mercoledì, settembre 30, 2026
martedì, settembre 29, 2026
lunedì, settembre 28, 2026
domenica, settembre 27, 2026
Tommaso Merlo
Le Nazioni Unite e il problema psichiatrico
A quell’orco latitante di Netanyahu è stato concesso ancora il palco delle Nazioni Unite mentre al presidente palestinese hanno negato il visto e si è collegato in videochiamata. Unica consolazione, l’immensa sala si è nuovamente svuotata all’ingresso di quel mostro genocida che dovrebbe marcire in galera invece di pontificare. Ha osato blaterare di aver prevenuto un genocidio invece di averlo commesso e ripetuto che l’esercito israeliano è il più morale del mondo e non una banda di terroristi che ha intenzionalmente preso di mira donne e bambini come dimostrato dall’ONU. Fuori dal Palazzo di Vetro una New York mobilitata per la presenza dell’immondo scarafaggio, il sindaco Mamdani lo avrebbe voluto arrestare ma non ne ha l’autorità e il resto delle istituzioni americane sono corrotte dalla mafia sionista fino al midollo osseo. La Casa Bianca ha appena autorizzato la fornitura gratuita ad Israele di altri 2,8 miliardi di dollari in armi, un pacchetto che include 40.000 bombe ad alta potenza. Soldi pubblici dati ad uno stato canaglia e genocida mentre colleziona crimini di guerra e mentre i cittadini americani sono sull’orlo della bancarotta. Un livello di corruzione politica e morale che finirà nei libri di storia ma anche di psichiatria. I sionisti e i loro schiavi americani sono anche impegnati a distruggere il Tribunale Internazionale in modo da farla franca quando non resterà più nemmeno un palestinese oppure quando il mondo civile e sano di mente riuscirà a fermarli. Quell’immensa aula vuota e quel palazzo assediato da manifestanti imbestialiti nonché i cittadini che da ogni angolo del globo hanno ignorato disgustati quell’orco dalle mani sporche di sangue, fa ben sperare in una nuova era in cui ai palestinesi verranno garantiti i diritti umani come a tutti i popoli del pianeta e in cui il sionismo verrà bandito come ideologia criminale indegna del mondo civile. Nella vita del resto contano i fatti e non le chiacchiere, chi è Netanyahu e cosa sia il sionismo si è capito a Gaza dopo decenni di corruzione mediatica e politica che ha permesso agli aggressori di spacciarsi da vittime drenando risorse e collezionando crimini nella totale impunità. I popoli del mondo intero hanno capito ma il cambiamento non si è ancora concretizzato perché la mafia sionista controlla ancora le posizioni chiave. E' solo questione di tempo, per il sionismo e tutti i suoi complici. A partire da Trump che ha anch’esso delirato dal palco dell’ONU lodandosi da solo visto che non lo fa nessuno. Acido, stanco, intontito e con anch'esso le mani sporche di sangue innocente. Anche per lui più un problema psichiatrico che politico. Trump blatera di una America fiorente quando in realtà è morente e si autocelebra come grande presidente quando perfino gran parte dei suoi elettori hanno capito come dietro tutto quel nauseabondo narcisismo si nasconda una persona debole, malvagia, profondamente incompetente ed un pessimo leader. La demenza senile galoppante ha solo aggravato un quadro psichiatrico compromesso fin dai tempi in cui il giovane rampollo newyorkese cercava di curare i suoi traumi infantili sguazzando nell’alta società. Sta andando a rotoli il suo corpo e la sua mente, sta andando a rotoli il suo paese e il mondo intero ma Trump bandisce la stampa mainstream colpevole di crepare il bunker psichico in cui si è rifugiato. Un quadro talmente desolante da far sembrare il presidente iraniano magari non un gigante ma perlomeno una persona sana di mente. Dal palco ha mostrato le foto delle ragazzine delle scuole e delle palestre sterminate dalle bombe americane ed israeliane ed ha ribadito come il suo paese sia vittima di una aggressione illegale perpetrata calpestando le istituzioni e il diritto internazionale che l’ONU dovrebbe garantire e questo con la scusa di una bomba atomica che non hanno e non vogliono mentre gli aggressori sionisti le detengono illegalmente e l’Occidente non fa una piega. Esempi palesi di geopsichiatria mentre la stitichezza di Hormuz prosegue e dopo aver perso la faccia, l’Occidente rischia di rimanere anche a stomaco vuoto. Sul palco sono saliti anche i leader europei ma non li ha cagati nessuno, per decenni hanno predicano democrazia e diritti umani per poi ridursi a complici del genocidio del secolo. Menomale che anche i popoli europei hanno capito ed è solo questione di tempo. L’Italia invece all’ONU non era presente, la Meloni ha preferito la settimana della moda. Si vede che sta pensando a rinnovare il guardaroba in vista del bis. Incombono del resto le elezioni e per tutti i poltronari nostrani è una fase molto delicata. Devono convincere gli elettori superstiti di aver fatto un ottimo lavoro anche se l’Italia sta estinguendosi non è certo colpa loro e in ogni caso non c’è di meglio in circolazione. Quanto alla politica internazionale si sa, l’Italia conta meno di zero e si vede che si sono stancati di fingere che non sia così. L’Italia vota quello che vuole il burattino di turno alla Casa Bianca e i loro padroni sionisti a prescindere da chi vince le elezioni. Più che un problema politico, un problema psichiatrico ma di chi si ostina a votare le stesse classi deficienti aspettandosi risultati diversi.
