venerdì, agosto 21, 2026

Tommaso Merlo

 Trumpland e le lezioni da apprendere


Il debito pubblico americano ha superato di slancio la soglia dei 40 trilioni di dollari e a Wall Street si toccano gli zebedei mentre il resto del mondo attende di sapere se davvero Trump compirà il capolavoro di mandare in vacca gli Stati Uniti in neanche due anni. Manco le cavallette. La riduzione dell’abnorme debito era ovviamente uno dei motti dell’ascesa di Trump salvo poi rimangiarsi tutto strada facendo e diventare uno dei principali artefici della pericolosa impennata. E questo perché il pederasta newyorkese ha preso una valanga di voti promettendo ai poveri cristi una nuova età dell’oro, ma una volta alla Casa Bianca le palle d’oro se l’è fatte lui ed i suoi amici oligarchi a furia di arraffare e ridurre le tasse ai ricchi. Quanto alla motosega sventolata da quell’impasticcato di Musk era una cazzata pure quella, la spesa pubblica americana è aumentata a dismisura e questo anche per le astronomiche spese militari. Già, il bamboccione newyorkese ha avuto pure il fegato di promettere la pace nel mondo e pretendere il Nobel salvo poi bombardare il Creato a vanvera e collezionare pure epiche tranvate. Secondo le oramai rarissime fonti indipendenti, l’aggressione illegale all’Iran è costata oltre i 100 miliardi ma senza contare le basi militari americane sparite dalle mappe del Golfo Persico. E secondo i rarissimi osservatori non venduti al sistema, quello incassato dall’Iran potrebbe rivelarsi il colpo del ko per il malconcio sceriffo statunitense. Altro che egemonia suprematista, di questo passo Washington verrà riconquistata dai nativi americani anche del sud. Dai pionieri pallidi e genocidari europei, al trionfo del meticciato anche culturale. E dal fanatismo capitalistico alla cara e vecchia socialdemocrazia. Un Karma all’ennesima potenza con le nuove generazioni che sui banchi di scuola studieranno il fenomeno Trump ma allo scopo di evitare si ripetano certi scempi. Oh, yes. Il contaballe newyorkese verrà usato per insegnare ai cittadini l’importanza di collegare il cervello prima di andare a votare. In modo da non bersi le flatulenze propagandistiche ma sforzarsi di cogliere la persona che si nasconde dietro alla bocca zeppa di fregnacce dei politicanti. E nella vita contano i fatti. Se sei un palazzinaro figlio d’arte e quindi nato ricco sfondato e nella vita collezioni bancarotte e scandali e come passatempo abusi ragazzine, più che alla Casa Bianca dovresti finire dietro alle sbarre. Eppure un ceffo del genere è stato il candidato repubblicano alla presidenza per ben tre volte ed eletto due, a conferma di come un leader non è altro che il sintomo di un marciume di sistema ben più profondo e diffuso. Oligarchia capitalistica ai piani alti, anarchia consumistica a quelli bassi. Con classi delinquenti che non hanno fatto da filtro e masse che lo hanno votato per odio verso qualche nemico immaginario o perché speravano in qualcosa in cambio. Voto egoistico, non per il bene della propria comunità ma per riempire le proprie tasche e il proprio ego di sicurezze e identità farlocche e a buon mercato. Oh, yeah. Il delinquente newyorkese verrà usato per insegnare ai politicanti quanto sia dannoso concertare troppo potere nelle mani di una sola persona e quanto in democrazia sia fondamentale il bilanciamento tra poteri dello stato. E verrà preso ad esempio per dimostrare quanto siano letali i soldi in politica e che il lobbismo non è altro che corruzione legalizzata. O la politica è indipendente e ad esclusivo servizio dei cittadini, oppure è mafia elitaria che permette a potentati malintenzionati di scalare la democrazia. Oh, yep. Il bullo newyorkese verrà usato per insegnare ai genitori l’importanza di amare i propri figli per evitare che diventino dai narcisisti patologici dannosi a se stessi e al mondo che li circonda. E se qualcosa andasse storto a prescindere, aiutarli a curare le ferite infantili in modo da farli crescere mentalmente sani. Più che la malignità, a rovinare il mondo è l’inconsapevolezza su come funzioniamo come persone e sui danni che combina il nostro ego tossico. Già, il fenomeno Trump è una grande opportunità di apprendimento e quindi di crescita personale e collettiva da non sprecare. Di Trump è pieno il mondo e per evitare certi scempi, tutti devono fare la propria parte identificandoli e boicottandoli prima che facciano danni. Ma nel frattempo a Wall Street si toccano gli zebedei mentre il resto del mondo attende di sapere se davvero quello sferrato dall’Iran è il colpo del ko per il malconcio sceriffo statunitense. Quella chiavica immane di Donald J Trump potrebbe riuscire a mandare in vacca gli Stati Uniti che manco le cavallette.

Tommaso Merlo

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