come una manica di palestinesi qualunque. Dopo mezzo secolo di assedio, egemonia. L'Iran vuole anche i soldi rubati, i danni e la fine delle sanzioni, ma il suo futuro economico è comunque ad est, con la Cina come punto di riferimento e la loro priorità è consolidare la vittoria strategico militare al momento. Il grande interrogativo è se i falchi di Teheran coglieranno o meno l’occasione storica per andare fino in fondo anche liberando una volta per tutte la Palestina oltre che il Libano e lo Yemen come spera il mondo intero. Oramai dalla parte degli aggressori americani e sionisti ci sono solo le classi mediatiche e politicanti colluse col corrotto sistema occidentale, i popoli compreso gran parte di quello americano, vogliono la fine dell’impero e del clan sionista che lo ha infestato. L’Iran ha quindi anche un vantaggio politico ma deve agire con cautela per evitare una escalation che alteri i rapporti di forza vigenti o addirittura porti ad un conflitto mondiale che la Cina per adesso vuole evitare perché non ancora pronta come del resto la Russia che è già impegnata a sconfiggere la Nato altrove. Certo, l’elezione di un presidente incontinente anche di cervello, ha accelerato il crollo imperiale ma il sistema era marcio da tempo. Decenni di devozione al dio danaro e col profitto come unica filosofia di vita. Con la guerra business come un altro e la politica bagascia delle lobby. Pare che in queste settimane nei corridoi della Casa Bianca si stia parlottando di usare armi nucleari tattiche da lanciare contro la solita mitica montagna identificata dagli stessi servizi segreti che erano certi che assassinando l’Ayatollah e la sua famiglia e pagando qualche scalmanato, la Repubblica Islamica sarebbe crollata su se stessa in poche ore. Sono al buio, sia di idee che di opzioni militari e cercano più che altro un colpo di scena per permettere a Trump di congedarsi fingendosi vincitore. Quello che impedisce a Trump di arrendersi sono infatti sia i suoi padroni sionisti che quello che rimane del suo ego tossico. Trump ha trascinato l’impero in una sconfitta storica e se la fa sotto in tutti i sensi. E' letteralmente terrorizzato dalla verità sulla sua performance come presidente ma anche come uomo nella vita. L’elemento che potrebbe sbloccare la situazione è il crollo finanziario che secondo gli esperti è imminente se Trump non si sbriga a calare le braghe. Finora la situazione ha retto perché il casinò borsistico in Occidente ha rimpiazzato l’economia reale, ma oramai le manipolazioni non riescono più a nascondere la carenza di carburante che è essenziale per far funzionare il lunapark capitalistico. Oltre al bluff della superiorità militare americana su cui si basano gli equilibri mondiali, anche il bluff economico con una superpotenza fallita e un sistema il cui unico vero prodotto caratteristico è una immonda ingiustizia sociale. Non resta che avere pazienza e anche questo impero di latta ce lo leveremo dai piedi. Tempi davvero duri per le colonie come quella italica, prima o poi bisognerà decidere se trovarsi un nuovo padrone oppure magari diventare adulti e scegliere una strada più intelligente. Quella della vera democrazia libera dalla mafia bellica e lobbistica, quella della cooperazione internazionale e della pace.
Tommaso Merlo
martedì, agosto 18, 2026
lunedì, agosto 17, 2026
domenica, agosto 16, 2026
venerdì, agosto 14, 2026
Tommaso Merlo
Putin, l’attacco all’Europa e la speranza
A Putin conviene attaccare l’Europa militarmente. Adesso che il riarmo europeo è solo all’alba e nel bel mezzo della disfatta americana in Iran. La Russia ha di fatto demilitarizzato la Nato, ha polverizzato tutti i suoi arsenali mentre gli americani hanno sprecato le loro rimanenze per servire i loro padroni sionisti nel Golfo. L’Occidente è disarmato mentre l’industria bellica russa procede a pieno regime e si avvale anche della collaborazione nord coreana, iraniana e soprattutto cinese. Il momento migliore per Putin per dare una lezione ai russofobi di Washington e Bruxelles che perseguitano la Russia da decenni e si erano illusi che sfruttando quegli utili idioti di Kiev potessero coronare i loro sogni napoleonici. Putin avrebbe poi tutto il diritto di colpire le fabbriche sul suolo europeo in cui si producono i componenti per