Visualizzazione post con etichetta Scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scuola. Mostra tutti i post

sabato, novembre 21, 2020

J. Prevert

 I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

lunedì, settembre 21, 2020

Poesia

 E la morte non avrà più dominio (Dylan Thomas, 1914-1953)

E la morte non avrà più dominio.

I morti nudi saranno una cosa

Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;

Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,

Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;

Benchè ammattiscano saranno sani di mente,

Benchè spofondino in mare risaliranno a galla,

Benchè gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;

E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.

Sotto i meandri del mare

Giacendo a lungo non moriranno nel vento;

Sui cavalletti contorcendosi mentre i tendini cedono,

Cinghiati ad una ruota, non si spezzeranno;

Si spaccherà la fede in quelle mani

E l’unicorno del peccato li passerà da parte a parte;

Scheggiati da ogni lato non si schianteranno;

E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.

Più non potranno i gabbiani gridare ai loro orecchi,

Le onde rompersi urlanti sulle rive del mare;

Dove un fiore spuntò non potrà un fiore

Mai più sfidare i colpi della pioggia;

Ma benchè matti e morti stecchiti,

Le teste di quei tali martelleranno dalle margherite;

Irromperanno al sole fino e che il sole precipiterà,

E la morte non avrà più dominio.

domenica, settembre 13, 2020

Anno scolastico


 Viva la scuola 

venerdì, agosto 21, 2020

Uomo del mio tempo.

 Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo 


mercoledì, giugno 24, 2020

Viva l’Italia

La bellezza dell’Italia non è mai andata in quarantena.
Abbiamo fatto tutto il necessario per voi e la vostra sicurezza.

Finalmente possiamo tornare a viaggiare, nel Paese più bello del mondo...

#ItalyIsBack

giovedì, giugno 21, 2007

Gli esami non finiscono Mai

Ieri sono iniziati per tanti ragazzi gli esami di maturità, momento di vita importante per questi giovani, chiaramente in questo momento, bisogna dare forza e carica a questi alunni, che sicuramente saranno la nuova linfa che darà forza alla nostra nazione.

Auguri a tutti i ragazzi e pure a mio figlio Enzo.