Tommaso Merlo
sabato, settembre 26, 2026
venerdì, settembre 25, 2026
giovedì, settembre 24, 2026
Tommaso Merlo
La terza guerra mondiale e la vittoria di Putin
Continuano le false bandiere russofobe, vogliono alzare la tensione per giustificare un immondo riarmo in pieno declino e preparare le masse alla terza guerra mondiale. Alla mega lobby della guerra che nell’ombra comanda politicanti e media mainstream, non gliene frega nulla della volontà popolare e nemmeno del massacro degli ucraini, vuole la testa di Putin, vuole gas e petrolio russo e piazzare mega basi militari alle spalle di Pechino. Una strategia di lungo periodo iniziata col crollo del muro nel 1989 e che procede al di là dei pagliacci che man mano governano a Washington o nelle colonie europee. Comanda la bulimica lobby della guerra che si è impossessata di quella associazione a delinquere di stampo bellico che è la Nato fondata a scopo difensivo e divenuta cretinamente offensiva. Reduce da disastri in giro per il mondo, la Nato è passata al dossier Ucraina su cui stava tramando da anni. Infiltrandola, armandola e manovrandola per calpestare l’ultima linea rossa del Cremlino. I poveri ucraini sono i classici utili idioti della storia, sono stati sacrificati dall’Occidente per i propri deliri espansionistici da guerra fredda ed ovviamente per ingrassare il mega business della morte e della distruzione. Ma certe schifezze alle masse non si possono certo raccontare perché potrebbero scatenare pericolose ribellioni. Ed ecco a cosa servono i burattini politici e mediatici mainstream, a raccontare la tragedia dell’Ucraina dal 2022 e dipingere Putin come Gengis Khan in modo che continuino ad abbassare la testa o girarla dall’altra parte mentre lorsignori insanguinano il mondo. Pensavano che bastasse piazzare il solito governo fantoccio a Kiev e scatenare una guerra per procura ed invece le cose si sono complicate perché la Russia si è rimessa seppur controvoglia la mimetica e la tempra non gli manca. Le notizie dal fronte vere sono rare e terrificanti, mentre Zelensky gironzola per il mondo col cappello in mano e in uno stato sempre più confusionale, l’Ucraina sta demograficamente e materialmente scomparendo. E a proposito delle celebri interferenze elettorali, i droni ucraini a matrice occidentale hanno colpito Mosca ad urne aperte con l’unico risultato di rafforzare la leadership di Putin. Se a comandare fosse la politica e non la lobby della guerra e se tale politica avesse spessore morale e lungimiranza, ammetterebbe il tragico errore e correrebbe ai ripari negoziando la pace. Ma visto che politicanti e media sono burattini e la lobby è bulimica, rischiamo una escalation mondiale. I soldi li hanno trovati indebitando le future generazioni e le armi le stanno producendo convertendo le industrie fallite, quello che gli manca è l’essenziale consenso popolare. Nonostante infatti siamo in pieno videogioco dronistico e missilistico, servono ancora esseri umani in carne ed ossa che vadano a crepare in prima linea o restino a casa a sostenere i governi guerrafondai. Il problema è che a seguito della drammatica seconda guerra mondiale e decenni di crescita anche a livello di consapevolezze, i popoli occidentali sono essenzialmente pacifisti e non hanno nessuna intenzione di buttar via la loro unica vita o quella dei loro figli per qualche giurassica minchiata patriottica o per i deliri delle élite più schifate della storia o addirittura per gli interessi immondi della lobby della morte e della distruzione. Il sistema deve quindi riuscire a riportare la guerra nella testa e nel cuore dei cittadini e per questo la propaganda è più cruciale che mai. Non solo attraverso media mainstream camuffati da testate giornalistiche, ma anche in famiglia e nelle scuole e sui posti di lavoro in modo che le masse tornino a credere che la guerra sia una opzione sensata e addirittura la migliore soluzione possibile, se non l’unica. La solita forbice. Da una parte la paura di qualche disgrazia fasulla, dall’altra l’odio verso qualche nemico immaginario. E chi osa opporsi alla guerra rischia una brutta fine in modo da compattare i greggi di teleconsumatori. Dall’imbrattare i pacifisti come filo putiniani e discriminare i russi alle varie manifestazioni pubbliche, passeranno a prendersela con tutti coloro che si oppongono politicamente alla terza guerra mondiale additandoli come traditori ed infami disertori. In Inghilterra hanno già proposto pubblicamente di arrestare tutti gli oppositori della guerra contro la Russia mentre il dissenso è sempre più ghettizzato e si parla apertamente come del resto negli Stati Uniti, di ritorno alla leva obbligatoria. Per evitare la catastrofe, la speranza è che Putin raggiunga una vittoria decisiva il prima possibile in modo da dare il tempo ai popoli europei di sbarazzarsi per tempo delle élite politiche e mediatiche che ci hanno tradito e trascinato fino a questo baratro. E una volta riconquistata le democrazia, fare i conti con la lobby della guerra che opera dietro le quinte. Sta già succedendo in Germania dove il guerrafondaio Merz è rimasto solo e presto i suoi deliri bellici finiranno nella spazzatura della storia. Deve succedere anche a Bruxelles e ai vertici dei paesi membri della Nato in modo che quella criminogena organizzazione venga smantellata. I popoli vogliono la pace, vogliono tornare al buonsenso e alla diplomazia, vogliono una politica che rispecchi le nuove consapevolezze e li guidi verso il futuro invece che ricadere nelle pagine più buie del passato. E dato che in democrazia è il popolo ad essere sovrano, deve essere rispettata la sua volontà.
