domenica, ottobre 02, 2022

Arianna Spessotto

 Che interessi avrebbe la Russia a danneggiare il suo stesso gasdotto?

Il prof. Orsini lo spiega chiaramente: NESSUNO.
E gli Stati Uniti che interessi avrebbero a mettere fuori uso Nord Stream?
Secondo gli ospiti in studio, il motivo può essere quello di impedire all’Europa di comprare gas dalla Russia, costringendola a comprarlo dall’occidente.
Come abbiamo visto dalla prevedibile speculazione che ha seguito le ore successive al sabotaggio, questa azione provoca però forti danni all’Europa con Italia e Germania in testa.
Queste sono solo ipotesi al momento. Ma di certo l’Europa dovrà indagare per conto proprio, senza ingerenze esterne. Ci auguriamo che il prossimo Governo italiano chieda proprio questo, mettendo al primo posto gli interessi del nostro Paese.

sabato, ottobre 01, 2022

venerdì, settembre 30, 2022

Migranti


 Migranti

Nicola Morra

 Sono passati 5 giorni dalle elezioni, ancora ci sono dubbi sugli eletti e si anticipano ricorsi e controricorsi - gioia per gli avvocati -, circolano voci insistenti sui futuri ministri, sui futuri garanti del sistema.

E c'è chi, avendo capito ben poco dalla lezione delle elezioni, insiste nel demonizzare il prossimo esecutivo come se fosse l'anticipazione dell'Armageddon biblico, lo scontro finale che segnerà la fine di ogni cosa. C'è chi, attraverso paura e odio, demonizza l'avversario, trasformandolo in nemico che va distrutto senza argomentare, col solo furore ideologico, come se esistessero ancora le ideologie in un mondo de-ideologizzato da decenni, in un mondo sempre più fluido, liquido, "in progress".
Il governo Meloni non è stato ancora varato e tuttavia molti già annunciano l'Apocalisse, come se di schifezze di varia natura non ne avessimo viste negli ultimi decenni, senza sostanziale soluzione di continuità, pur avendo cambiato apparentemente tanti schieramenti, tanti leader, tanti partiti.
Ma ciò che non dobbiamo, insieme, consentire, è farci trascinare nella dimensione della paura, dell'irrazionalità fideistica, mitologica.
Se, dico se, un governo di presunta "destra" (che ancora deve nascere, e con nomi che circolano che comunque rinviano al sistema delle garanzie europeiste e draghiane) ci spaventa, dobbiamo tuttavia ricordarci che possiamo fare tanto contro lo stesso:
possiamo fare cittadinanza attiva, senza esaurire sulla rete, sul web, il nostro dissenso, il nostro impegno civile e sociale.
Usciamo dai palazzi, torniamo nell'agorà, siamo "protagonisti" e non comparse specializzate in post e tweet.
Contattiamo chi da sempre vive nel mondo dell'associazionismo, occupiamoci dei più deboli convivendo i loro bisogni, stando accanto a chi è nell'esclusione e a chi lo sarà a breve per le conseguenze dello shock economico e sociale che a breve, con tutta probabilità, vivremo anche nel nostro paese.
Argomentiamo, studiamo, facciamoci sentire senza farci distrarre, evitiamo di trattare l'avversario come nemico da insultare, offendere, dileggiare, e offriamo soluzioni reali, concrete, a problemi anche piccoli, ma che fanno schiantare le esistenze di tanti.
Interveniamo sui contenuti. Offriamo una visione alternativa, acquisiamo le competenze necessarie per governare il cambiamento, perché non è sufficiente evocarlo, lo si deve preparare.
Facciamo informazione autentica, controllata, filologicamente solida, rispettosa delle fonti e capace di selezionare le stesse, dimostrando che siamo militanti, perché abbiamo convinzioni e principi, ma non faziosi, riconoscendo la bontà di proposte che vengano anche dagli altri, qualora siano effettivamente valide.
Dedichiamoci molto di più all'istruzione, all'educazione: se permettiamo che i giovani vengano attratti dal pensiero debole ed acritico, dovremo sempre inseguire e correggere, contestare, rettificare; se, al contrario, saremo sempre più capaci nel promuovere intelligenza critica, responsabilità morale e politica, saremo sempre più in compagnia, sempre meno soli.
Ricordiamoci la lezione della civiltà contadina: si sa quando si semina, ma non si sa se e quando si raccoglierà, e tuttavia se mai si semina, mai si raccoglierà.
Il seme del cambiamento può germogliare come può morire o tardare a germogliare, ma non è impossibile che lo faccia, e dunque seminiamo.
Incalziamo allora gli avversari sui fatti, senza andare appresso alla facile propaganda.
Mettiamoci nei panni degli altri, non crediamo di essere il centro del mondo, l'unico centro possibile, ribadendo che ciò che pretendiamo per noi lo dobbiamo esigere per gli altri, in una condizione di reciprocità che costituisce il vincolo della fratellanza universale fra esseri umani.
Se davvero in futuro dovessimo registrare violenze, intimidazioni, abusi di potere più di quanti non se ne registrino già ora da parte di arroganti convinti che tutto sia loro consentito, non si arretri di un millimetro, dimostrando con fermezza e determinazione che la civiltà è data dal rispetto per se stessi e gli altri, e che se loro ne sono privi è perché hanno voluto spegnere il cervello cessando di far battere il cuore.
E poi, ricordiamocelo, nel paese delle "news" che durano due minuti per essere sovrastate dalle ultime della separazione di Ilary e Francesco e del Grande Fratello tutto dura poco, purché si sappia resistere.
E ricordiamoci che anche Giorgia ha mandato i suoi messaggi di pace a Washington, Bruxelles e Francoforte: rivoluzione sì, ma col consenso del vero potere!
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e in piedi
Giuseppe Sica, Angela Bosco e altri 1684
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giovedì, settembre 29, 2022

