domenica, novembre 14, 2021

Massimo Fini

 Massimo Fini – massimofini.it) – C’è stato il G20 di Roma centrato su Climate Change and Environment e Sustainable Development. A seguire è venuto Cop26 di Glasgow organizzato dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. I cosiddetti “Grandi della Terra” hanno scoperto improvvisamente l’ambientalismo e fanno di tutto per accreditarsi come difensori del Pianeta. Non fan che parlare di bio e di green e hanno eletto a stella polare, vezzeggiata e coccolata, quel ‘mostrino ‘ di Greta Thunberg. Naturalmente né il G20 di Roma, in cui Mario Draghi se la dava da leader mondiale, né Cop26 hanno cavato, anche a detta dei commentatori più benevoli, un ragno dal buco. Né potevano. Come ha notato sul Fatto Luca Mercalli nessun Paese sviluppato si è detto disposto a rinunciare a “standard di vita che nel mondo occidentale continuiamo a considerare non negoziabili, né a fermare la crescita economica così come la intendiamo oggi”. Siamo quindi, come al solito, di fronte a una truffa, tanto per tener buoni i giovani innocenti, ma inconsapevoli e creduloni, che manifestano in buona parte del mondo. Non si può inneggiare all’ambientalismo e, nello stesso tempo, alla crescita del Pil. Sono incompatibili. Né c’è “energia rinnovabile”, eolica o solare che sia, che può risolvere la questione. Perché ogni energia, qualsiasi energia, vuole per essere innescata altra energia. “Nulla si crea e nulla si distrugge” dice Democrito. La sola cosa seria da fare è ridurre i consumi e quindi la produzione. Ma da questo orecchio, essendo malati di otite permanente, nessuno ci sente, né i cosiddetti Grandi della Terra né i comuni cittadini.  Insomma per parlare seriamente bisognerebbe rovesciare da cima a fondo l’attuale modello di sviluppo. Vi immaginate un Premier che dicesse io non vi prometto più beni materiali, più viaggi, migliori automobili, più innovazione, più tecnologia, più bellurie di ogni tipo ma vi propongo meno beni materiali, meno viaggi, meno automobili, siano esse a benzina o elettriche, meno innovazione, meno tecnologia, meno bellurie, insomma meno consumi, ma più tempo per voi? Sarebbe fucilato sul campo sia dai consumatori che dai produttori.

La sola cosa seria che possiamo fare è ridurre il superfluo di cui ci nutriamo. Qui nasce però il problema che mi pose quel grande storico, economista ed intellettuale dotato anche, cosa assai rara, di sense of humour ( “Le leggi fondamentali della stupidità umana”) che è stato Carlo Maria Cipolla: “Bisogna intendersi su che cosa consideriamo superfluo e cosa necessario. Per lei necessari sono magari i libri, per altri qualcuno degli infiniti beni che ci vengono offerti”. Vero. Però è altrettanto vero che l’area del superfluo è immensa da quando si è affermata, agli albori della Rivoluzione industriale, la terrificante legge di Say: “l’offerta crea la domanda”. La modernità ha creato bisogni di cui l’uomo non aveva mai sentito il bisogno. “Si scopre la natura illimitata dei bisogni o, piuttosto, la facilità con cui gli esseri umani si lasciano influenzare. Si scopre cioè che i bisogni possono essere eterodiretti, suscitati artificialmente e dall’esterno. Nasce il consumatore e con lui la produzione di massa del futile e anche dell’inutile” ( Il denaro <Sterco del demonio>). Oggi sono nate negli Usa e, naturalmente sbarcate immediatamente in Italia, le ‘Tiktoker House’ cioè scuole dove influencer, che non san nulla di nulla, insegnano ad altri, in genere giovani, che ne san meno di loro come influenzare il mercato ad uso di questa o quella azienda.

Usciremo mai da questo circolo vizioso? No, perché, per riprendere Cipolla, la prevalenza del cretino è indistruttibile. In quanto ai giovani che scendono in strada senza sapere “di che sangue e di che lacrime grondi” ciò che chiedono, la sola cosa, modesta ma onesta, che possono fare è: invecchiare.


sabato, novembre 13, 2021

Stop ✋


 Stop ✋ 

Dibba

 Scusate se non parlo dell'ultima vergogna del renzismo (la sua “bestiolina” per distruggere la reputazione degli avversari, i giornalisti sotto controllo, il piano di Rondolino, etc, etc) ma ho il vomito ergo preferisco “respirare” presentando il mio lavoro. Un lavoro che faccio con tutta la passione del mondo e senza scendere a compromessi con nessuno. Ebbene stamattina trovate in edicola su TPI il reportage che ho scritto sui campi profughi palestinesi in Libano. Ecco una parte ed ecco alcune foto che ho scattato. Buona lettura ed evviva le persone pulite!