Tommaso Merlo
Meetup settimanale Bagnoli Fuorigrotta
martedì, settembre 22, 2026
lunedì, settembre 21, 2026
Poesia
"Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazi via le
bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia. "
Estefanía Mitre
domenica, settembre 20, 2026
sabato, settembre 19, 2026
venerdì, settembre 18, 2026
giovedì, settembre 17, 2026
Tommaso Merlo
La Palestina, l’Iran e la fine del colonialismo
L’Iran è dalla parte dei palestinesi, noi occidentali da quella dei loro sterminatori. O almeno lo è il mainstream politico e mediatico mentre i popoli si sono svegliati grazie all’immane genocidio. In tutta la Palestina si continua tragicamente a morire per i deliri nazi sionisti e nessuno fa nulla. Siamo impotenti difronte all’orrore più disgustoso della storia dell’umanità, perché persiste da quasi tre anni davanti agli occhi dell'umanità e perché per decenni le élite occidentali si sono spacciate come paladine dei diritti umani. A Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Finalmente qualche buona notizia. La fine della stupida egemonia americana con noi insulse colonie al seguito e col nazi sionismo infiltrato ai piani alti. Dopo l’ultima potentissima reazione iraniana agli spuntati attacchi americani, la situazione nello Stretto di Hormuz rimane calda ma stabile. L’Iran controlla quell’arteria strategica globale e lo strangolamento economico sta soffocando gli Stati Uniti invece dell’Iran che dopo mezzo secolo di persecuzione ha due polmoni ciclopici. Ma le belle notizie non finiscono qui. Anche gli Houthi dello Yemen sono stati vittima di un tentativo di genocidio da parte dell’Arabia Saudita di Bin Salam, una marionetta criminogena del suo ego tossico, degli americani e quindi dei sionisti nonché membro d’onore della corte di Epstein e celebre per l'intuito strategico da
caprone maltese. Sbaragliando i mercenari sauditi e riprendendosi le coste dello stretto di Bab el-Mandeb, questi guerriglieri yemeniti Houthi alleati con l’Iran, hanno aggravato il quadro. Se si ostruisce anche questa arteria commerciale, il colonialismo occidentale rischia un arresto cardiaco fulminante. Ma è del resto casa loro, noi gli abbiamo depredati ed usati seminando caos e dolore e prima o poi doveva finire. Lo stanno capendo anche gli sceicchi sporcaccioni e doppiogiochisti che sgambettano ansiosi da un summit all'altro nei loro camicioni immacolati mentre alle masse occidentali il mainstream rifila le solite fregnacce. Come quella del terrorismo che è solo quello dei nostri nemici, come quella dei regimi altrui mentre noi viviamo in repubbliche platoniche e quella della bomba atomica iraniana. Perfino i servizi segreti americani hanno ripetuto a Trump che l’Iran non stava producendo l’atomica, ma come al solito è prevalsa la volontà dei nazi sionisti che da decenni hanno messo l’Iran nel mirino in quanto vera potenza regionale in grado di frantumare i loro deliri di onnipotenza. A detenerla illegalmente e rifiutare ogni controllo internazionale è Israele, l’Iran ha un legittimo programma nucleare civile ed ha sempre rispettato le regole. Ma la propaganda serve a questo, a ribaltare la realtà e infinocchiare le masse di teleconsumatori in modo che le élite possano continuare a scatenare guerre e godersi l’alta società. Nel mondo reale intanto, siamo alla quiete prima della tempesta anti coloniale. Trump alla fine potrebbe essere costretto ad arrendersi o perché senza munizioni e soluzioni militari o per implosione economica della sua demenziale oligarchia. Le elezioni di medio termine potrebbero essere la sua grande opportunità per levarsi dai piedi scaricando le colpe su un Congresso già oggi contro l’aggressione illegale e fallimentare all’Iran. Certo, mega lobby sionista permettendo ma davanti al crollo del proprio paese, perfino nei politicanti corrotti prevarrà l’istinto di sopravvivenza. Scenario ideale ma la coalizione Epstein potrebbe tentare un estremo tentativo di colpire Teheran magari ricorrendo alle atomiche tattiche sule solite montagne sacre per provare almeno a salvare la faccia. Iran permettendo perché potrebbe essere la Repubblica Islamica ad optare per lo scontro finale dato che la sorprendente posizione di superiorità non è certo eterna e perire per logoramento è sempre perire. L’Iran potrebbe cogliere questa storica opportunità per liberarsi dalla persecuzione american e sionista, per liberare l’intero Golfo dal colonialismo ma anche Libano e Palestina dal nazi sionismo. Gerusalemme è una città santa anche per l’Islam e dopo il nostro fallimento, potrebbero provarci loro a liberarla. Più che fattibile. L’esercito americano nel Golfo sta facendo la fine della Nato in Ucraina, miliardi ridotti in fumo con alle spalle leadership politiche disprezzate e popoli che vogliono ben altro. Le basi americane in Giordania piazzate per difendere i sionisti sono state rase al suolo come tutte le altre rendendo anche logisticamente un inferno la presenza americana nella regione. Secondo alcune analisi saremmo già al trilione di dollari sprecato tra le dune. E se Trump insistesse ad ignorare il Memorandum che ha firmato, l’Iran potrebbe decidere di implementarlo con la forza con la benedizione di Cina e Russia fautori di un nuovo equilibrio mentre noi Occidentali ci godremo finalmente qualche buona notizia dal divano. A quel punto nascerebbe una nuova Asia Occidentale con Iran, Turchia, Egitto e Pakistan pilastri di una nuova era post coloniale e post sionista con quegli sporcaccioni e doppiogiochisti degli sceicchi che si rimettono a cuccia e una Gerusalemme nuovamente liberata. Già, a Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Se tutto va bene siamo alla fine del disastroso colonialismo occidentale alla faccia delle élite corrotte e per la felicità dei popoli del mondo intero.