i droni che l’Ucraina usa per i suoi attacchi terroristici in territorio russo tipo la ripugnante strage sulla spiaggia in Crimea. Le coordinate per tali porcherie gli vengono fornite dagli americani, anche quelle per l’attacco ad una delle residenze di Putin tempo fa. Oggi la Russia è militarmente superiore all’Occidente, dispone di missili ipersonici inarrestabili e devastanti, ha già mobilitato un imponente esercito e può contare su un impressionante arsenale nucleare. È poi un paese compatto attorno alla sua leadership e che combatte per la propria sopravvivenza mentre l'Occidente combatte controvoglia una guerra per procura per volontà di detestate classi deficienti e dei loro padroni della lobby della guerra. E in guerra movente e leadership sono decisivi. Ma politicamente, a Putin non conviene attaccare frontalmente l’Europa almeno per il momento, gli conviene limitarsi a difendere le petroliere della flotta ombra come dichiarato in queste ore e completare nel frattempo le operazioni in Ucraina entro l’inverno e poi valutare. Un attacco diretto in Europa infatti, permetterebbe ai russofobi delle classi deficienti politiche e mediatiche di starnazzare alle masse tutto il loro viscerale odio, compattare i guerrafondai e lanciare la mobilitazione in nome del suicidio di massa nucleare. Putin aiuterebbe cioè i suoi nemici ad uscire dallo stallo, nemici che sono detestati dai loro stessi popoli e che hanno quindi vita politica breve. Gli conviene avere pazienza. Merz in Germania è considerato una prostituta dei guerrafondai di Bruxelles, di quelli dei fondi di investimento e dei sionisti, a spopolare è la destra dell'AfD che vuole una pace immediata con la Russia e la neutralità dell’Ucraina. Lo stesso vale per le destre populiste inglesi che stanno scaldando i motori per governare e vogliono un negoziato di pace con Mosca. Anche in Francia sta cambiando il vento col guerrafondaio Macron che è odiato a morte anche da suo marito mentre l’Italia è politicamente già estinta a furia di votare imbecilli. Una Europa mai così debole e divisa, spaccata tra popoli e classi deficienti e spaccata tra stati membri dell’ammucchiata tecnocratica nata per difendere la pace e che sta schiattando per difendere la guerra. Nonostante l’Occidente abbia superato ogni linea rossa, Putin ha sempre evito una escalation potenzialmente mondiale. Checché ne dicano le newsletter della Nato travestite da giornalismo mainstream, Putin ha storicamente perseguito una politica di apertura verso l’Occidente ed è considerato un moderato che anche di recente è stato spronato dalla Duma ad usare la mano pesante con Kiev e chiudere la pratica. Putin ha sempre visto l’Europa come un mercato e un partner naturale ed i rapporti stavano crescendo fino a quando dopo decenni di lavoro nell’ombra, la lobby della guerra a matrice americana è riuscita a distruggere tutto con noi servi europei che gli siamo andati dietro compromettendo la nostra principale risorsa energetica in pieno declino. Un vero e proprio suicidio politico ed economico di cui prima o poi dovranno rispondere. Ma ora possiamo solo sperare che la situazione non sfugga di mano e si diriga verso la conclusione. Con la resa incondizionata di Kiev e l’esilio di Zelensky mentre quello che resta dell’Ucraina diventa neutrale come poteva essere deciso senza sparare un colpo. Altra speranza è che Trump riesca nell’impresa di far schiantare l’impero americano prima del previsto trascinando nel baratro anche la lobby della guerra e lo stato profondo. Aggiungendo la disfatta ucraina a quella iraniana, Trump passerà alla storia per aver archiviato la fasulla egemonia e la disastrosa leadership americana in tempi record. Quanto a noi colonie europee, la speranza è quella di liberarci il prima possibile dalle classi deficienti che ci hanno trascinato in questo vicolo cielo. Liberarci da una politica inetta, da media venduti, dal servilismo americano, dai deliri della lobby della guerra camuffata da Nato e riprendere la strada del dialogo e della cooperazione con la Russia come con tutti i paesi. La strada costituzionale della pace e della vera democrazia in cui venga vietata ogni interferenza lobbistica e in cui questioni vitali come la guerra tornino saldamente nelle mani del sovrano e cioè del popolo.
