lunedì, settembre 23, 2024

Giancarlo Siani


 Un ragazzo perbene, per non dimenticare

Giancarlo Siani era un giovane giornalista pubblicista napoletano. Fu ucciso a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, nel quartiere residenziale del vomero: aveva compiuto 26 anni il 19 settembre, pochi giorni prima.

domenica, settembre 22, 2024

sabato, settembre 21, 2024

Barbara Lezzi

Mi chiedo: la Schlein è così polla da cadere nella trappola di Meloni o ha interessi da tutelare anche lei? 

E sì, perché Meloni ha lanciato una chiara provocazione pubblicando il post di sostegno a Salvini per una richiesta di condanna e la Schlein è corsa subito a inseguirla su quel terreno alimentando la polemica.

Ma all'opposizione non converrebbe molto di più insinuarsi nella questione che vede il Governo ostaggio dei Berlusconi che pretendono che le banche siano lasciate libere di incassare sempre maggiori ricavi senza alcun ritocco alle tasse che devono versare? 


Alla Schlein interessa una bella battaglia per fare pagare qualcosa in più alle banche per una più equa redistribuzione delle risorse? Se sì, ed è libera di farla questa bella battaglia, perché continua a farsi portare a passeggio dalla Meloni? 

venerdì, settembre 20, 2024

giovedì, settembre 19, 2024

Tommaso Merlo

 Aggiornamenti dalla Terra Santa


Della serie porgi l’altra guancia, il missile ipersonico sparato dallo Yemen ha viaggiato per 2000 chilometri ad una velocità di 10.000 km all’ora colpendo con successo il cuore di Israele. I giornali han cercato di coprire tutto, ma è questa la notizia del momento. La difesa antiaerea israeliana ma anche quella americana schierata nel Mar Rosso, sono andate a farfalle e Israele si conferma talmente vulnerabile che a Tel Aviv cominciano a temere il livello successivo del videogioco bellico. Se vengono smissilati dallo Yemen, figurarsi dall’Iran e soprattutto dal Libano da cui ormai ogni notte partono le stelle comete. Per i professionisti della guerra sono queste le informazioni che contano, il problema è che Netanyahu è un politicante e quindi apre la bocca dandogli fiato e quello che in fondo davvero gli sta a cuore è la propria pellaccia giallognola. Non ancora domo, Netanyahu vorrebbe attaccare via terra il sud del Libano per occupare una fascia di sicurezza che permetta ai 60.000 sfollati di tornare nei loro villaggi del Nord della Galilea e del Golan che da quasi un anno sono in Hotel a giocare a carte e non ne possono più. L’inverno si avvicina e il tempo stringe. Israele ha già occupato il sud del Libano per quindici anni fino al 2000 e visto gli ottimi risultati vogliono fare il bis. Il problemino è che un conto è bombardare donne e bambini, un conto vedersela a quattrocchi con gli Hezbollah. L’esercito israeliano sarebbe poi stremato e demotivato dopo un anno a fare stragi senza concludere nulla al punto che c’è addirittura chi ipotizza diserzioni. A Gaza intanto gli studenti non hanno più una scuola dove andare e a malapena riescono a nutrirsi decentemente. Tra macerie e liquami continuano a piovere bombe e ogni santo giorno scorre sangue innocente. Ma beati i perseguitati per causa della giustizia. Dall’altra parte della Palestina intanto, i coloni ammazzano anche attivisti americani e in attesa che tutto venga insabbiato, beati i miti perché erediteranno la terra. In Israele nel frattempo continua il crollo verticale dell’economia e anche quello nervoso dei cittadini che da mesi dicono inutilmente basta. Ma beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. Gli analisti più fini ritengono che Israele stia scavandosi la fossa da solo e se il becchino Netanyahu non si ferma potrebbe diventare troppo profonda per uscirne. A livello regionale continua invece l’ipocrisia arabeggiante. In Giordania ha vinto le elezioni un partito islamista e la regina di origini palestinesi si lancia in discorsi accorati, il problema è che comanda il Re o meglio i dollari con cui gli americani ricoprono il regno Hashemita da mo’. L’Egitto è messo ancora peggio, il faraone mussoliniano che si ritrovano pensa solo alla sua fetta di torta e non vede oltre il suo misero ego. Quanto ad Erdogan si conferma un cane che abbia ma non morde. Della serie chi è senza peccato scagli la prima pietra. La verità è che in Terra Santa tutti attendono notizie dai palazzi di vetro dove proseguono i walzer diplomatici e i silenzi dei politicanti. Lingue biforcute e mani sporche di sangue, da Washington fino a Bruselles nella speranza che prima o poi a qualcuno convenga fare qualcosa. Della serie i falsi profeti si riconoscono dai loro frutti. E le chiacchiere stanno a zero. Si attendo notizie anche dalle Corti dell’ONU, ci stanno mettendo una vita per chiedere l’arresto di Netanyahu e Gallant. Forse sono sommersi dalle prove di genocidio o forse dalle pressioni. La paura è quella di un boicottaggio politico dietro le quinte e che si riesca ad insabbiare tutto pure lì. Ma mai perdere la speranza. I primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi o almeno è questa la speranza. Gli antichi profeti predicavano perfino di amare i propri nemici e di non fare agli altri quello che non vogliamo sia fatto a noi. Insegnamenti salvifici che da quelle colline sassose hanno echeggiato per tutta la storia dell’umanità per poi finire brutalmente calpestati perfino in Terra Santa.

