lunedì, settembre 09, 2024

Elio Lannutti

 Vladimir Putin ha inviato un messaggio di saluto ai partecipanti, agli organizzatori e agli ospiti del 13° BRICS Trade Union Forum in corso a Sochi.


“L'interazione tra le associazioni nazionali del lavoro costituisce una componente significativa del partenariato BRICS. Per molti anni, il forum ha goduto di un alto status internazionale e ha svolto un ruolo sostanziale nel movimento sindacale globale. Con un gruppo di economie in via di sviluppo dinamico che si è recentemente unito ai BRICS, le attività del forum hanno assunto una dimensione completamente nuova.

Gli obiettivi del forum sono per molti aspetti allineati con l'agenda della presidenza russa dei BRICS. Chiaramente, gli ambiziosi obiettivi di sviluppo socioeconomico e umanitario che tutti i paesi BRICS stanno affrontando, possono essere raggiunti al massimo livello solo affrontando sistematicamente le questioni dell'occupazione, della protezione dei diritti e degli interessi del mondo del lavoro, realizzando il potenziale creativo e migliorando le competenze professionali.

Durante il forum potranno essere condivise le esperienze e le competenze organizzative, normative e legali, discusse le sfide che il movimento sindacale deve affrontare nel mondo di oggi e delineati i modi per migliorare la situazione del mercato del lavoro internazionale.

Sono fiducioso che avrete discussioni significative e costruttive e che le vostre proposte e iniziative saranno attuate e contribuiranno a rafforzare la posizione dei paesi BRICS nell'economia globale”. 


@ITALIABRICS

domenica, settembre 08, 2024

sabato, settembre 07, 2024

Pagina Orsini

 Gribaudo contro Conte.

Il PD mette Giuseppe Conte sulla graticola e dice: "Per dimostrare di essere di sinistra, Conte deve accettare Renzi"; "per dimostrare di essere di sinistra, Conte deve dichiarare di sostenere Kamala Harris contro Trump"; "per dimostrare di essere di sinistra, Conte deve parlare di temi e non di nomi". Il PD, invece, per dimostrare di essere di sinistra, vota con Giorgia Meloni, l'estrema destra, sulla guerra in Ucraina. In sintesi, Conte deve dimostrare di essere di sinistra su una serie di questioni minori, mentre il PD dimostra di essere di destra sulla questione più importante del mondo. Mi piace l'invito oggi su Huffington Post di Chiara Gribaudo, vice presidente del PD, che dice: "Parliamo di temi e non di nomi". Appunto, cara Gribaudo, parliamo del tema della guerra in Ucraina. Parliamo del fatto che le scelte di Fratelli d'Italia e del PD - fusi in un solo corpo politico - hanno causato la distruzione dell'Ucraina che si ritrova smembrata, distrutta e senza più un futuro (prego guardare ciò che accade in Donbass). Gribaudo, si fidi di me, è meglio che lei parli di nomi e non di temi. Le conviene.  Un'ultima cosa. Dire: "Parliamo di temi e non di nomi" è una banalità.  In politica, i temi sono associati ai nomi. Se candidi Hitler, stai candidando un fascio di temi ben preciso; se candidi Mandela, i temi cambiano. Gli individui sono caratterizzati da modi di pensare e agire ricorrenti. La morte della ragione critica è il vero dramma del nostro tempo.

