mercoledì, novembre 08, 2023
martedì, novembre 07, 2023
Tommaso Merlo
Alle porte di Betlemme svetta il palazzo di Erode. Stragi di bambini allora come oggi. Famiglie in fuga allora come oggi. Vite altrui sacrificate per le chimere egoistiche del potente di turno. Armi sempre più devastanti. Immense energie per idearle, immense risorse per produrle. Gente che lotta per sopravvivere e potenti che accumulano armi e trovano scuse per usarle. Per difendere le proprie chimere e per attaccare quelle altrui. Per imporre la propria volontà o impedire quella altrui. Guerra come soluzione e non problema. Guerra come inevitabile e non scelta. Guerra perfino come sacrosanta e non follia autodistruttiva. Tutti sicuri delle proprie ragioni, tutti sicuri che abbia senso insanguinare il mondo. Come se fossimo immortali e non di passaggio sul pianeta. Come se il nostro punto di vista fosse verità. Armi sempre più devastanti. Interessi sempre più ingenti. Soldi che si comprano tutto e tutti. Anche il buon senso. Soldi al servizio dell’Erode di turno illuso di essere immortale. Stragi di bambini. Famiglie in fuga. Vite altrui sacrificate per qualche chimera egoistica. Allora come oggi.
Tommaso Merlo
lunedì, novembre 06, 2023
domenica, novembre 05, 2023
Massimo Fini
"Terroristi"? lo siamo anche noi
Qualcuno si era illuso di aver spazzato via una volta per tutte l’Isis radendo al suolo Raqqa e Mosul, le capitali dello Stato Islamico allora in mano ad al-Baghdadi. I bombardieri USA non erano bastati (è da tempo che i militari americani non mettono piede a terra) decisivo era stato l’intervento dei curdi che saranno poi ripagati sottraendo loro la città di Kirkuk, nel Kurdistan iracheno. Nel lontano 1991 sul New York Times il giornalista americano William Safire scriveva: “Svendere i curdi…è una specialità del Dipartimento di Stato americano”.
Smantellare lo Stato Islamico dove i guerriglieri Isis erano raggruppati in un territorio limitato, controllato e controllabile, uno Stato che aveva una sua socialità, diretta anche, il lettore non ci crederà, a favorire le donne durante la gravidanza, il parto, il post-parto, non è stata una buona idea. Oggi gli Isis sono dappertutto, in Pakistan, in Somalia, dove gli Shabaab hanno dichiarato la loro dipendenza dallo Stato Islamico, in Libia, in Egitto, in Tunisia e anche in Afghanistan (il 10 giugno di quest’anno c’é stato a Kabul un attacco Isis ad una moschea, che ne seguiva molti altri). Della penetrazione Isis in Afghanistan gli occidentali sono stati i principali responsabili perché i Talebani, dovendo combattere gli occidentali, non avevano forze sufficienti per battersi contro gli Isis. Inoltre gli afghani sono dei grandi combattenti ma non hanno la cultura della morte degli Isis che si fan saltare in aria come se si trattasse di accendere una sigaretta.
L’attentato dell’altro giorno in Belgio ricorda le stagioni del Bataclan, della Promenade des Anglais, del Stade de France, dell’attacco al supermercato Kosher di Parigi. Ma ha un significato del tutto diverso. Allora furono attaccati soprattutto i luoghi del divertimento degli europei, il ragionamento era questo: per decenni ci avete attaccato, ci avete bombardato, avete ucciso civili mentre voi stavate belli belli a fare i vostri apericena, drink, aperitivi, adesso assaggiate anche voi che cos’è la paura (“io vengo a restituirti un po' del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore”). Dirà Amedy Coulibaly, l’attentatore del supermercato Kosher, in un suo testamento postumo: “Tutto quello che facciamo è legittimo. Non potete attaccarci e pretendere che non rispondiamo. Voi e le vostre coalizioni sganciate bombe sui civili e sui combattenti ogni giorno. Siete voi che decidete quello che succede sulla Terra? Sulle nostre terre? No. Non possiamo lasciarvelo fare. Vi combatteremo”. Coulibaly prima dell’attentato in cui sarebbe stato sicuramente ucciso e dove si offrì volontariamente alle pallottole dei poliziotti, avvertirà la sua compagna e le dirà di rifugiarsi in Siria, sotto la protezione dello Stato islamico allora lì presente in forze. Perché anche i terroristi Isis, almeno quelli di sette od otto anni fa, hanno, per quanto ciò possa sembrare strano agli osservatori occidentali, dei sentimenti e dei comportamenti umani. Non sono proprio come i terroristi russi all’epoca dello Zar (quello vero) i “terroristi gentili” come li chiama Albert Camus, che rinunciavano all’attentato se c’era la possibilità di mettere a rischio persone che non c’entravano niente. Famoso è l’episodio di quel terrorista russo che doveva gettarsi con una bomba fra le zampe dei cavalli che portavano la carrozza dello Zar e della Zarina, ma vi rinunciò quando vide che sulla carrozza c’erano anche i figli della coppia.
Con l’attentato in Belgio e prima ancora quello a Parigi siamo lontani dal terrorismo tradizionale Isis, quello espresso da Amedy Coulibaly. È evidente che questi attentati si legano alla guerra israelo-palestinese e si inseriscono quindi in quella che ho chiamato “la guerra dei mondi” dove per il momento i terroristi di Hamas combattono contro i terroristi d’Israele a cui sarebbe bene ricordare -qualcuno l’ha fatto- che la legittima difesa non può essere sproporzionata all’offesa, come è anche nel Codice Penale italiano. Ed è inutile invocare “leggi umanitarie” che non sono mai esistite o “leggi del diritto internazionale” che nessuno rispetta più da tempo, occidentali in testa (Serbia 1999, Iraq 2003, Libia 2011).
Ha detto il presidente francese Emmanuel Macron: “La nostra Europa è sconvolta”. Ah, adesso ci viene la strizza? Nella guerra russo-ucraina, in quella israelo-palestinese, cadono, sotto armi micidiali e sempre più sofisticate, civili, bambini compresi. Perché mai l’Europa, che pur è in parte all’origine di questo terrore, dovrebbe rimanere intoccata?.
“Qui chi non terrorizza si ammala di terrore”.
Il Fatto Quotidiano, 19.10.2023
sabato, novembre 04, 2023
venerdì, novembre 03, 2023
A Betlemme una volta si andava in piazza per avere notizie sulla guerra, oggi ci si chiude in casa davanti a qualche schermo come nel resto del mondo. Perfino i soldati girano col cellulare e filmano i loro atti eroici. Brutto colpo per la propaganda politica, ma la verità non ha scorciatoie. Coi cellulari le masse si manipolano da sole. Scrollano col ditino e gli algoritmi gli propinano quello che gli piace per tenerli incollati allo schermo. Basta qualche ditata e appaiono i video della propria fazione che rafforzano le proprie false certezze. E via a sguazzare con quelli che la pensano come noi. Con le televisioni si è in balia dei politicanti e dei magnati, coi cellulari si è in balia della deficienza artificiale. Di algoritmi che alla fine hanno come unico scopo quello di tenerti incollato a quello schermo. Già, la verità non ha scorciatoie e nemmeno la libertà. Non si capiscono i problemi tifando, ma analizzando. Non si risolvono i problemi guerreggiando, ma dialogando. E non ci sono scorciatoie né alla libertà né alla verità. Sono conquiste che si ottengono evolvendo ed emancipandosi. A Betlemme come nel resto del mondo.
Tommaso Merlo


