giovedì, ottobre 07, 2021

Elezioni Napoli

 #elezioni #candidato #maestrosm

Voglio ringraziare i cittadini che non mi hanno votato, con il loro non voto, mi hanno ridato la mia libertà, sono tornato ad essere un cittadino libero, anarchico, indifferente e rassegnato, quando passeggio per il mio quartiere e vedo un cumulo di immondizia, pneumatico abbandonato, catidoia otturata, palo abbattuto, dissesto, aiuola abbandonata, ecc; sono libero di far finta che tutto va bene e che vivo in quartiere senza problemi.

Ross

Onomastico di Ross
 

Percentuale


 Si scompare 

Tommaso Merlo

Tommaso Merlo:

Il Pd scaricherà il Movimento quando non gli servirà più. Il colmo. Letta parla già di un’ammucchiata ulivista con al centro il Pd e una serie di partitini satelliti attorno tra cui il Movimento 5 Percento, sempre che ci arrivi. Ma Renzi e Calenda non vogliono gli odiati ex populisti tra i piedi e Letta non avrà nessuna esitazione a sbarazzarsi del 5 percento movimentista non appena ne potrà fare a meno. Davvero il colmo per un Movimento che ha stravinto le ultime elezioni. Umiliato dal sistema che voleva abbattere.


Ma è storicamente questo il destino dei rivoluzionari che si rimangiano tutto. I rivoluzionari pentiti sono detestati sia dai cittadini delusi, sia dai reazionari nei palazzi che non si fidano di chi fino a ieri voleva la loro testa e oggi si spaccia da moderato. Nonostante ci stia strenuamente provando, il Movimento 5 Percento non farà mai parte del sistema e la sua fantomatica classe dirigente non verrà mai considerata all’altezza di quella degli altri partiti. Che si mettano il cuore in pace.


Il Movimento 5 Percento verrà solo spolpato del tutto e scaricato alla prima occasione. Per la gioia di tutti i vecchi partiti a partire dal Pd che già pregusta un ritorno all’ammucchiata ulivista. Il Pd non è un partito, è una casa di riposo che può contare su una clientela a vita. E in questa fase sta approfittando delle crisi altrui. Nel 2018 il Pd se l’è vista brutta per colpa della tempesta movimentista, ma finalmente sta tornando il sereno.


All’inizio il Pd ha contrastato duramente il Movimento e dopo le elezioni del 2018 gli ha voltato le spalle. Strada facendo ha cambiato però tattica scendendo a patti. Questo un po’ per accaparrarsi poltrone e prendere tempo, un po’ perché ha capito che gli conveniva riassorbire i ribelli. Ha capito che più il Movimento si “normalizzava” più svaniva. E così è stato. Dissolto in soli tre anni di palazzo. Altro che rivoluzione.


Si torna alla partitocrazia tradizionale e al finto bipolarismo. Con gruppi di potere sostanzialmente identici che competono per spartirsi le poltrone mentre dietro le quinte il sistema neoliberista continua pacifico per la sua strada. Urrà. Una politica apparente. Una democrazia apparente. Leader, fedelissimi, curve di tifosi. Stampa lobbistica al seguito. Abnormi fette di popolazione disgustate nell’ombra.


Esigue caste di privilegiati al sole delle passerelle. Il solito show mentre non cambia mai nulla. Il Movimento sembrava rappresentare una svolta per il nostro paese. Era l’idea nuova che vecchi barconi come il Pd cercavano da decenni. Era l’evoluzione della vecchia politica, un sussulto democratico grazie al quale i cittadini si riprendevano il ruolo che gli spetta in democrazia. Era il ritorno genuino ai valori e agli ideali. Ma non quelli scritti su qualche pezzo di carta. Quelli urlati nelle strade, e sentiti nei cuori di cittadini esausti da decenni di malapolitica.


Il Movimento era la dimostrazione che i cittadini sono più che pronti per un nuovo paradigma politico e culturale. Per questo la svolta partitica e perbenista di Conte ha fatto cilecca. Sia perché il Movimento nei palazzi si è rimangiato la rivoluzione che aveva promesso bruciandosi la reputazione, sia perché moderatismo e continuità sono le ultime cose che vogliono i cittadini soprattutto nelle periferie.


Milioni di elettori nel 2018 e milioni di astenuti oggi, vogliono un cambiamento vero e radicale, vogliono una politica all’altezza dei loro problemi e dei loro sogni, vogliono tornare protagonisti. Vogliono andare avanti e non indietro.


Altro che ammucchiata ulivista che scaricherà il Movimento 5 Percento non appena gli converrà. Altro che tristi revival partitocratici.


I cittadini pretendono proposte politiche coerenti con le loro nuove consapevolezze, proposte che girino pagina per sempre e in grado di riaccendere la speranza di un paese migliore.

mercoledì, ottobre 06, 2021

Napoli

 

Cittadini 

Matteo Brambilla

 Non è facile descrivere tutte le sensazioni, emozioni, che mi stanno attraversando da ieri sera.

Prima di tutto voglio ringraziare chi ha dato fiducia a delle persone coraggiose, che hanno scelto la strada impossibile rispetto a quella facile e comoda.

Mi riferisco sia a chi era candidata e candidato, sia a chi ci ha votato.

E' un grazie sincero, di cuore, di appartenenza a una minoranza numerica, ma sicuramente vera, viva.

Ho visto che qualcuno ieri festeggiava, e lo faceva insieme a pezzi delle recenti amministrazioni di demagostris, come se gli ultimi 10 anni fossero stati di gloria per la nostra città, e lo faceva insieme al vero sindaco di Napoli, Vincenzo de Luca.

