mercoledì, agosto 07, 2024

Prof. Orsini

 Questo signore, Enrico Borghi, è uno dei miei peggiori detrattori in Parlamento. Avendomi attaccato in maniera del tutto immotivata, non vorrei che questo cinico cambiacasacca - scivolato sotto la soglia minima della dignità con il passaggio dal Pd al partito di Renzi pochi mesi dopo la sua elezione - pensi che possa temerlo in qualche modo. Tanto più che il cinico cambiacasacca è membro del Copasir, il comitato di controllo dei servizi segreti, importantissimo per le nostre libertà. Oggi sul Fatto quotidiano parlo di questo cinico cambiacasacca. Sapete che cosa ha fatto questo Enrico Borghi? Il cinico cambiacasacca, legato a Letta, ha lasciato il Pd dopo l’elezione di Schlein. Ma è grazie al Pd che ha preso il posto importantissimo al Copasir che non avrebbe preso con Renzi. Siccome aveva bisogno di nobilitare il suo atto poco nobile, ha sostenuto che la ragione per cui ha lasciato il Pd sarebbe il mio elogio a Schlein per essersi opposta all’uso del Pnrr per costruire munizioni. Del tipo: "Visto l'elogio di Orsini a Schlein? Ecco perché ho lasciato il Pd". 

Ma, piccolo cambiacasacca, un minimo di senso storico. Il mio post di elogio è arrivato molto dopo che tu hai fatto i tuoi conticini e hai lasciato il Pd da furbacchione quale sei. Il mio elogio alla Schlein non c’entra niente con la tua decisione di accasarti da Matteo Renzi tenendoti il posto al Copasir preso con il Pd. Capito, cambiacasacca? Mica tutti gli studiosi temono personaggetti come te. 

Invece di perdere il tuo tempo a sparare tweet contro gli studiosi liberi, fai qualcosa di utile per il tuo Paese.

