mercoledì, novembre 10, 2021

Spiaggia libera

Mare bene comune e spiaggie libere.

La proroga delle concessioni balneari sarà possibile solo fino al dicembre 2023. E’ arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che pone un limite ai continui rinvii sulle concessioni, garantendo altri due anni di proroga “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere”. Le sentenze, pubblicate nella serata del 9 novembre, precisano inoltre che “dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza”.

martedì, novembre 09, 2021

Maradona


 Maradona 

lunedì, novembre 08, 2021

Napoli

 Questa era la partita di Mertens, doveva entrare almeno dall'inizio del secondo tempo, e Spalletti doveva osare schierando un Napoli a trazione anteriore, come ha fatto a Varsavia, lasciando in campo 4 attaccanti, con gli inserimenti nel secondo tempo, togliendo due spenti giocatori come Elmas e Demme. Dal secondo tempo contro il Verona doveva lasciare in campo Insigne a sinistra, Mertens Ozimen Centrali e con Lozano destra alternato con Politano, togliendo o Fabian o Anguissa al posto di Mertens. Il Verona sarebbe stato imbavagliato e lo avremmo messo all'angolo. Forza Napoli sempre, Ciao Diego Maradona per sempre nei nostri ❤

Bagnoli


 Bagnoli 

sabato, novembre 06, 2021

Alessandro DI Battista

 Nel Discorso della servitù volontaria – l’ultimo libro che mi regalò Gianroberto Casaleggio, Étienne de La Boétie, riferendosi al tiranno scrive: «Dove mai prenderebbe i tanti occhi con cui vi spia, se non foste voi a fornirglieli? Come disporrebbe mai di tante mani per colpirvi, se non le prendesse da voi? E i piedi con cui calpesta le vostre città, dove mai li troverebbe, se non fossero i vostri? Come mai farebbe ad avere potere su di voi, se non gli provenisse da voi stessi? Come oserebbe mai attaccarvi, se non d’intesa con voi? Cosa potrebbe mai farvi, se voi non foste ricettatori del bandito che vi deruba, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?».


In Italia oggigiorno vi è un’urgenza che supera tutte le altre. Quale? Raggiungere una tregua, firmare un armistizio tra disperati per far sì che cessi questa assurda e controproducente guerra tra poveri.


Il reddito di cittadinanza (migliorabile come ogni altra cosa) costa infinitamente meno di quel che ci è costato tenere in vita MPS, una banca spolpata dalla politica. Ma su cosa si litiga nel nostro Paese? Sul reddito di cittadinanza. Il capolavoro dell’establishment è spingere i cittadini a prendersela tra loro al posto di individuare i reali responsabili dell’aumento delle diseguaglianze


Nell’epoca del governo dell’assembramento il quale, data l’assenza di opposizione, si trasforma in un puerile quanto pericoloso regimetto, succedono cose strane.


Succede anche che un portuale con un tavolino – le cui idee possono essere condivisibili o meno – venga cacciato da Piazza del Popolo, la stessa piazza dalla quale, alcune settimane fa, partì l’annunciatissimo assalto alla CGIL da parte dei fascistelli di Forza Nuova. Assalto permesso dall’indolenza del Ministro Lamorgese. Evidentemente un banchetto fa più paura degli assalti squadristi, o meglio, non è funzionale quanto questi ultimi.


Succede che uno dei principali editorialisti del Corriere della Sera, Paolo Mieli, firmi un pezzo in cui scrive: “E se decidessimo di non votare mai più?”. Come a dire, “Draghi piace a tutti ed il suo governo è il migliore possibile, perché rischiare che libere elezioni possano rovinar l’idillio?”. Una provocazione dirà qualcuno. Forse, ma pericolosissima anche perché c’è chi certe elucubrazioni poi le prende alla lettera.


Giancarlo Giorgetti, l’uomo di sistema della Lega, filo-UE, atlantista, più draghiano di Draghi e grande amico di Confindustria, auspica che Draghi continui a guidare l’Italia anche dal Quirinale. Un semi-presidenzialismo di fatto che viola la Costituzione e che uccide definitivamente una Repubblica parlamentare già in stato comatoso per via della pavidità di molti parlamentari interessati più ad arrivare alla pensione che alle conseguenze della pandemia.


Nel regimetto succede che chiunque si faccia un paio di domande su vaccini, numero di dosi, interessi delle case farmaceutiche o GP per i lavoratori, venga trattato da cavernicolo o terrappiattista. Anche Sigfrido Ranucci e Report finiscono nel tritacarne mediatico. Ranucci viene attaccato dai renziani, dai berlusconiani, dai piddini. Il tutto per aver osato svelare alcune contraddizioni della galassia BigPharma. D’altronde BigPharma è potente. E’ legata ai fondi di investimento che a loro volta sono legati al sistema finanziario, ai social network, all’industria bellica. Chi disturba il manovratore va manganellato. Colpirne uno per educarne cento e per evitare che milioni vengano educati al dubbio.


Nell’era dei migliori succede questo e altro.