Tommaso Merlo
mercoledì, settembre 16, 2026
martedì, settembre 15, 2026
Tommaso Merlo
11 settembre 2026
L’11 settembre è uno dei misteri dello stato profondo, uno di quelli che da JFK arrivano fino a Charlie Kirk ed Epstein. L’unica cosa certa è che gli attentati alle Torri Gemelle hanno inaugurato una stagione di guerre per la felicità dell’indotto bellico, di finanzieri e petrolieri oltre che ovviamente degli onnipotenti sionisti. Da quel fatidico giorno le spese militari sono decollate a dismisura e la superpotenza americana ha iniziato a collezionare disastri miliari con la complicità di noi insulse colonie europee. Le celebri Coalizioni che portando la pace a suon di bombe hanno reso il mondo drammaticamente più ingiusto ed insicuro senza ovviamente mai risponderne. Quell’obbrobrio di Netanyahu si fece scappare che l’11 settembre era “un bene” per Israele ed infatti a finire nel mirino sono stati casualmente tutti i paesi nemici del progetto coloniale sionista. Mancava solo l’Iran e ci ha pensato Trump a mettersi l’elmetto. Col risultato che rischiamo la terza guerra mondiale perché una manciata di nazi sionisti vogliono un biblico dominio in Medioriente e perché il presidente americano aveva il viziaccio di abusare ragazzine senza sapere di venire immortalato. È passato un quarto di secolo ed oggi a bruciare non sono le torri ma le basi americane nel Golfo Persico. Siamo al ground zero dell’esercito più corrotto e sbruffone del mondo al punto che non sanno più dove nascondere le quattro carrette del cielo e del mare che gli rimangono e i marines si devono travestire da beduini e dormire nei bed and breakfast per non farsi impallinare. Storia che corre sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo e della politica di qualità su entrambe le sponde dell’oceano. Il marasma senile del presidente americano ha scombussolato il Creato ma invece di nascondersi in un tombino dalla vergogna, Trump fa campagna elettorale per paura che un Congresso democratico lo sbatta in galera e butti via la chiave. Si è spinto ad offrire 5.000 dollari a cani e porci ovviamente dopo le elezioni. Come le altre volte, contanti, saluti. Fragorosi “fuck you” ormai echeggiano da ogni dove anche perché di questo passo con quella cifra non ci fanno neanche la spesa e il pieno per una settimana. Alcune pompe di benzina americane non sono nemmeno predisposte per indicare il costo del gallone oltre i 10 dollari e ormai ci siamo mentre i titoli di stato americani puzzano sempre più di spazzatura. Si prefigura una crisi senza precedenti e ormai i sondaggisti si sono arresi, a votare per quell’egoarca rincoglionito sono rimasti i dementi come lui e i nazifascisti cristiani e sionisti che vogliono anche la testa del figlio dell’Ayatollah anche a costo di finire tutti nella fogna della storia insieme all’impero. E il mondo non vede l’ora. L’11 settembre del turbo capitalismo esistenziale e del suprematismo bianco che in nome della libertà e dei diritti umani da decenni insanguina il pianeta sprecando miliardi e vite umane per placare gli appetiti di qualche mafia lobbistica. L’11 settembre dell’onesta intellettuale e della vera democrazia mentre classi impenitenti si prendono a postate in faccia e dal fronte arrivano bollettini inquietanti. Gli americani si son messi a colpire petroliere iraniane beccandosi in cambio devastanti grandinate di bolidi ipersonici. Già, Trump canta vittoria davanti alla più eclatante sconfitta della storia americana. Una sconfitta militare, strategica, economica e politica anche se può succedere ancora di tutto. Gli Houthi hanno riconquistato altri pezzi strategici del loro paese colpendo raffinerie e condotte dell’Arabia Saudita dove comanda all’altro amicone di Epstein, Bin Salam. Per questo il prezzo del greggio è schizzato alle stelle. E se oltre ad Hormuz si ostruisce anche lo stretto di Bab el-Mandeb, la crisi globale si aggraverà con miliardi di persone che rischieranno la fame e tutto questo per il marasma senile di Trump e la manciata di sionisti che lo tengono per le palline atrofizzate. Davvero troppo. Ma inutile attendersi la resa di un Iran che combatte per la propria sopravvivenza e difficile anche che Trump cali il pannolone. O lo fermano, oppure la crisi nel Golfo rischia di innescare una spirale da terza guerra mondiale potenziamento atomica. La speranza è che a quel punto la Cina si decida ad esordire come nuovo leader planetario facendo ragionare la parti in causa e inaugurando una nuova era di buonsenso, diplomazia e rispetto del diritto internazionale. In modo che l’11 settembre si celebri l’inizio della fine dell’impero occidentale e della violenta giungla in cui ha ridotto il mondo. Davvero, storia che corre rapidamente sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo, della politica di qualità e di una democrazia sana che sceglie la pace.