P. S. Iscriviti al mio canale youtube. Presto non sarò più libero di parlare su questa pagina.

martedì, agosto 06, 2024

lunedì, agosto 05, 2024

Tommaso Merlo

 Il fu Movimento e il vero cambiamento


Il Movimento 5 Stelle è spirato andando al governo con Draghi e Berlusconi, ma versava in cattive condizioni di salute già da tempo. Una fine repentina come la sua ascesa e dovuta alla contaminazione col sistema. Da allora è iniziata la solita via crucis dei partiti che cercano di risalire la china, un’impresa pressoché impossibile. Anche dare in mano tutto a Conte, è sembrato un disperato tentativo di salvare la baracca sperando che il consenso personale dell’ex premier servisse a qualcosa. I risultati parlano da soli. Altri milioni di voti rimasti sul divano e una crescente irrilevanza. Più il fu Movimento si è allontanato dalla sua idea originaria, più ha perso idee, slancio e peso nella società. Eppure sembra essere ancora questa la linea in vista del congresso autunnale, completare la metamorfosi partitocratica tipo con l’annosa rimozione dei due mandati. In attesa del grande evento rifondatore, Conte e Grillo si punzecchiano a distanza. Aria davvero pesantuccia e le strade appaiono tre. O fanno pace e gestiscono a braccetto la definitiva scomparsa del Movimento dalla scena, oppure divorziano e con le rispettive tifoserie fondano qualcosa di proprio gusto, oppure con un colpo di scena si dimettono entrambi e mandano avanti i giovani che sarebbe l’unica mossa che smuoverebbe qualcosa. Un colpo di scena degno dei vecchi tempi, con Grillo che finalmente compie il famoso passo indietro andando in pensione e Conte che ritorna col taxi bianco a fare il cittadino comune in compagnia della vecchia guardia. L’esito della diatriba dipenderà dall’ego dei contendenti e da quello delle loro curve, di sicuro c’è solo che oggi in Italia non esiste nessuna vera opposizione politica. Non esiste cioè un partito vivo nella società che rappresenti i milioni di cittadini che detestano sia questo governo che l’intero sistema partitocratico. E stiamo parlando di oltre la metà degli aventi diritto che non si sente rappresentata da nessuno. Molti di loro votavano il Movimento perché lo vedevamo come l’ultima speranza ed è questo il mistero a 5 stelle degli ultimi anni. Invece di provare ad intercettare nuovamente quella massa enorme di voti antisistema, il fu Movimento continua a normalizzarsi sempre di più ed addirittura insiste nel voler allearsi col Pd dalle cui ceneri era nato. Davvero inspiegabile. Mentre i cittadini rigettano il sistema partitocratico, il fu Movimento fa di tutto per diventare parte di quel sistema. Ed è per questo che ha perso per strada milioni di voti anche dopo gli imperdonabili errori strategici nei palazzi. I cittadini vogliono una forza alternativa ai vecchi partiti che miri ad un cambiamento reale e radicale, non se ne fanno nulla di una stampella del Pd che aderisca a qualche campo santo pieno di sterpaglie rinsecchite. Oggi come allora, quando votarono in massa per quel movimento anomalo e strambo che però incarnava sia la loro esasperazione verso la vecchia partitocrazia, sia il loro desiderio di novità e di un paese all’altezza delle loro nuove consapevolezze. Oggi la gente non vota perché è più avanti dei partiti, è più evoluta dell’offerta politica che gli viene propinata. Il problema è nella politica, non nei cittadini. Che destra e sinistra siano la stessa identica cosa è più evidente oggi che mai e questo succede perché l’unica vera idea di fondo dell’intera partitocrazia è il neoliberalismo lobbistico. L’economia e i suoi potentati, il profitto, il mercato. Con la politica ridotta a fare marketing per mantenere una parvenza democratica e una volta distribuite le poltrone non cambia mai nulla. È storia. Affinché in democrazia cambi davvero qualcosa, devono nascere per strada - e non all’interno di qualche burocrazia partitica – dei movimenti innovativi che una volta nei palazzi abbiano la libertà e il coraggio di fare quanto promesso ai loro elettori anche a costo di scontrarsi con l’establishment. Proprio come avvenuto durante i primi mesi del governo gialloverde. E se il fu Movimento è stato trattato peggio della mafia, è proprio perché ha dimostrato che è possibile riuscirci e perfino senza soldi e con la sola validità del proprio progetto politico. Il fu Movimento ha dimostrato che i cittadini possono organizzarsi in proprio, conquistare il potere e realizzare le proprie idee. Un livello di libertà e di democrazia inaccettabile per il neoliberismo lobbistico e la vecchia partitocrazia al guinzaglio. Da quando il Movimento è spirato, c’è un vuoto politico enorme in Italia e nessuno se ne occupa perché meno persone votano, meno grattacapi ha il sistema. Se poi tenteranno di nascere nuovi movimenti verranno perseguitati, ma è quella l’unica via per il vero cambiamento. 

Tommaso Merlo

domenica, agosto 04, 2024

sabato, agosto 03, 2024

Poesia

 "Ho passato la giornata a medicarmi le ferite con i raggi del sole.

Ho passato il pomeriggio a cancellare la mia infelicità con l'acqua salata.

Ho passato la sera a togliere le paure dalla mente, mettendovi dentro stelle e canzoni.

Se qualcuno mi chiede come ho passato la mia giornata al mare, io rispondo "A guarire".

Perché nient'altro al mondo mi guarisce come il mare."