Succede che uno come Berlusconi sogni il Quirinale senza che ciò provochi una reazione d’orgoglio neppure tra le fila di quel partito che proprio l’ex-cavaliere riteneva un agglomerato di “pulitori di cessi”. Quando gli viene domandato di B. Presidente della Repubblica i dirigenti del Movimento glissano, sorvolano, fanno gli istituzionali. Eppure basterebbe rammentare la storia.


Berlusconi è un pregiudicato per frode fiscale nonché finanziatore di Cosa nostra ma pare che i miei ex-colleghi siano vittime di amnesia collettiva, o forse “amnesia interessata”. Magari c’è chi sogna di governare ancora con Forza Italia anche dopo le elezioni del 2023.


Nell’epoca del regimetto Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, viene definitivamente riabilitato. Fa politica, organizza il grande centro, rilascia interviste da statista sul Foglio ed il Corriere della sera vende una pagina ai suoi amici desiderosi di fargli gli auguri di compleanno.


Ma ogni regimetto che si rispetti ha bisogno di dividere i popoli. O quanto meno ha la necessità di fargli credere che vi siano al suo interno divisioni, lotte politiche, schieramenti, democrazia, insomma. Così va letto il contrasto manicheo tra chi ha votato contro e chi a favore al Ddl Zan. Le grida di giubilo, le esultanze da stadio che hanno caratterizzato la “curva” del centro destra sono state indecorose. Altrettanto indecorosi, tuttavia, sono stati gli applausi, stavolta bipartisan, scattati al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato all’unanimità la finanziaria con ritorno della legge Fornero annessa. Prima si insultano a favor di telecamera, poi esultano davanti a Draghi. Oltretutto per la compressione dei diritti dei pensionati.


Poi ci si stupisce che la gente non creda più nella democrazia. Dalla pandemia dovevamo uscire migliori, sono, al contrario, usciti i “migliori” ed è scoppiata l’ennesima guerra tra poveri che giova solo a chi non la combatte.


Pezzo che ho scritto per TPI. La rivista è in edicola.

Nord Sud


 Italia

venerdì, novembre 05, 2021

Travaglio

 De Maledetti

di Marco Travaglio

Fatto Quotidiano - Venerdì 05 Nov 2021


L’altra sera, verso le 21, abbiamo avuto la netta sensazione che, a dispetto dei sondaggi, Conte e Letta abbiano ottime chance di vincere le elezioni: è stato quando Carlo De Benedetti ha dichiarato a Ottoemezzo che il primo è “un vuoto a perdere” e il secondo “non è un leader”. Non vorremmo invece essere nei panni di Mattarella e Draghi, colpiti e affondati dal bacio della morte di Cdb che li ha definiti “due fuoriclasse” da imbullonare alle rispettive poltrone, a costo di “torcere un po’ la Costituzione”. Massì, che sarà mai. L’ultima volta che il noto portafortuna diede del fuoriclasse a qualcuno fu il 14 novembre 2014 con Renzi, che infatti non se ne riebbe mai più. Ora naturalmente Cdb, forse per modestia, dimentica di averlo creato lui, il Rottamatore rottamato, nei laboratori del fu gruppoRepubblica, intuendone il genio già quand’era sindaco di Firenze e accompagnandolo amorevolmente di fiasco in fiasco fino alla catastrofe finale. Ora che Matteo Zerovirgola non conta più nulla, scopre che “non è una persona seria” perché “consigli gliene ho dati tanti, ma lui non ne ha seguito nessuno”.


Dimentica, sempre per modestia, che di consigli gliene dava anche Matteo e lui li seguiva. Come nel 2016, quando l’allora fuoriclasse gli spifferò in esclusiva l’imminente decreto Banche e lui corse a speculare in Borsa su quell’informazione privilegiata e proibita, guadagnando 600mila euro sull’unghia senza muovere un dito. Una simpatica usanza che purtroppo Conte interruppe bruscamente, infatti Cdb – dopo vari tentativi di avvicinamento respinti – prese ad attaccarlo, facendo la sua fortuna. Memorabile, il 14 luglio 2020, il suo vaticinio sulla disfatta di quella “nullità” di Conte al negoziato sul Recovery Fund, sette giorni prima che la nullità tornasse da Bruxelles con 209 miliardi in saccoccia. “Pur di liberarci di Conte e dei 5Stelle sono pronto a tutto, anche a rimandare Berlusconi al governo”, tuonò l’Ingegner Rosicone. E, ora che ha coronato almeno la seconda metà del sogno, strilla perché, a furia di riabilitarlo, B. rischia di salire al Colle: “Un condannato per evasione fiscale! Sarebbe una cosa indegna: restituirei il passaporto” (quello italiano, si presume, non quello svizzero). Ma anche qui fa il modesto, avendo collezionato nel suo piccolo una mezza prescrizione per tangenti su appalti alle Poste, una condanna tributaria d’appello per un’evasione fiscale da 388,6 milioni (chiusa alla vigilia della Cassazione versandone al fisco 175,3), un’oblazione da 50 milioni di lire per insider trading e un patteggiamento da 52 milioni di lire per i falsi in bilancio Olivetti. Quindi, per carità: che nessuno si sogni di proporgli il Quirinale sennò restituisce pure il passaporto svizzero e mi diventa apolide.