Tommaso Merlo
giovedì, agosto 13, 2026
mercoledì, agosto 12, 2026
lunedì, agosto 10, 2026
domenica, agosto 09, 2026
sabato, agosto 08, 2026
venerdì, agosto 07, 2026
giovedì, agosto 06, 2026
mercoledì, agosto 05, 2026
martedì, agosto 04, 2026
lunedì, agosto 03, 2026
domenica, agosto 02, 2026
Tommaso Merlo
Tra fake complottismo e realtà virtuale
Non si capisce più dove finiscono le panzane ed inizia la verità a furia di propaganda travestita da giornalismo e disinformazione militante. Perfino dietro l’invasione di Cueta ci sarebbe la Cia e il Mossad aizzati da Trump e dai sionisti per colpire l’odiata Spagna di Sanchez. Tra i pochissimi paesi occidentali fermamente dalla parte della Palestina e che mal digerisce la Nato al punto da rifiutarsi di incrementare le spese militari. Il Marocco è del resto un alleato di ferro di Stati Uniti ed Israele, tra i pochissimi paesi arabi ad aderire agli Accordi di Abramo e perfino a quella chiavica del Board of Peace. Sarebbe quindi opera dei soliti noti, lo stato profondo americano e quello sionista in trasferta nel Maghreb. E chissà, il livello dell’era Trump è talmente basso che potrebbero aver deciso il tutto quando la Spagna ha osato vincere il mondiale americano sconfiggendo l’Argentina del mega trumpiano e sionista Milei. Ad insospettire è poi come negli ultimi tempi i leader politici spagnoli siano finiti sulle prime pagine di mezzo mondo per scandali strampalati finiti poi nel nulla. Stesso destino del procuratore capo della corte penale internazionale Karim Khan, quello che ha avuto le palle di emettere il mandato di cattura per quel mostruoso criminale di guerra di Netanyahu e dei suoi complici. Ebbene, è appena stato rimosso dal suo incarico perché di colpo sono spuntate ovunque donne che lo hanno accusato di palpeggiamenti e comportamenti impropri. Davvero uno strano tempismo col procuratore che ha sempre fermamente negato e parlato di operazione politica occulta. Colpirne uno per educarne cento con gli artefici del genocidio che attaccano le istituzioni che indagano per far emergere la verità. Davvero sconvolgente anche se la storiaccia più clamorosa è certamente quella di Anthony Fauci, il mega virologo americano eroe della lotta al Covid che in realtà sarebbe il colpevole della pandemia in quanto a capo di esperimenti pericolosissimi scappati di mano e fatti in collaborazione col famoso laboratorio di Wuhan in Cina da cui è partito il virus. E sarebbe per questo che Fauci ha tenuto chiuse le fauci davanti alle autorità investigative invocando il quinto emendamento. Li mortacci sua. Con Biden che prima di tornare nel sarcofago gli ha pure dato la grazia preventiva. Realtà che fanno vergognare il complottismo come un cane. Altra storiaccia finita un po' in sordina è quella di Michael Jackson passato da Re del Pop a mostro e deceduto a soli 50 anni in circostanze sospette. Ebbene, pare che non fosse affatto pedofilo e paradossalmente sia stato fatto fuori proprio perché voleva difendere i bambini dal diabolico giro satanico che riteneva governasse il mondo. Il suo parco giochi Neverland non era per adescare bambini ma per offrigli una oasi sicura con la ciliegina di una canzone pro Palestina che ha scritto e mai inciso e di strani personaggi che gli hanno gironzolavano attorno verso la fine. Più che complottismo, vittima di un complotto in tempi in cui lo scandalo Epstein era denigrato come delirio da terrapiattisti mentre in realta' la cricca pedofila e satanica dei potenti del pianeta era una notizia verissima che nessuno ha mai voluto o potuto dare. Già, i complottisti erano gli unici veri giornalisti in circolazione. Ma stando all’oggi, il caso più scottante è quello Charlie Kirk che sarebbe stato fatto fuori e pure pubblicamente a sorta di avvertimento. Kirk era il fondatore di una mega organizzazione giovanile di destra decisiva per l’elezione di Trump. A seguito del genocidio a Gaza, Kirk voltò clamorosamente le spalle al sionismo e prese posizione contro la guerra in Iran. Kirk era uno che andava spesso alla Casa Bianca e riceveva telefonate da Tel Aviv. A toglierlo di mezzo non sarebbe stato affatto un cecchino ma il microfono esplosivo che aveva sulla maglietta. Ci sono le immagini e se tre indizi fanno una prova qui ve ne sono decine e decine e il fatto che l'FBI non muove il fondoschiena aggrava il quadro. Già, non basta manipolare la stampa, devi controllare anche chi può fare qualcosa. L’unica bella notizia è che l’organizzazione di Kirk Turning Point USA sta fallendo e la stragrande maggioranza dei giovani americani anche di destra vuole tagliare ogni legame con Israele. Anche il tentato assassinio di Trump prima delle elezioni sarebbe stata una clamorosa pagliacciata per farlo vincere. Lo scopo era la foto col pugno alzato e il ketchup sulla guancia che ha fatto il giro del mondo e convinto milioni di fessacchiotti a stelle e strisce a votare per quell’uomo coraggioso e indomito. Lo possino. Una delle truffe elettorali più impressionanti della storia. Trump ha avuto pure il coraggio di raccattar voti promettendo di fare luce sullo scandalo Epstein e poi si è scoperto che Epstein era il suo migliore amico ed ha insabbiato tutto. Tra le poche certezze complottiste rimane il marito di Macron che lo prende a sganassoni quando non fa il bravo e pare abbia pure una notevole coda anche se dalla parte sbagliata. Davvero un bordello tra complottismo e realtà. Non si capisce più dove finiscono le panzane ed inizia la verità a furia di propaganda travestita da giornalismo e disinformazione militante. Ma non bisogna arrendersi perché la verità un modo per venire a galla prima o poi lo trova sempre e noi possiamo aiutarla rimanendo sempre vigili e liberi.
Tommaso Merlo



















