Siccome spesso mi viene chiesto “perché non intervieni più su Dagospia?” ve la faccio breve: non lo so. O meglio da un giorno all’altro sono diventato inviso a Roberto D’Agostino (mail rda@dagospia.com). L’ho chiamato chiedendo spiegazioni (in fondo l’unica cosa che volevo) e la risposta è stata: “Nun me piacciono i tuoi libri” e clic. In venti anni non si era accorto dei miei libri, pur avendoli elogiati sullo stesso suo sito. Penso: ok, avrò pestato i piedi a qualcuno. Poi mi dicono da più parti dell’ambiente che la responsabile sarebbe Selvaggia Lucarelli, che nello stesso tempo comincia a furoreggiare proprio su Dagospia. Non ho le prove quindi non so. In ogni caso sono rimasto infastidito dalla chiusura della collaborazione? No, perché era a titolo gratuito e inoltre sono uno scrittore, non batto un tasto se non sono pagato il giusto, e è giusto che lì ci stiano giornalisti in cerca di una vetrina. Sono rimasto infastidito per la mancanza di una ragione che non mi è stata data? Sì, perché fa parte delle mafie dei salotti “culturali” italiani, che ho sempre evitato. Per questo da anni rifiuto qualsiasi invito televisivo, non presento più libri (in realtà lo avrò fatto 3 volte e solo all’inizio), non vado a feste, convegni, festival, e in generale non esco proprio di casa. Chi vuole viene da me, se mi va. Il mio salotto sono io, posizionato sul ciglio di un abisso, il mio.
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