Tommaso Merlo

mercoledì, settembre 18, 2024

martedì, settembre 17, 2024

Elio Lannutti

Porto di Talamone: servono trasparenza e condivisioni, invece che opache ed utili spartizioni !


Unimpresa, chiarire concessione porto TALAMONE a gestore unico Darsena con 600 posti barca verrà trasformata in scalo turistico (ANSA) - ORBETELLO (GROSSETO), 16 SET - Un incontro tra Comune di Orbetello (Grosseto) e Consorzio Il Molo di TALAMONE potrebbe chiarire il destino del piccolo porto secondo Unimpresa, che segue da vicino gli sviluppi della vicenda relativa alla discussa trasformazione da darsena di ricovero per piccoli natanti a porto turistico. L'incontro è previsto il 20 settembre. Molo di TALAMONE è il consorzio che raggruppa soggetti privati e società sportive dilettantistiche operanti nell'approdo della Maremma e attualmente titolari dell'80% delle concessioni per i pontili. "E' il primo confronto ufficiale e pubblico dopo che, a Ferragosto, l'amministrazione di Orbetello, guidata dal sindaco Andrea Casamenti, ha dato il via libera a una istanza di concessione che pare concedere una corsia preferenziale a una sola società ammessa alla gara - spiega il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara - All'incontro di venerdì prossimo, il Comune sarà rappresentato dall'assessore Luca Teglia: sarà una fondamentale occasione per dare alcune, cruciali risposte e chiarimenti sulla procedura in corso. Chiediamo di partecipare all'incontro, così da poter rappresentare al meglio le istanze del tessuto economico locale". Ferrara aggiunge che "l'iter avviato formalmente tra il 13 e il 20 agosto potrebbe portare, dal prossimo gennaio, la Società Porto Turistico di TALAMONE, i cui soci rappresentano solo il 20% degli attuali titolari delle 'licenze marittime' del molo toscano, a ricevere, in blocco, tutte le concessioni relative ai pontili; verrebbe così tagliata fuori la stragrande maggioranza di chi, oggi, opera nel porticciolo e gestisce, con soddisfazione dell'utenza, i 600 posti barca disponibili". Inoltre, all'incontro Unimpresa si aspetta che il Comune dia risposta alle due lettere ricevute a fine agosto con cui "venivano sollevati alcuni dubbi sulla gara e venivano chieste le ragioni che avevano spinto il Comune a modificare nettamente direzione rispetto al consolidato indirizzo politico" dato che "da quando è stata avviata la discussione sul rifacimento del porto, anni fa, infatti, sia il sindaco sia gli assessori interessati alla vicenda si erano sempre espressi, anche pubblicamente, affinché al progetto del nuovo porto TALAMONEse partecipassero tutti. Promessa che, invece è stata inspiegabilmente disattesa". (ANSA). 2024-09-16T10:24:00+02:00 COM-GUN