martedì, giugno 30, 2020
Comune di Napoli
COMUNICATO DEL 29 GIUGNO 2020
Nei week end ecologici, arrangiatevi
Errare è umano ma perseverare è diabolico
Il Sindaco di Napoli e la sua Giunta continuano a proporre provvedimenti senza alcuna considerazione della situazione reale del trasporto e privi di azioni concrete, con la scusa della difesa dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici e soprattutto tutelando la qualità dell’aria.
Nel 2016 furono approvate le linee guida del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) per (favorire l'uso del trasporto collettivo,migliorare la sicurezza della mobilità, incentivare la mobilità ciclo-pedonale, restituire qualità agli spazi urbani, ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, riorganizzare il sistema della sosta, rendere intelligente il sistema di mobilità) ma di queste azioni non vi è traccia, anzi la pista ciclabile del lungomare sempre più spesso occupata da vari eventi con palchi e tavoli rendendola spesso inutilizzabile e quindi scoraggiando l’uso della bicicletta e la sperimentazione del progetto di bike-sharing del 2012 è stata abbandonata;
Nel 2019 la Giunta comunale ha riconosciuto l'ossigeno quale bene comune al fine di concorrere all'inibizione del processo di surriscaldamento del pianeta e ha approvato un sistema di misure strategiche di contrasto ai cambiamenti climatici e a salvaguardia della qualità dell'aria in città, però nel 2018 la stessa Giunta ha acquistato con i fondi europei PON Metro per 14,7 milioni di euro 56 bus a gasolio e che arrivano poco alla volta, non era meglio prendere quelli elettrici ? Inoltre hanno preferito approvare il progetto di 13,2 milioni di euro per la riqualificazione urbana del Lungomare tra Piazza Vittoria e il Molosiglio invece acquistare altri autobus.
Durante la fase di lockdown vi è stata drastica riduzione dell’offerta del trasporto pubblico a Napoli ma con la ripresa della fase 3 le corse di autobus e treni non sono state ripristinate anzi sono stati ridotti gli orari e la funicolare di Mergellina viene chiusa per il periodo estivo.
È inconcepibile deliberare lo stop ad auto e scooter il sabato e la domenica, dalle 9 alle 18, per i primi tre fine settimana di ogni mese in estate a partire dal 1 luglio prossimo e fino al 30 settembre, per diminuire lo smog, senza preoccuparsi minimamente dei cittadini con un sistema di trasporto pubblico inefficiente e indegno della terza città d’Italia.
Come faranno i cittadini in estate a recarsi al mare oppure a fare una passeggiata in uno dei pochi parchi aperti al pubblico? Non ci resta che utilizzare la bici oppure il monopattino elettrico se ci riuscite, altrimenti arrangiatevi.
#senzaDemacelafaremo
I portavoce comunali del Movimento 5 Stelle Napoli
Marta Matano Matteo Brambilla
Nei week end ecologici, arrangiatevi
Errare è umano ma perseverare è diabolico
Il Sindaco di Napoli e la sua Giunta continuano a proporre provvedimenti senza alcuna considerazione della situazione reale del trasporto e privi di azioni concrete, con la scusa della difesa dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici e soprattutto tutelando la qualità dell’aria.
Nel 2016 furono approvate le linee guida del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) per (favorire l'uso del trasporto collettivo,migliorare la sicurezza della mobilità, incentivare la mobilità ciclo-pedonale, restituire qualità agli spazi urbani, ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, riorganizzare il sistema della sosta, rendere intelligente il sistema di mobilità) ma di queste azioni non vi è traccia, anzi la pista ciclabile del lungomare sempre più spesso occupata da vari eventi con palchi e tavoli rendendola spesso inutilizzabile e quindi scoraggiando l’uso della bicicletta e la sperimentazione del progetto di bike-sharing del 2012 è stata abbandonata;
Nel 2019 la Giunta comunale ha riconosciuto l'ossigeno quale bene comune al fine di concorrere all'inibizione del processo di surriscaldamento del pianeta e ha approvato un sistema di misure strategiche di contrasto ai cambiamenti climatici e a salvaguardia della qualità dell'aria in città, però nel 2018 la stessa Giunta ha acquistato con i fondi europei PON Metro per 14,7 milioni di euro 56 bus a gasolio e che arrivano poco alla volta, non era meglio prendere quelli elettrici ? Inoltre hanno preferito approvare il progetto di 13,2 milioni di euro per la riqualificazione urbana del Lungomare tra Piazza Vittoria e il Molosiglio invece acquistare altri autobus.
Durante la fase di lockdown vi è stata drastica riduzione dell’offerta del trasporto pubblico a Napoli ma con la ripresa della fase 3 le corse di autobus e treni non sono state ripristinate anzi sono stati ridotti gli orari e la funicolare di Mergellina viene chiusa per il periodo estivo.
