domenica, gennaio 02, 2022

Pace 2022


 Giornata della pace 2022

Marco Travaglio

 NUDA PROPRIETA'...


(di Marco Travaglio 2-1-22)

Siccome dopo le Feste siamo tutti più buoni e soprattutto ieri non uscivano i giornali, abbiamo letto i pensierini per il nuovo anno del direttore dell’Huffington Post, Mattia Feltri, affascinati dal titolo “Solo Berlusconi e Letta possono salvare Draghi (e l’Italia)”.

L’idea del tutto inedita che B. possa salvare non solo Draghi, ma financo l’Italia intera, ci ha spronati ad avventurarci nella prosa feltriana. E tutto ci è apparso chiaro già dall’incipit: “Due persone possono salvare il Paese dal disastro di sottrarre il Quirinale a Mario Draghi, con la conseguenza di sottrargli anche il governo…”.

Orrore: qualcuno, forse uno spirito maligno, più probabilmente un complotto demoplutogiudaicomassonico, vuole “sottrarre il Quirinale” a Mario nostro e, quel che è più grave, “sottrargli anche il governo”. Ma si può? Che notizia.

Noi, gente semplice, ci eravamo abituati all’idea – propalata per tutto l’anno dal gruppo Gedi, editore del sito clandestino – che Draghi dovesse restare a Palazzo Chigi fino al 2023, lasciando sul Colle un Mattarella o un Amato a ore come scaldasedia e scaldaletto.

Ma poi anche dopo (previa abolizione delle elezioni), almeno fino al 2028 o meglio ancora a vita. Poi si è scoperto dalla sua viva voce, alla vigilia di Natale, che s’è già stufato di governare, dunque ritiene compiuta la missione. E ambisce a passare a miglior vita, ma sempre su questa terra: traslocando da Palazzo Chigi al Quirinale.

A quel punto i Cavalieri Gedi si sono un po’ disuniti: alcuni lo vorrebbero ancora lì, imbullonato a Palazzo Chigi contro la sua volontà; altri ritengono “un disastro” non accontentarlo aviotrasportandolo al Quirinale che – apprendiamo or ora – è già di sua proprietà. Ma c’è chi vorrebbe “sottrarglielo” col tipico esproprio proletario.

Siccome però, non contenti, gli anonimi scippatori vorrebbero pure “sottrargli il governo”, ne deriva che Draghi, zitto zitto, s’è comprato pure Palazzo Chigi. Tutto fra Natale e Capodanno. E noi vorremmo tanto conoscere l’agenzia immobiliare, i compromessi e i rogiti, l’entità degli anticipi, le forme di finanziamento, i dettagli dei mutui (Banca d’Italia? Montepaschi? Antonveneta? Goldman Sachs?), ma soprattutto sapere quale sia la prima casa e quale la seconda.

Secondo voci non confermate, la seconda è il Quirinale, che presenta le incertezze tipiche del villino al mare o dello chalet in montagna, dove si va quando capita, in base agli impegni e al tempo che fa. Altri sostengono che Draghi, per Palazzo Chigi, abbia fatto valere l’usucapione (sia pure di undici mesi scarsi) e che del Quirinale abbia acquistato solo i muri, per non insospettire l’anziano inquilino: la nuda proprietà, insomma, rinviando l’usufrutto a tempi migliori. Anzi, Migliori.