“La maggior parte degli abitanti di Burj Albarajne sono indigenti. Il sistema fognario è precario, l'acqua è salata a tal punto da essere imbevibile, il sovraffollamento è spaventoso e la rete elettrica, oltre ad essere deficitaria, uccide. Sì uccide. Ogni anno, mediamente, una dozzina di abitanti del campo muore fulminata da un filo della luce esposto che viene giù per via della pioggia o per l'assenza della minima manutenzione. Se nel Libano di oggi è sempre più complicato accedere alle cure o procurarsi una medicina, nei campi profughi risulta spesso impossibile. Tuttavia, oltre all'intollerabile mancanza di diritti economici e sociali, è l'assenza di diritti civili e politici a dare il voltastomaco. Nel mondo occidentale si parla spesso di profughi. Politici ed opinionisti si dividono su come gestire i flussi migratori, sul pagare o meno Erdogan che minaccia l'Europa con l'arma dei rifugiati, su come comportarsi con i migranti che vivono nei campi nella periferia di Atene o con quelli che tentano di attraversare il canale di Sicilia o lo stretto di Gibilterra. Ma sui profughi palestinesi non si divide nessuno perché, semplicemente, nessuno ne parla. I palestinesi sono gli spettri del mondo alla rovescia che è meglio non mostrare”.


Tutto il reportage lo trovate in edicola!

venerdì, novembre 12, 2021

Gigi


 Gigieross 

giovedì, novembre 11, 2021

Dibba

 «Voglio dire a chi ci segue da casa. Se volete fare i soldi non fate politica. Se vuoi fare i soldi vai nelle banche d'affari, prendi i contratti milionari che ti offrono, non ti metti a fare il politico. Chi fa il politico ha questi conti correnti (15.000 euro), non ne ha altri. Se ne ha altri c'è qualcosa che non torna». Matteo Renzi, 17 gennaio 2018.


Negli anni successivi, evidentemente, “qualcosa non è tornato”. Renzi si è arricchito prendendo centinaia di migliaia di euro (in due anni 2,6 milioni) soprattutto dalla sua attività di conferenziere, un'attività politica. Ha difeso l'Arabia Saudita (in un momento in cui si veniva a sapere dell'assassinio di Kashoggi deciso dal principe Mohammad bin Salman) mentre le istituzioni di Riad gli bonificavano decine di migliaia di euro per i suoi speech. Ha combattuto contro la revoca delle concessioni ai Benetton mentre la società di Alessandro Benetton lo ingaggiava (quasi 20.000 euro) per tenere un discorso. 


A me di Renzi interessa poco o nulla. Ho contribuito alla fine della sua carriera istituzionale e ne vado fiero. Ma il tema qui non è lui, è il conflitto di interessi. Ieri Conte, giustamente, sollevava il tema. Ma non si risolverà mai la questione (per me questione principale e che riguarda il lavoro e le tasche degli italiani) se si governa con Berlusconi, Renzi, Draghi etc....mai!


Renzi disse: “Se vuoi fare i soldi vai nelle banche d'affari, prendi i contratti milionari che ti offrono”. Sapete come chi? Come 3 degli ultimi 8 Presidenti del Consiglio tutti passati per Goldman Sachs (Prodi, Monti e Draghi). Tra l'altro due di questi in lizza per il Quirinale. Banche d'affari che hanno ingaggiato e pagato profumatamente 3 degli ultimi 5 Direttori generali del Tesoro, tecnici pagati dai cittadini e che hanno a che fare con banche d'affari e titoli derivati. 


Pensate, prima Draghi e poi Siniscalco e Grilli sono passati dal Tesoro alle banche d'affari. Di Draghi già sappiamo ma anche Siniscalco, lasciato il Tesoro e dopo essere stato scelto da Berlusconi come ministro dell’Economia, venne assunto come vicepresidente di Morgan Stanley. Grilli, anch’egli alla guida del mef nel governo Monti, nel 2014 fu nominato presidente del Corporate & Investment Bank di JPMorgan, la più grande banca al mondo.


Per non parlare di Padoan, ex-ministro dell'economia ora Presidente di Unicredit.


I conflitti di interesse e le porte girevoli sono quel che mette più in pericolo la democrazia e l'indipendenza delle Istituzioni. 


Renzi è uno dei tanti ma le sue balle e la sua ipocrisia ci aiutano a capire uno dei tanti mali dell'Italia, forse il male peggiore!


P.S. Questa sera sarò ospite a DiMartedì su La7 alle 21.40

Novembre

Napolgiugnonivembre
 

mercoledì, novembre 10, 2021