sabato, luglio 16, 2022

Ho fatto il militare


 Soldato


Tommaso Merlo

 La salma movimentista ha avuto un sussulto e nonno Draghi fa i capricci. I voti li avrebbe per un’altra ammucchiata, ma è andato a piagnucolare lo stesso da Mattarella. Misteri della tecnocrazia. Nel frattempo le natiche partitocratiche tremano e la stampa lobbistica bela all’unisono scenari cupi. Lesa maestà. Guai a chi osa opporsi al pensiero unico e al suo Messia di turno, colui che può salvarci dalla catastrofe imminente. Già, senza Draghi siamo spacciati. Come no. Perché imperversa la guerra in Ucraina, perché incombe la recessione e i mercati finanziari sono in agguato, perché persiste la pandemia. Già, mille perché tranne quello vero e cioè il tenace attaccamento alla poltrona da parte di un sistema fallito che invece di rassegnarsi alla sua fine storica, insiste nell’imporre la sua presenza. Allucinazioni egoistiche elitarie. Belano d’irresponsabilità ma è esattamente il contrario. Irresponsabile è fregarsene del voto popolare che voleva cambiamento radicale ed imporre una penosa restaurazione. Irresponsabile è sospendere la democrazia affidandosi all’ennesimo Messia che ha trasformato la repubblica in una banca. Irresponsabile è fagocitare ogni opposizione politica e pretendere ipocrite unanimità perfino di pensiero. Il resto son chiacchiere. Nessuno è indispensabile nella vita, figuriamoci nella penosa politica italiana. Se il Messia di turno tornasse a fare il nonno e tutti i suoi onorevoli adepti si trovassero un lavoro, l’Italia si toglierebbe di dosso solo un peso e riprenderebbe serena il suo cammino. Altro che ipocriti ricatti. Altro che tecnocrati imposti dall’alto per compiacere chissà quale collega d’oltralpe e garantire continuità ad una baracca che fa acqua da tutte le parti. Le democrazie sane non hanno bisogno di nessun Messia e tantomeno di sordi adepti, ma piuttosto di classi dirigenti rispettose del voto popolare e delle prerogative democratiche. Hanno bisogno di onorevoli veri e di partiti dignitosi. Hanno bisogno di una stampa libera e di cittadini partecipi al destino della propria comunità. La democrazia italiana versa in uno stato pietoso. La grande maggioranza dei cittadini è esasperata e non vota e non s’informa più perché stanca di farsi prendere in giro. Il tutto mentre nei palazzi recitano stantie litanie tecnocratiche e nulla cambia se non in peggio. Quella dei Messia e delle ammucchiate governative è una perversione elitaria che nasce dall’assenza di fiducia nei cittadini e quindi nella vera democrazia. Immaturità civile. E cioè una volta raccattati voti e poltrone con qualche pagliacciata elettorale, politicanti e burocrati si arrogano il diritto di fare di testa loro anche tradendo il mandato elettorale e perseguendo i propri interessi carrieristici invece che quelli collettivi. Come se loro sapessero e capissero più dei cittadini, come se fossero una categoria superiore e quindi legittimata a seguire i propri pruriti. Quanto alla realtà dei fatti e dei risultati chissenefrega, tanto nelle pagliacciate elettorali non contano nulla. E così una volta impoltroniti demoliscono partiti e governi e promesse e alleanze e decoro. Il tutto condito con fiumi di vuote chiacchiere e panzane ricattatorie su qualche catastrofe imminente. Già, lo fanno per noi, non per le loro natiche. Come no. Nel 2018 i cittadini esasperati han votato per un cambiamento radicale e son stati traditi per l’ennesima volta. Punto e a capo. Ma ormai intravediamo la fine di questa deprimente legislatura e la salma movimentista ha avuto un sussulto. Ridotti in pezzi e ai minimi storici dopo mesi di servizio a nonno Draghi a braccetto con Berlusconi e compagnia bella, il fu Movimento dice un travagliato no. Un sussulto che forse renderà qualche punto nei sondaggi ma che non fa presagire risurrezioni. Le periferie non lo votano più da anni ormai e sono quelle che contano alle elezioni, non i tifosi. Milioni e milioni di cittadini che si sentono traditi e non cambieranno certo idea per un tardivo rifiuto a votare l’ennesima mandragata. Se non nascerà nulla di nuovo, il fu Movimento rimarrà un partitino di opposizione marginale mentre le periferie attenderanno la prossima occasione. Già, milioni e milioni di cittadini hanno perso ogni speranza e non hanno nessuno che li rappresenti. Mentre nonno Draghi fa i capricci e in attesa della prossima ammucchiata, la democrazia italiana versa uno stato davvero pietoso.

venerdì, luglio 15, 2022

Reddito


 Reddito 

Notizie

 Mario Draghi annuncia le sue dimissioni: il discorso del premier


"Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo".


"In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente".


"Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia".


"Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani".

giovedì, luglio 14, 2022