Tommaso Merlo
lunedì, settembre 14, 2026
Napoli
🟢 La sosta selvaggia sul marciapiede all’incrocio tra Via Diocleziano e Via Cavalleggeri è ormai una situazione che deve essere risolta con immediatezza.
Sono già state fatte segnalazioni formali, inviate PEC e mail, ed è stato anche presentato alla Municipalità di Bagnoli-Fuorigrotta un progetto con relativo rendering. Eppure, ad oggi, non è arrivata una risposta ufficiale.
I cittadini meritano rispetto e risposte, non silenzio‼️
Non possiamo più aspettare. Per questo riprendiamo il progetto già presentato e lo ampliamo, vogliamo marciapiedi finalmente liberi dalla sosta selvaggia e uno spazio più ordinato, decoroso e vivibile.
L’idea è anche quella di prevedere una piccola area con giochi per i bambini, proprio sotto gli edifici, recuperando uno spazio oggi occupato in maniera impropria e trasformandolo in un luogo utile alle famiglie, come già avviene in diverse realtà europee.
Risolvere un problema significa anche avere la capacità di migliorare e rendere più bello il nostro quartiere.
domenica, settembre 13, 2026
sabato, settembre 12, 2026
venerdì, settembre 11, 2026
Tommaso Merlo
11 settembre 2026
L’11 settembre è uno dei misteri dello stato profondo, uno di quelli che da JFK arrivano fino a Charlie Kirk ed Epstein. L’unica cosa certa è che gli attentati alle Torri Gemelle hanno inaugurato una stagione di guerre per la felicità dell’indotto bellico, di finanzieri e petrolieri oltre che ovviamente degli onnipotenti sionisti. Da quel fatidico giorno le spese militari sono decollate a dismisura e la superpotenza americana ha iniziato a collezionare disastri miliari con la complicità di noi insulse colonie europee. Le celebri Coalizioni che portando la pace a suon di bombe hanno reso il mondo drammaticamente più ingiusto ed insicuro senza ovviamente mai risponderne. Quell’obbrobrio di Netanyahu si fece scappare che l’11 settembre era “un bene” per Israele ed infatti a finire nel mirino sono stati casualmente tutti i paesi nemici del progetto coloniale sionista. Mancava solo l’Iran e ci ha pensato Trump a mettersi l’elmetto. Col risultato che rischiamo la terza guerra mondiale perché una manciata di nazi sionisti vogliono un biblico dominio in Medioriente e perché il presidente americano aveva il viziaccio di abusare ragazzine senza sapere di venire immortalato. È passato un quarto di secolo ed oggi a bruciare non sono le torri ma le basi americane nel Golfo Persico. Siamo al ground zero dell’esercito più corrotto e sbruffone del mondo al punto che non sanno più dove nascondere le quattro carrette del cielo e del mare che gli rimangono e i marines si devono travestire da beduini e dormire nei bed and breakfast per non farsi impallinare. Storia che corre sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo e della politica di qualità su entrambe le sponde dell’oceano. Il marasma senile del presidente americano ha scombussolato il Creato ma invece di nascondersi in un tombino dalla vergogna, Trump fa campagna elettorale per paura che un Congresso democratico lo sbatta in galera e butti via la chiave. Si è spinto ad offrire 5.000 dollari a cani e porci ovviamente dopo le elezioni. Come le altre volte, contanti, saluti. Fragorosi “fuck you” ormai echeggiano da ogni dove anche perché di questo passo con quella cifra non ci fanno neanche la spesa e il pieno per una settimana. Alcune pompe di benzina americane non sono nemmeno predisposte per indicare il costo del gallone oltre i 10 dollari e ormai ci siamo mentre i titoli di stato americani puzzano sempre più di spazzatura. Si prefigura una crisi senza precedenti e ormai i sondaggisti si sono arresi, a votare per quell’egoarca rincoglionito sono rimasti i dementi come lui e i nazifascisti cristiani e sionisti che vogliono anche la testa del figlio dell’Ayatollah anche a costo di finire tutti nella fogna della storia insieme all’impero. E il mondo non vede l’ora. L’11 settembre del turbo capitalismo esistenziale e del suprematismo bianco che in nome della libertà e dei diritti umani da decenni insanguina il pianeta sprecando miliardi e vite umane per placare gli appetiti di qualche mafia lobbistica. L’11 settembre dell’onesta intellettuale e della vera democrazia mentre classi impenitenti si prendono a postate in faccia e dal fronte arrivano bollettini inquietanti. Gli americani si son messi a colpire petroliere iraniane beccandosi in cambio devastanti grandinate di bolidi ipersonici. Già, Trump canta vittoria davanti alla più eclatante sconfitta della storia americana. Una sconfitta militare, strategica, economica e politica anche se può succedere ancora di tutto. Gli Houthi hanno riconquistato altri pezzi strategici del loro paese colpendo raffinerie e condotte dell’Arabia Saudita dove comanda all’altro amicone di Epstein, Bin Salam. Per questo il prezzo del greggio è schizzato alle stelle. E se oltre ad Hormuz si ostruisce anche lo stretto di Bab el-Mandeb, la crisi globale si aggraverà con miliardi di persone che rischieranno la fame e tutto questo per il marasma senile di Trump e la manciata di sionisti che lo tengono per le palline atrofizzate. Davvero troppo. Ma inutile attendersi la resa di un Iran che combatte per la propria sopravvivenza e difficile anche che Trump cali il pannolone O lo fermano, oppure la crisi nel Golfo rischia di innescare una spirale da terza guerra mondiale potenziamento atomica. La speranza è che a quel punto la Cina si decida ad esordire come nuovo leader planetario facendo ragionare la parti in causa e inaugurando una nuova era di buonsenso, diplomazia e rispetto del diritto internazionale. In modo che l’11 settembre si celebri l’inizio della fine dell’impero occidentale e della violenta giungla in cui ha ridotto il mondo. Davvero, storia che corre rapidamente sotto il nostro naso mentre il mainstream distrae le masse e i politicanti maneggiano per le poltrone. Un perenne 11 settembre del vero giornalismo, della politica di qualità e di una democrazia sana che sceglie la pace.