È inconcepibile deliberare lo stop ad auto e scooter il sabato e la domenica, dalle 9 alle 18, per i primi tre fine settimana di ogni mese in estate a partire dal 1 luglio prossimo e fino al 30 settembre, per diminuire lo smog, senza preoccuparsi minimamente dei cittadini con un sistema di trasporto pubblico inefficiente e indegno della terza città d’Italia.
Come faranno i cittadini in estate a recarsi al mare oppure a fare una passeggiata in uno dei pochi parchi aperti al pubblico? Non ci resta che utilizzare la bici oppure il monopattino elettrico se ci riuscite, altrimenti arrangiatevi.
#senzaDemacelafaremo
I portavoce comunali del Movimento 5 Stelle Napoli
Marta Matano Matteo Brambilla
lunedì, giugno 29, 2020
Reddito universale
Beppe Grillo
Quello che cerchiamo, quello che vediamo, cosa ci piace, cosa compriamo, dove andiamo e quello che facciamo nel web, sono tutti dati e le grandi big tech non fanno altro che osservarli e raccoglierli. Perché con i nostri dati stanno facendo miliardi. La vendita di dati dei consumatori è un’industria da 200 miliardi di dollari. Ecco quanto guadagnano le big tech.
Tutto questo è sempre successo sotto i nostri occhi. Infatti per anni non abbiamo capito cosa volesse dire immettere tutte quelle informazioni nel web. Così facendo stiamo letteralmente “regalando” i nostri dati.
Ma quest’anno è successo qualcosa di diverso. Il California Consumer Privacy Act (CCPA), entrato in vigore il 1 gennaio 2020, ha riconosciuto che i dati sono nostri. E dal 2021 questo vorrà dire essere pagati per i dati che ci appartengono. Almeno per i cittadini californiani.
Qualche giorno fa è così nato il progetto Data Dividend Project (DDP), un movimento centrato sul fatto che i nostri dati sono di nostra proprietà e se le aziende vogliono utilizzarli, dovrebbero pagare i proprietari.
A proporre il Data Dividend Project è Andrew Yang, colui che è stato il candidato alla corsa presidenziale dei democratici (abbiamo parlato molto di lui) e che ha incentrato la sua campagna sulla visione di un’economia centrata sull’uomo, proponendo un Reddito Universale di 1000 dollari al mese per tutti gli americani.
Alla nostra economia servono nuove regole. In fondo i dati dei consumatori sono il nuovo petrolio e i consumatori dovrebbero essere titolari dei propri dati personali e dovrebbero essere compensati per il loro utilizzo. In effetti gli strumenti che abbiamo oggi non misurano più nulla di sensato, possiamo essere colpiti da una nuova crisi di ogni tipo, ogni anno. Per questo servono iniziative come il DDP. Un vero e proprio Reddito dai nostri dati.
Le società tecnologiche possono estrarre i dati dalla nostra posizione dal nostro cellulare e venderli agli inserzionisti che possono quindi pubblicare annunci locali in tempo reale. Fino a poco tempo fa, il raccoglitore di dati (per esempio Faceboook o Google) era ritenuto proprietario dei dati. In qualità di proprietario, la società tecnologica poteva vendere tali dati e trarne profitti.
Il Data Dividend Project prevede di cambiare le cose. Ora, grazie al CCPA, i californiani hanno il diritto inalienabile di sapere quali informazioni vengono raccolte su di loro, il diritto di eliminare tali informazioni e il diritto di recedere dalle società tecnologiche che raccolgono i dati. Questi diritti, tuttavia, vengono ignorati e abusati dalle società tecnologiche. E sfortunatamente, i singoli consumatori non hanno la leva per poter competere con queste aziende. Ed è qui che entra in gioco il Data Dividend Project, con il suo team di esperti legali che combatteranno per i diritti sui dati, sia nelle sale riunioni delle società tecnologiche che, se necessario, in tribunale. In questo modo il movimento può legalmente difendere i diritti degli iscritti.
Dal 2021 i cittadini californiani verranno pagati per i dati che gli appartengono. Quando toccherà all’Italia?
domenica, giugno 28, 2020
Pepe Mujica
IL TEMPO E' TUTTO
"La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere".
José Mujica, Presidente dell'Uruguay
"La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere".
José Mujica, Presidente dell'Uruguay
No trivellazioni a Agnano
La Regione Campania non sa
INGV neanche
il Comune di Napoli tace
Il Comune di Pozzuoli vuole fare una commissione
intanto il buco c'è e sputa gas
i 4 milioni chi li ha avuti non si sa...
anche stavolta solo la Procura della Repubblica potrà fare chiarezza in questo mondo di "incertezze"
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