Crisi


 mai una gioia

mercoledì, settembre 28, 2022

martedì, settembre 27, 2022

Pietro Spirito

 IL PARTITO DEL VOTO  NULLO E BIANCO IN CAMPANIA


di Pietro Spirito


Ci era rimasta la curiosità di conoscere il peso delle schede nulle e bianche, dopo aver giù rilevato che la astensione dalle urne in Campania è cresciuta di ben quattordici punti percentuali rispetto alle passate elezioni politiche, con un valore molto più elevato della contrazione che è stata registrata a livello nazionale, pari al dieci per cento.

Anche l’espressione del voto nullo o bianco manifesta lo stesso sentimento di lontananza rispetto alla offerta politica che viene sottoposta al giudizio degli elettori. Parrebbe quindi giusto analizzare questi dati con estrema attenzione, soprattutto se si è interessati, alle successive consultazioni elettorali, di recuperare l’area del non voto o del voto nullo e bianco.  


Se ne parla invece molto poco, qualche ora in attesa dei risultati che escono dai seggi. E si parla soprattutto dell’astensionismo dal voto, mentre invece nessuno spazio viene invece destinato alla analisi delle schede nulle e bianche espresse nella consultazione elettorale. 

Ora possiamo toglierci anche questa curiosità, almeno nella nostra Regione. e possiamo affermare che le schede nulle e bianche avrebbero raggiunto il quorum per far scattare un diritto di rappresentanza in tutti i raggruppamenti territoriali del voto nella nostra regione.


Cominciamo dalla Circoscrizione Campania 1 alla Camera dei Deputati, che corrisponde sostanzialmente al territorio della area metropolitana di Napoli: le schede nulle e bianche sono risultate pari a 38.761, vale a dire il 3,2% dei votanti, appena sopra il quorum  fissato dalla legge per garantire il diritto alla rappresentanza.

Nella circoscrizione Campania 2 della Camera dei Deputati, le schede nulle e bianche sono state pari a 59.849, pari al 5% dei votanti, equivalente al consenso registrato in quella circoscrizione da Azione – Italia Viva, che equivale al sesto posto tra le forze politiche che si sono presentate in questi collegi.


Infine, nella Circoscrizione Campania del Senato della Repubbliche, che è unica per l’intera regione, le schede bianche e nulle sono state pari a 101.958, pari al 4,2% dei votanti, equivalente sostanzialmente ai voti che sono stati raggiunti dalla Lega, anche in questo caso al sesto posto tra le forze politiche che si sono presentate nella competizione elettorale in questa circoscrizione.

Non sono numeri affatto irrilevanti, e andrebbero non soltanto commentati, ma anche compresi, per provare a determinare nelle successive competizioni elettorali una offerta politica maggiormente capace di consentire una scelta consapevole ai cittadini. 


Invece non se ne parla affatto, come non si parla affatto della partecipazione al voto, che presenta ormai dati drammatici in Campania. Nella Circoscrizione 1 della Camera i votanti sono stati il 50,78% del corpo elettorale, nella Circoscrizione 2 della Camera il 56% e nell’unico collegio senatoriale della Campania il 53,3%. Ci avviciniamo alla soglia di eletti che saranno espressione della minoranza del corpo elettorale: una soglia di guardia che dovrebbe essere considerata particolarmente pericolosa per la democrazia.