Marta e Melissa


 Marta e Melissa 

sabato, gennaio 01, 2022

Su la testa 👍


 Su la testa

Tommaso Merlo

 La peggiore legislatura della storia repubblicana potrebbe concludersi con un grande classico, la lottizzazione. Ma non di un ospedale o una università qualsiasi, la lottizzazione del Quirinale. In modo che a fungere da garante della Costituzione vi sia un presidente “di area” pronto a soddisfare le esigenze di chi gli garantisce la rinomata poltrona quirinalizia. La destra ha già rivendicato il proprio turno. Vuole un presidente che appartenga alla sua prestigiosa cultura politica e ne incarni i valori patriottici. E chi meglio del vecchio Silvio. Chi. Un ligio servitore dello stato di diritto che nel corso della sua parabola ha dimostrato una moralità ferrea e un altruismo grazie al quale ha sempre messo gli interessi pubblici prima dei propri. Il tutto con equilibrio e sobrietà. Davvero un Presidente della Repubblica ideale per coronare la peggiore legislatura della storia repubblicana. In poco più di tre anni i politicanti de noialtri hanno sfoderato l’intero repertorio. Un vero incubo. A dare l’inizio alle danze fu proprio l’osannato Mattarella che non gradì il risultato delle elezioni e si rifiutò di avvallare il governo dei nuovi barbari gialloverdi. Ci fu qualcuno che invocò addirittura l’impeachment salvo poi rimangiarsi tutto. Un primo segnale di come sarebbe andata a finire. Ma durante i primi mesi di legislatura si verificò in realtà un vero e proprio miracolo per gli standard democratici nostrani. I gialloverdi si misero a realizzare le promesse elettorali e pure di buona lena. Roba mai vista. Peccato che durò poco. Colpa di un altro classico, l’infantilismo democratico. Invece di prendere atto del proprio fallimento storico e della volontà popolare di girare pagina, la vecchia partitocrazia si è messa a sabotare con ferocia il cambiamento gialloverde. Non crescono davvero mai. Senza poltroncina sotto al sederino fanno i capricci. A dare una mano ai sabotatori politici, la peggiore stampa d’Occidente. Invece che faro, una zavorra. Anche se alla fine a far capitolare i gialloverdi fu Salvini dal Papeete. Delirio di onnipotenza e tafazzismo, altri classici. Tra chiappe al vento e mojiti, Salvini si lanciò verso i pieni poteri salvo schiantarsi subito dopo contro la realtà della politica nostrana. In cui la parola non conta una cippa ma in compenso la poltrona è tutto. Colpo di scena. Il Pd si rimangia l’impossibile e per amor di poltrona si abbassa a governare con quegli scappati di casa a cinque stelle. Arrivano i giallorosa. E’ la fine della fase riformista della legislatura. E’ l’inizio di un rapporto incestuoso che porterà alla dissoluzione del Movimento e al ritorno della vecchia partitocrazia. Ma la peggiore legislatura della storia repubblicana aveva in serbo altre sorprese. Renzi inscena la mossa del cammello e il quadro si aggrava. Renzi e i suoi amichetti si ritrovano decisivi in parlamento e per rivalsa iniziano a far casino. Non crescono davvero mai. Mesi di sterili bisticci preludio di quella che passerà alla storia come il punto più basso raggiunto dalla politica nostrana dal dopoguerra ad oggi. Una crisi politica senza nessun motivo se non beghe personali nel bel mezzo di una pandemia. Roba mai vista. E non è tutto. Nel resto del mondo si vota, in Italia no. Torna così in scena l’osannato Mattarella che sfodera un altro classico. Il mega inciucio affidato al Salvatore tecnocratico di turno. Nasce il terzo governo in tre anni mentre del voto popolare ormai non frega più niente a nessuno. Altro che cambiamento radicale, è il trionfo della restaurazione. Esultano le vecchie cariatidi partitocratiche, esulta la zavorra giornalistica. Tutti in ginocchio al cospetto di Draghi e con una poltroncina sotto al sederino i politicanti smettono finalmente di fare i capricci. Non crescono davvero mai e oltre al danno la beffa. Infantilismo democratico e irresponsabilità svendute come maturità e responsabilità. Poltronismo svenduto come sacrificio. Giochetti di palazzo svenduti come politica. Tutto mentre la pandemia se ne frega e teme solo la scienza e i cittadini che fanno la loro parte. Politica da una parte, realtà dall’altra. Altro grande classico. Davvero nulla di nuovo se non fosse per l’incredibile suicidio politico del Movimento. Tradito prima da Salvini e poi da Renzi, il Movimento va al governo assieme a loro e questo nientepopodimeno che in nome di una transizione ecologica alla supercazzola prematurata. Un suicidio inedito. I rivoluzionari che abbracciano i restauratori e riportano l’Italia agli anni novanta. Roba da non credere. Il Movimento aderisce al mega inciucio in una umiliante posizione di comparsa e si spinge a riformare la giustizia coi suoi nuovi colleghi di Forza Italia. Oltre ogni peggiore previsione. Un incubo coronato con la trasformazione del Movimento in un partitino presidenziale nella speranza che il consenso personale di Conte possa salvare il salvabile. La presunta nuova politica che supera la vecchia. Proprio un incubo. In poco più di tre anni i politicanti de noialtri hanno sfoderato l’intero repertorio. Ma siamo alla fine dell’anno e si spera presto anche di questa orribile legislatura. Mentre la peggiore stampa d’Occidente dà le pagelle alla peggiore politica del pianeta, prosegue il processo di beatificazione di Mattarella e la destra scalpita per piazzare il suo vecchio Silvio al Quirinale. Del resto la lottizzazione è un intramontabile classico e non si potrebbe concludere in modo migliore la peggiore legislatura della storia repubblicana.


Tommaso Merlo

L’anno che verrà

https://youtu.be/UAGJEym15Us 

Buon 2022


 Buon 2022