sabato, luglio 31, 2021

Bagnoli


 Cantiere

Tommaso Merlo

 LO SGRETOLAMENTO DEL MOVIMENTO 


A tenere unito il Movimento era il nemico comune e cioè la vecchia partitocrazia. E un conto è la “collaborazione forzata” per realizzare le promesse elettorali, un conto è diventare pappa e ciccia con la vecchia partitocrazia. Oggi quelli del Movimento parlano più in politichese che certi matusalemmi che sguazzano nei palazzi da decenni. Anche le giacche e le cravatte sono uguali oltre che i provvedimenti che votano. È come se fossero stati riassorbiti e normalizzati ed è quindi venuto meno quel nemico comune che era uno dei collanti più potenti di una compagine così variegata. La “collaborazione forzata” mentre fai ha un senso, ma collaborare tanto “per esserci” e galleggiare è letale per una forza come il Movimento. Se nasci antisistema e poi inciuci col sistema, ti sgretoli. Se nasci per fare politica diversamente e poi la fai come gli altri, ti sgretoli. A tenere unito il Movimento era la voglia di cambiamento ma quello radicale. Quello vero, non quello a chiacchiere e dettagli superflui. Una sana tensione per costruire un paese diverso dopo decenni di marciume e di tempo perso. Son passati solo tre anni e quelli del Movimento sono più accomodanti di certi matusalemmi che sguazzano nei palazzi da decenni. Come se non ci credessero più nemmeno loro al cambiamento radicale, come se si fossero arresi o scoraggiati. Se nasci per cambiare il paese e poi rinunci e ti adegui al pensiero unico, ti sgretoli. Se nasci come forza nuova e poi assomigli a tutti gli altri partiti, ti sgretoli. A tenere unito il Movimento erano le cose da fare, il programma, le stelle. Qualcosa è stato fatto i primi tempi nei palazzi. Quando sullo slancio della vittoria elettorale il Movimento era ancora sano ed autentico. Poi un progressivo spegnimento. Un crollo verticale come la sua ascesa. Son passati solo tre anni e oggi il Movimento parla solo di organigrammi e di assetti e di leadership. È come se le stelle si fossero spente, annegate nel sempiterno compromesso al ribasso della politica nostrana, in un mare di chiacchiere vuote. La forza del Movimento era la sua carica innovativa. Un modello nuovo, persone nuove per fare cose nuove in un modo nuovo. Con una grinta e parole d’ordine che si sposavano perfettamente con la frustrazione popolare e la voglia di reagire dopo anni di malapolitica. Non più partiti tradizionali e politicanti di professione, ma cittadini al servizio di altri cittadini. Disinteressati alle poltrone e alle carriere, allergici a protocolli e conformismi. Cittadini all’esclusivo servizio delle cose da fare. Senza politicismi, senza correntismi, senza chiacchiere vuote. I primi mesi di palazzo quei cittadini hanno dimostrato di valere il triplo dei politicanti di professione, han concluso più loro in qualche mese che i matusalemmi in qualche decennio. Poi il buio. Son passati solo tre anni e sembrano trenta, coi vecchi politicanti e le loro caste d’intoccabili che si sono ripresi l’Italia. Gli stessi partiti, gli stessi capibastone, le stesse logiche di sempre. Hanno vinto loro. Sono riusciti a restaurare il sistema precedente con anche la ciliegina del mega inciucio. Un sistema in cui incredibilmente dopo soli tre anni il Movimento fa parte. E per questo si è sgretolato. Ma le responsabilità non vanno cercate chissà dove. Tutti i protagonisti dovrebbero piuttosto guardarsi dentro. Tra le altre cose scoprirebbero che le sacrosante ragioni politiche che hanno determinato il clamoroso successo del Movimento non si sono affatto sgretolate. E prima o poi risorgeranno.

Tommaso Merlo

venerdì, luglio 30, 2021

Mare e plastica


 Ambiente 

Un amico

 Una piccola nota:


IO non scrivo più su nessuna pagina politica (m5s o altro)  su FB dal 2015 (circa) e non me ne curo, anche cancellarle sarebbe uno sforzo al quale non intendo dedicare risorse. 


Essendo decine le pagine che nel tempo con altri ho creato ci tengo a precisarlo, non vorrei che qualcuno pensasse che quanto viene pubblicato su quelle pagine sia farina del mio sacco o che sia scritto da me.


Ho sbagliato a dedicare tempo e risorse al M5S lo ho capito in via definitiva nel 2015 (come testimonia il banner in alto non a caso lasciato sempre li)  e da allora, come chiunque commette errori di tale portata dovrebbe fare, me ne sono stato zitto.


Rngrazio Dio di non aver continuato oltre salvandomi almeno da parte delle colpe e salvando la mia dignità. 


Saluti.

giovedì, luglio 29, 2021

27 luglio 2016


 

Dibba

 PER NON DIMENTICARE...


Pochi giorni fa ipocriti e sepolcri imbiancati hanno ricordato Borsellino. Lo fanno una volta all'anno solo perché lo devono fare. Io penso che debba essere ricordato più volte e debbano essere ricordate anche queste parole. 


In una delle ultime interviste (pochi giorni prima che morisse Falcone) Borsellino, parlando di Vittorio Mangano, disse:

«Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra. Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa fra Milano e Palermo, nel corso della quale lui, conversando con un altro personaggio mafioso delle famiglie palermitane, preannuncia o tratta l'arrivo di una partita di eroina chiamata alternativamente, secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche, come magliette o cavalli».


Adesso leggete questo, lo scrive la Cassazione ed è una parte delle condanna definitiva (ripeto, definitiva) di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa: 


«L’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore nel maggio-giugno del 1974, costituiva l’espressione dell’accordo concluso, grazie alla mediazione di Dell’Utri, tra gli esponenti palermitani di Cosa nostra e Silvio Berlusconi ed era funzionale a garantire un presidio mafioso all’interno della villa di quest’ultimo».


Oggi si sta approvando una riforma della giustizia che realizza i sogni berlusconiani...

mercoledì, luglio 28, 2021

D. Casaleggio

 Camelot dopo Rousseau. Del MoVimento, nello Statuto, non resta nulla. 


Ecco sul Blog delle Stelle l'intervista rilasciata ad Emanuele Buzzi dal presidente dell’Associazione Rousseau Davide Casaleggio pubblicata su Il Corriere della Sera.


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