FabrizioCaramagna

Web

Phpinterest 

Digitalart

venerdì, agosto 02, 2024

giovedì, agosto 01, 2024

Tommaso Merlo

 L’escalation, la violenza e la vittoria palestinese


Continua la striscia di sangue in Medio Oriente e vedremo se dopo mesi di tentativi Netanyahu sarà riuscito a far scoppiare un conflitto regionale. Bombardare Beirut e Teheran per assassinare nemici politici è già guerra, quello che si attende è la guerra aperta. E cioè lo scontro diretto tra l’esercito israeliano ed Hezbollah ed eventualmente il coinvolgimento a distanza dell’Iran e la partecipazione dello Yemen, della Siria e addirittura della Turchia. Erdogan ha promesso di mandare truppe e questo renderebbe la resa dei conti regionale ancora più imprevedibile. Ed è proprio questo che l’ha scongiurata fino ad oggi. Se Netanyahu fosse sicuro di vincere avrebbe già attaccato da tempo, ma è invischiato a Gaza e affrontare i libanesi è tutt’altra storia soprattutto dopo dieci mesi di guerra. Ma la strage di bambini ha trafitto la censura finendo su tutti i giornali del mondo e non poteva certo rimanere impunita. E' così che Netanyahu ha rispolverato un classico del suo repertorio, la ritorsione uccidendo nemici sul suolo altrui. Della serie, quello degli altri è terrorismo, quello di Israele sacrosanto diritto di una democrazia modello ad esistere e a difendersi. Pratiche che Israele persegue da anni con l’unico risultato di essere sempre più in pericolo e col Medioriente diventato una ciminiera. Eppure insistono imperterriti a scegliere la violenza. È questo che sconvolge. L’incapacità di rendersi conto della realtà dei fatti, di dove li ha portati e li sta portando la sottocultura della guerra. L’incapacità di riflettere e smetterla di ripetere gli stessi tragici errori, il farsi sopraffare dall’odio nell’illusione che prima o poi il nemico si plachi. Illusioni. La violenza genera altra violenza opposta. E il male fatto prima o poi torna sempre indietro. Sempre. Sono leggi della vita insegnate paradossalmente proprio dai profeti a cui dicono di ispirarsi certi fanatici politicanti. È proprio vero che i mali del mondo derivano dalla scarsa consapevolezza degli esseri umani. Più che cattiveria è che non sanno quello che fanno e dall’altra parte non trovano nessuno che li perdoni. Altro che strumentalizzazioni bibliche, questo Medio Oriente è una bestemmia quotidiana. Una terra che poteva essere al centro del mondo ed invece è stata ridotta ad un cumulo di macerie anche spirituali. Movimenti come Hamas sono nati come reazione alla violenta occupazione israeliana in Palestina e continueranno a nascere. Sono decenni che Israele assassina nemici politici e il risultato è sotto gli occhi di tutti, i suoi nemici non sono mai stati così tanti e così forti ed agguerriti. Al punto che mai come oggi risulta imprevedibile l’esito di una guerra aperta regionale. Ma in attesa di sviluppi ci sono già degli sconfitti, gli occidentali. A parte i paesi europei che non contano più nulla e son fermi a faziosità ed ipocrisie da secolo scorso, la ciminiera mediorientale è la conferma di come la disastrosa leadership americana sia al tramonto. Netanyahu ha umiliato Biden e tutto il Congresso, prima comprandoseli e poi costringendoli ad applaudire a genocidio in corso e con una richiesta di arresto per crimini di guerra sulle spalle. Dollari, armi e nient’altro. Anche i vincitori ci sono già e sono i palestinesi. Nonostante oltre settant’anni di persecuzione coloniale non si sono mai arresi e continuano a lottare eroicamente per ottenere libertà e giustizia. Decenni di oppressione, abusi ed apartheid finalmente certificati anche dall’ONU con molti paesi che si son mossi per riconoscere il loro stato. Quanto all’orrendo genocidio a Gaza, ha aperto gli occhi al mondo intero dopo decenni di manipolazioni propagandistiche di massa e s’intravedono spiragli di luce. Ma non è ancora finita, la striscia di sangue continua e si teme l’escalation regionale. Violenza che genera violenza in attesa che i potenti ricomincino ad ascoltare i profeti invece di sfruttarli per i propri deliri egoistici. Già, i mali del mondo derivano dalla scarsa consapevolezza degli esseri umani.

Tommaso Merlo