Tommaso Merlo
giovedì, settembre 10, 2026
mercoledì, settembre 09, 2026
Tommaso Merlo
La verità sul 7 ottobre e l’Italia
Quello schifo di Netanyahu non solo sapeva del 7 ottobre, ma lo ha voluto e atteso con ansia. Netanyahu ha versato milioni di dollari ad Hamas attraverso il Qatar con lo scopo di rafforzare questa versione più intransigente della resistenza palestinese allo scopo di dividerla da quella più moderata della Cisgiordania. Notizie che si sapevano da anni ma che il mainstream censurava a conferma di come i cosiddetti complottisti sono in realtà gli unici veri giornalisti in circolazione. Quello schifo di Netanyahu ed i suoi complici avevano ridotto Gaza in un immenso campo di concentramento a cielo aperto, da anni controllavano perfino le proteine che entravano, figuriamoci le armi. E da anni bombardavano con regolarità la Striscia e perseguitavano psicologicamente la popolazione. Ma invece di arrendersi e scappare, le donne palestinesi hanno continuato testardamente a sfornare generazioni di combattenti per la libertà e la giustizia. Quando finalmente la versione più vomitevole del sionismo guidata da Nethanyahu ha preso il potere a Tel Aviv, volevano una scusa per far degenerare la situazione e coronare finalmente il sogno della pulizia etnica a Gaza. Un bel 7 ottobre e cioè un attacco militare frutto della disperazione e della rabbia da spacciare al mondo come terrorismo disumano e ingiustificato a dimostrazione dell’inciviltà palestinese e quindi dell’impossibilità di trovare un compromesso politico per colpa loro. La solita malata manipolazione propagandistica sionista. Probabilmente quello schifo di Netanyahu sapeva del 7 ottobre ben prima che gli telefonasse lo sceicco degli emirati, e comunque si è fregato le mani ed ha atteso con ansia per la storica occasione per rompere gli indugi e scatenare uno storico genocidio che nella testa sionista doc vaga da quando sono sbarcati dall’Europa dell’Est. La fatidica mattina poi, quello schifo di Netanyahu ha lasciato che Hamas agisse indisturbata per ore. Israele è un paese altamente militarizzato e pattugliato al centimetro quadrato soprattutto in zone sensibili come quella del confine con Gaza. E quando dopo ore sono arrivati i soldati israeliani sul posto, si sono messi a sparare a centinaia dei loro compatrioti. Forse dottrina Annibal per evitare che venissero rapiti ma forse anche per alzare la tragica contabilità e quindi la leva propagandistica. Quanto ai bambini decapitati e bruciati vivi e altri orrori, si sono rivelate tutte balle che la diabolica propaganda sionista ha inventato e ripetuto fino alla noia per rincarare la dose. In modo da infangare i palestinesi e avere mani libere per lo sterminio di massa che hanno lanciato pochi giorni dopo, come se non aspettassero altro e fossero pronti da tempo. Il resto è storia, un genocidio che loro stessi hanno annunciato di voler commettere e una pulizia etnica che non è ancora riuscita solo perché l’Egitto a blindato il confine a sud di Gaza e nessun paese ha accettato l’ignobile deportazione di massa che vorrebbero a Tel Aviv. Il resto è storia, decine di migliaia di bambi e donne intenzionalmente presi di mira e sterminati perché futuro di un popolo che invece il sionismo vuole archiviare nel passato. Le verità sul 7 ottobre sono emerse anche in Israele e potrebbero costare a quello schifo di Netanyahu la poltrona di premier e quindi anche le porte della galera sia per vecchi scandali di corruzione sia per tradimento del suo paese. E non sarebbe davvero niente male come karma, invece che finire in una cella all’Aia e magari venire alla fine celebrato come un martire come Ratko Mladić, venire condannato come giuda dal suo popolo eletto e quindi passare alla storia come infame manipolatore guerrafondaio che invece di realizzare la Grande Israele ha trascinato il progetto coloniale fino ad uno spaventoso baratro. Ma inutile farsi illusioni, più probabile che la mafia sionista americana gli metta a disposizione un jet per la fuga e una mega villa in Florida anche per paura che apra bocca e crolli il sistema Epstein. Quello schifo di Netanyahu è infatti uno dei padrini più potenti e potrebbe far finire nella fogna della storia intere classi dirigenti occidentali. Nel frattempo alcuni paesi tra cui Spagna ma anche Francia ed Inghilterra, dopo decenni di vuoti proclami, hanno lanciato un blocco commerciale contro i terroristi israeliani della Cisgiordania che negli ultimi mesi hanno accelerato la pulizia etnica di quel versante dei territori occupati col supporto del governo criminale di Netanyahu alla disperata ricerca di consenso. Meglio tardi che mai anche se è tutto lo stato terrorista di Israele che doveva essere boicottato fin dalla prima bambina dilaniata. Tra questi paesi comunque non c’è l’Italia e nemmeno Germania e Stati Uniti, il trio dei paesi più infestati dalla mafia sionista. Dalla complicità nel genocidio di Gaza siamo a quella della pulizia etnica in Cisgiordania sputando per l’ennesima volta sui valori della nostra Costituzione. L’ennesima conferma che la vera emergenza italiana e l’indecenza delle classi dirigenti che fanno vergognare di essere italiani.