venerdì, settembre 06, 2024

giovedì, settembre 05, 2024

Tommaso Merlo

 Trump, l’establishment e la vera democrazia


Trump potrebbe incredibilmente ancora farcela. E non c’è dubbio, tra Kamala che si propone come cameriera dell’establishment ed un vecchio narcisista che potrebbe terremotarlo, meglio quest’ultimo. Almeno magari cambia qualcosa anche solo per sbaglio. Trump sta pure perdendo colpi, gli si inceppa spesso il cervello e farnetica. Ancora meglio, ancora più pericoloso. Fa comizi di un’era e mezza talmente nauseabondi che fuggono di soppiatto perfino i suoi hooligans con la pelle di nutria in testa, dai mega palasport è passato agli scantinati pur di riempire, eppure nei sondaggi regge. E questo nonostante abbia spudoratamente contro tutti i media mainstream e talmente tante grane giudiziarie che non riesce più a seguire nemmeno lui. Incredibile. Quanto alla sua strategia elettorale è sempre la stessa, raffiche di fregnacce assortite, un continuo lodarsi ed imbrodarsi da solo per traguardi peraltro mai raggiunti e prendere a pesci in faccia gli avversari. Narcisismo tossico vicino alla data di scadenza e quindi sempre più acido. Di Kamala dice che è tonta e le addossa la colpa per ogni magagna del Creato. Se un Trump in queste condizioni arrivasse alla Casa Bianca ne vedremo davvero delle belle e la fine dell’impero a stelle strisce potrebbe fare significativi passi avanti. Trump ha già avvisato Zelensky che la prossima volta che lo chiama frignando che vuole altre armi, gli fa il segno dell’ombrello davanti alla webcam. Trump vuole fare la pace con Putin e già questo non sarebbe affatto male. Trump poi detesta la Nato, dice che non ha più senso. Era nata per difenderci ed invece ci sta trascinando alla terza guerra mondiale. Giustissimo. Anche gli orologi rotti segnalano l’ora giusta un paio di volte al giorno. Ormai siamo ridotti così, per vedere del cambiamento politico dobbiamo sperare che i politicanti perdano la trebisonda al punto da diventare delle mine vaganti capaci di liberarsi dai lacci delle lobby e del conformismo e di farla fuori dal vasino. Perché si sa, repubblicani e democratici sono la stessa identica robaccia, sono due compagnie teatrali che mettono in scena spettacoli pensati per abbindolare il proprio pubblico. E una volta presi i voti, salutame a soreta. Come avviene anche da noi. Pensiero unico neoliberista, carnevalate elettorali e poi profitto e nulla cosmico al potere. Su Gaza invece Trump è come i democratici, una marionetta di Netanyahu. Si vede che la lobby pro Israele se l’è comprato al chilo e a tempo debito. Del resto si sa, le grandi lobby fanno shopping in entrambi gli schieramenti per stare tranquille. Ma se Trump ancora regge, è anche perché i suoi cavalli di battaglia sono ancora in voga. Come l’immigrazione e cioè il terrore di perdere la propria identità tutta bandiera, rodei e pollo fritto. Il vecchio Trump promette muro col Messico e deportazioni di massa, ma si è messo anche a farfugliare di carovita essendo un tema trendy. Pare infatti che il sogno americano delle nuove generazioni sia andarsene a vivere altrove, in paesi dove non rischiano di venire trivellati di colpi, dove oltre al lavoro c’è ancora altro, dove per mangiare non serve fare mutui e dove se finiscono in ospedale non vengono rapinati e dove perfino i poveri possono studiare. Trump si siede ogni mattina su un water d’oro massiccio ma garantisce che risolverà tutto nel giro di un paio di giorni tra gli ululati di cow-boy alticci ed illuminati terrapiattisti. Ma ad idolatrarlo non ci sono loro, se Trump è incredibilmente ancora in corsa e Kamala è ferma al palo, lo si deve soprattutto all’odio generalizzato verso l’establishment, verso una politica sempre più ipocrita e molle. Trump è ancora percepito come antisistema e lo votano più perché detestano gli ipocriti perbenisti come la Harris che per ammirazione. Odio verso quei politicanti con la bocca sempre piena di bei discorsi e frasi strafatte, politicanti dalle buone maniere e dalle smorfie sempre azzeccate, attori rodati che in fondo non credono a nulla se non alla loro carriera e che invece di cambiare il sistema lo cavalcano. Si omologano, si imborghesiscono e finiscono sempre per inginocchiarsi alle lobby invece che alla volontà popolare. Quella che stiamo vivendo è una profonda crisi democratica, più che politica. Certo, vi sono spaventosi rigurgiti ideologici figli della paura di un mondo che cambia in fretta, ma sta anche emergendo una nuova società civile sempre più globale, nuove sensibilità, nuove prospettive. Quello che manca davvero è qualcuno che la rappresenta democraticamente, dei movimenti all’esclusivo servizio dei cittadini che invece di subire la storia abbiano l’ambizione di farla. In attesa di novità, tra una cameriera dell’establishment ed un vecchio narcisista che potrebbe terremotarlo, meglio quest’ultimo.

Tommaso Merlo

mercoledì, settembre 04, 2024

lunedì, settembre 02, 2024

Poesia

 Esiste una stanchezza, quella dell’anima, per la quale non basta il riposo fisico.


Ha bisogno del mare,

del silenzio,

di poche parole,

della pulizia dei comportamenti,

di non ascoltare la stupidità della gente.


Ha bisogno di respiri lunghi, 

guardando il cielo, 

leggendo un libro,

sorseggiando un caffè, 

sorridendo ad un pensiero,

piangendo senza vergogna.


Esiste una stanchezza, quella del cuore, che ha bisogno di abbracci che regalino la primavera, quando tarda ad arrivare.


Un abbraccio che  sia quel bacio sulla fronte, 

mentre dormi. 

Mentre ad occhi chiusi combatti con le tue paure.

Che scacci gli incubi,

che combatta i mostri,

che ti regali l’alba, anche quando il sole non c’è.


(Natascja Di Berardino)