Si perchè a qualche statista per caso bisognerebbe spiegare che sono riusciti in una grandissima impresa: consegnare la città a De Luca e il suo "sistema politico" e affossare un sogno durato 12 anni, esattamente nel giorno del suo compleanno (4 ottobre 2009 - 4 ottobre 2021).

Imbarazzanti dal punto di vista politico, indecorosi dal punto di vista etico morale.

Noi sapevamo che sarebbe stata una sfida al limite dell'impossibile, ma abbiamo fatto la cosa giusta, per la quale eravamo entrati tutti, in questi anni, in un progetto di democrazia dal basso: dare voce ai cittadini per farli entrare nelle istituzioni.

Non ci siamo riusciti, colpa sicuramente nostra, mia in primis e me ne assumo tutta la responsabilità.

Non ci sarà più la nostra, la "vostra" voce, in consiglio comunale.

Qualcuno avrà festeggiato, e festeggerà per questo, non ci sarà più nessuno che farà opposizione, che entrerà nel merito delle questioni.

Adesso è il momento di metabolizzare questi 5 anni vissuti tutti in apnea, e di prendermi il giusto tempo per guardarmi dentro, per poter ripartire.

Ci sarò, ci saremo, con altre modalità; non ho nessuna intenzione di buttare l'esperienza di questi anni.

Servono in questo momento riferimenti certi per ripartire da zero: io ci sono.

martedì, ottobre 05, 2021

Di Bibba

 Le elezioni sono finite ed una schiera di politici professionisti o aspiranti tali pensa esclusivamente alle elezioni del 2023. D'altronde i palazzi sono la loro unica ragion di vita e sarebbero disposti a vender la madre pur di continuare a starci dentro. Figuriamoci cosa gli importa di vendere i propri ideali. La parola d'ordine oggi è: alleanza! Alleiamoci per battere gli altri. Con gli “altri” sostengono il governo Draghi ma fa poca differenza. E' la politica politicante, bellezza! Quella che ha allontanato milioni di italiani dalle urne. La politica oggi è morta. Siamo tornati al triste “votateci altrimenti vincono i comunisti” o al “votateci perché abbiamo dall'altra parte la peggior destra d'Europa” (cosa sicuramente vera ma non basta). Una pantomima vista e rivista che il Movimento, un tempo lontano, ebbe il merito di smascherare. Ex-fascisti, ex-comunisti, clericali, anti-clericali, moderati, progressisti, nazionalisti, secessionisti, liberali, radicali oggi sono tutti al governo del Paese. D'altronde il PNRR è un'occasione troppo ghiotta. Sì, tutti insieme appassionatamente. Insieme stanno regalando MPS a Unicredit, insieme hanno votato la riforma della giustizia cara ai ladri, insieme stanno pensando di eleggere Casini Presidente della Repubblica (mi è arrivata questa voce dall'interno e mi hanno detto di non dirlo a nessuno. Io lo dico nella speranza di bruciarlo). Insieme (non sempre sono d'accordo con Travaglio ma ha ragione da vendere quando dice che c'è un pezzo di establishment che vuole replicare il governo Draghi con tutti dentro anche al prossimo giro) stanno pensando ad un modo per restare tutti, o quasi, al potere anche dopo il 2023. Insieme hanno difeso la guerra in Afghanistan, insieme hanno accettato il ritorno delle trivelle, insieme eviteranno di cambiare la legge elettorale per permettere, ancora una volta, ai capi partito di scegliersi i servitori parlamentari. Insieme eviteranno di affrontare sul serio il tema dei costi della politica, insieme (salvo eccezioni) intascheranno tra un anno e mezzo il TFR da parlamentare. Insieme stanno pensando di assegnare a TIM (tra l'altro azienda il cui socio di maggioranza è francese) e Cassa Depositi e Prestiti un appalto miliardario che riguarda la gestione dei dati sensibili della pubblica amministrazione in barba alla concorrenza e a progetti probabilmente più economici e professionali. Questo è il quadro ed è desolante. Tant'è che la maggior parte degli italiani neppure va più a votare. Penso, tuttavia, che si possa combattere, fare contro-informazione (cioè informazione tout court in un momento di osceno conformismo). Penso si possa fare “politica” al di fuori dei palazzi battagliando per i nostri diritti senza pensare alla convenienza personale. Io nelle prossime settimane lo farò. Vediamo in quanti saremo a denunciare i conflitti di interesse in MPS, lo strapotere dei fondi di investimento, l'impoverimento della classe media, l'abbandono dei padri separati, l'accentramento di potere mediatico (gruppi editoriali), finanziario (fusioni), politico (cartelli elettorali). Vediamo in quanti saremo ad impegnarci, ad alzare la testa, a fare proposte, a “urlare” ciò che oggi viene insabbiato per non disturbare i manovratori. E poi vedremo...


P.S. Mi state chiedendo di commentare i risultati del M5S. Non è più compito mio non facendo più parte del Movimento da mesi. Quel che è avvenuto ieri lo immaginai un anno e mezzo fa quando sostenni che un'alleanza strutturale con il PD fosse nefasta o 8 mesi fa quando lottai contro tutti affinché il Movimento non entrasse nel governo dell'assembramento. Non mi hanno ascoltato. Oggi l'alleanza con il PD non è più una scelta. E' una necessità per qualcuno e per la sua poltrona. Almeno fino a quando, dalla parte del PD, non si renderanno conto che a Napoli e Bologna il centro-sinistra avrebbe vinto anche senza M5S. Che altro vi devo dire? Erano francescani, oggi sono “franceschini”...