Tommaso Merlo
martedì, settembre 08, 2026
Tommaso Merlo
La Germania, lo stato profondo e la guerra permanente
Il vero motivo per cui la destra tedesca dell’Afd è così detestata e temuta dalle élite benpensanti, è che vuole la pace con la Russia. La bella notizia è che anni di persecuzione da parte del sistema, si sono rivelati inutili. Certo, l’Afd è di destra ma almeno è un movimento politico popolare dal basso e non la solita operazione di marketing partitocratico al servizio del sistema del pensiero unico neoliberista e bellicista. E la bella notizia è la conferma che se i cittadini credono ad un progetto anti sistema, lo votano comunque fregandosene degli allarmi dei politicanti e dei media mainstream al guinzaglio. Si chiama democrazia, quella che lo stato profondo e le élite al suo servizio schifano sempre più pretendendo di imporre l’agenda. Merz è il classico burattino al servizio di lobby economiche senza scrupoli e della Nato oltre ad essere ovviamente un fervente sionista. Del resto se non hai un tale pedigree, il sistema ti sbatte le porte in faccia. E poi le élite benpensanti si scandalizzano se esplodono fenomeni “populisti” come quello dell’Afd, ed hanno pure il coraggio di dare la colpa alla presunta malignità ed ignoranza del popolino. Alla faccia della democrazia. La buona notizia è anche la conferma che il sistema rimane scalabile e i soldi e le posizioni chiave delle élite non servono a nulla quando il popolo si sveglia. Davvero una bella notizia perché se l’Afd dovesse arrivare a Berlino farà saltare il folle e pericoloso riarmo tedesco e quindi svanire i deliri russofobi di quel burattino di Merz o meglio dello stato profondo che ruota attorno alla Nato ed insiste con la guerra permanente. Lo stato profondo che nel bel mezzo di un declino economico devastante e dopo svariati disastri in giro per il mondo, è riuscito a scatenare il fallimentare conflitto ucraino. O meglio fallimentare per i milioni tra morti e rifugiati e per un paese raso al suolo, ma non certo per loro che hanno ottenuto il più imponente riarmo della storia contro la volontà popolare e contro un nemico immaginario come Putin il quale non vuole e non ha mai voluto invadere l’Europa ma al contrario stava lavorando da anni per migliorare i rapporti con l’Occidente ed è stato obbligato a reagire all’ottusa invadenza della Nato. Ma la propaganda blatera ovviamente l’opposto e semina odio e paura nella speranza che il becero popolino alla lunga abbocchi e si rassegni a farsi derubare e perfino ritornare alle armi. Se la storia di Gaza viene raccontata dal 7 ottobre 2023 e non dal 1948, quella Ucraina dal 2022 e non dal 1989 quando cadde il muro e gli americani pensarono bene di mettersi in marcia verso il Cremlino seguiti a ruota dai vassalli europei. Del resto si sa, la propaganda è un’arma fondamentale in guerra. Con lo stato profondo che scrive i testi e le élite benpensanti che fanno da portavoce. Vogliono la guerra permanente e la otterranno se i cittadini non si ribelleranno. Il genero di Trump e l’amico palazzinaro sono intanto andati a baciare l’anello di Putin che ha ringraziato ma ribadito che la soluzione della guerra in Ucraina sarà sul campo di battaglia. Impossibile del resto trattare con gentaglia che ha prima tradito e poi rigettato ogni negoziato e da anni sparge propaganda russofoba, sanzioni e false bandiere come Merz ed i suoi omologhi europei. Putin sa che ogni cessate il fuoco verrebbe usato dalla Nato per rilanciare e che il vero obiettivo della guerra, è lui. Stessa solfa nel Golfo. Gli americani vorrebbero continuare a perseguitare e logorare l’Iran fino a farlo cedere come successo alla Siria e ad altri paesi finiti nel mirino dell’imperialismo occidentale di stampo sionista, la tattica dei piccoli passi terroristici e dello strangolamento economico che però Teheran rigetta. Negoziare con quello squilibrato di Trump è inutile, o si torna al Memorandum che lui ha firmato oppure che vada a farsi vedere da uno bravo. E quindi si continua a sparare e lo Stretto rimane chiuso. Dopo la festa di nozze gli americani hanno colpito delle petroliere iraniane e Teheran ha risposto lanciando missili ipersonici contro la portaerei americana di stanza nel Golfo e altre navi di supporto. Una seria escalation rispetto ai droni e un messaggio chiaro, l’Iran può far finire l’intera flotta americana tra pesciolini e molluschi che popolano il ridente fondo del mare arabico. I falchi iraniani fremono per una escalation sfruttando l’attuale posizione di forza militare e politica mentre gli americani sono in balia della sclerosi presidenziale. Trump ma anche il suo padrone Netanyahu vorrebbero arrivare alle elezioni autunnali spacciandosi come vincitori e l’Iran vuole invece rovinargli la festa facendo saltare la loro misera propaganda a suon di missilate. A Teheran come a Mosca, aggrediti da un impero occidentale rapito da uno stato profondo drogato di profitto e deliri bellici che pretende di usare la democrazia a piacere con la complicità delle élite benpensanti. Vogliono la guerra permanente ma non la otterranno se i cittadini si ribelleranno come successo in Germania.
Tommaso Merlo
lunedì, settembre 07, 2026
domenica, settembre 06, 2026
sabato, settembre 05, 2026
Musica
https://youtu.be/sSKFhk--Vb0?is=DtAWtNoo70IKpFIx https://youtu.be/sSKFhk--Vb0?is=DtAWtNoo70IKpFIx
venerdì, settembre 04, 2026
Tommaso Merlo
La festa del governo Meloni e lo stallo
Il governo Meloni festeggia gli oltre 1400 giorni di poltronaggine governativa. E ne hanno ben donde. Altri anni di mega stipendi e viaggi in giro per il mondo tra tappeti rossi e galà a fingersi statisti nonostante la realtà dimostri una totale assenza di idee, di slancio, di capacità, di sapienza, di merito, di visione politica. Il governo più inutile della storia repubblicana frutto di classi insipienti che sono la vera condanna del nostro paese. Davvero una grande festa. Dalle ville romane passeranno presto a quelle sulla costa che si godranno nei loro vestiti di sartoria con frittura mista e bollicine gelate ad attenderli ad ogni tramonto. Evviva. Poi certo, milioni di italiani sono alla fame e non si curano nemmeno più, ma alla fine chissenefrega. Nella vita c’è chi vince e chi no. E poi il governo Meloni ha ben altre priorità che occuparsi di quei perdenti e pure un po' sfigati che sono i poveri ed i fragili e cioè oramai la stragrande maggioranza degli italiani. Priorità tipo nascondere l’inettitudine cavalcando bolle mediatiche a sfondo patriottico. Tipo nascondere la complicità nel genocidio del secolo e il vassallaggio a chi comanda davvero oltralpe ma senza buttare il sovranismo nell’umido. Tipo sottrarre miliardi ai nostri figli e nipoti per riarmarsi in vista della terza guerra mondiale contro la Russia fregandosene della volontà popolare e per la felicità della bulimica lobby della guerra. Tipo negare la montagna di promesse non mantenute e riuscire comunque a riciclarsi per il prossimo giro di giostra. Facendo reggere i sondaggi ungendo i propri tifosi e sperando che la metà di cittadini spariti dai radar rimanga dov’è. Tipo spacciare tale deprimente e pericoloso stallo politico come normalità democratica. Se l’Italia sta letteralmente scomparendo a livello demografico, a livello politico è di fatto già scomparsa visto che all’estero non esistiamo mentre a casa nostra siamo vittime degli stessi problemi strutturali da decenni con la politica che ha smesso addirittura di parlare come se desse per scontato di non poterci fare nulla. Prima promettono la luna a vanvera, poi si piazzano su qualche poltrona strapagata e nonostante non combinino una beata mazza di nulla, non fanno una piega. Ed anzi, continuano a ricandidarsi per tutta la vita. Come se anche la droga del potere e dei soldi e dello status desse sempre meno assuefazione costringendoli a recitare i loro personaggi pubblici fino ad un passo della fossa fottendosene delle macerie che li circondano. Se stessi first. In passato fallivano ma almeno ci provavano a risolvere i problemi, oggi siamo al punto che non si capisce cosa diamine facciano dalla mattina alla sera se non godersi l’alta società romana in attesa della carnevalata elettorale successiva. Più che politica, comunicazione. Più che dei leader degli influencer del nulla poltronistico che invece di ragionare scrollano e invece di discutere postano frasettine d’asilo nido per autocelebrare la propria immagine o denigrare quella altrui. Più che personalità politiche, profili social. Più che cittadini, followers e più che partiti delle agenzie di marketing con lo scopo di convincere i residui consumatori di propaganda elettorale e panzane assortite a mantenere l’appetito. Siamo al trionfo storico della mediocrità elitaria, dell’ipocrisia istituzionale e dell’inconsistenza politica. Siamo ad un deprimente e pericoloso stallo spacciato alle masse come normalità democratica e senza reali alternative. Un quadro aggravato da sfide politiche globali che trapassano i confini fottendosene dei patrioti de noialtri e di un contesto internazionale sempre più turbolento e complesso. Per tenere il passo e magari riuscire pure a dire la nostra, a Roma servirebbe il meglio delle teste ma anche dei cuori che il nostro paese è in grado di esprimere in ogni settore. Ed invece il marciume è tale che le persone di valore si tengono lontano dalla cloaca politica e molti giovani qualificati scappano all’estero. Un suicidio generazionale aggravato da una politica che premia coloro che garantiscono al sistema di sopravvivere. Più sei scarso ma utile più sali e una volta accomodato non ti smuove più nessuno perché più sali e meno devi rispondere dei risultati. Un suicido meritocratico. L’importante è ungere il boss giusto al momento giusto e una volta unito alla cordata vincente, non mollare la presa. Un suicido politico frutto dell’egoismo viscerale e cioè di arrivisti che mettono prima se stessi, la propria cricca, il proprio partito, la propria carriera e quel potere che apre le porte all’alta società. Un suicidio nazionale. Già, davvero una grande festa quella del governo Meloni. Altri 1400 giorni di poltronaggine governativa tra mega stipendi e viaggi in giro per il mondo tra tappeti rossi e galà a fingersi statisti nonostante il nostro paese stia letteralmente scomparendo senza che nessuno muova un dito e tantomeno il governo più inutile della storia repubblicana.
Tommaso Merlo


















