martedì, agosto 09, 2022
lunedì, agosto 08, 2022
Dibba
“Ciò che indigna particolarmente è che i protagonisti della crociata contro uno strumento presente in quasi tutta Europa siano i politici, in particolare i parlamentari. Ebbene quello del parlamentare (posto che per me dovrebbe essere un servizio alla collettività da compiere in un tempo limitato, non un mestiere permanente) è l’unico posto di lavoro che ti garantisce lo stipendio anche in caso di assenze prolungate. Sì, agli assenteisti cronici viene decurtata una parte degli emolumenti ma il grosso se lo intascano. I parlamentari hanno ogni forma di benefit possibile ed immaginabile. Hanno viaggi pagati su tutto il territorio nazionale. Treni, aerei e navi, anche in prima classe. E sia chiaro, non gli vengono rimborsati soltanto i viaggi di lavoro, quelli istituzionali o, banalmente gli spostamenti da casa al Parlamento o dal Parlamento a casa. No, ogni viaggio che decidono di effettuare, anche viaggi di piacere, vacanze, fughe dalle o dagli amanti, spostamenti verso resort di lusso, località balneari o termali, baite di montagne o idilliache calette, vengono regolarmente pagati dalla Camera dei Deputati o dal Senato della Repubblica. Dunque, da noi cittadini. Non vi è alcun controllo. I parlamentari non sono tenuti a dimostrare che quel viaggio in business class abbia a che fare con l’esercizio del proprio mandato. Fino alla scorsa legislatura Camera e Senato pagavano le spese di viaggio (1000 euro all’anno per tutta la vita) anche agli ex-parlamentari”…
domenica, agosto 07, 2022
Tommaso Merlo
Andiamo a fuoco e volano missili mentre la sofferenza dilania i poveri come i ricchi. Dipendenze, violenza, degrado, vuoto. Produciamo e consumiamo per lo più roba superflua che sta riducendo il pianeta e la nostra anima in una discarica. Già, ci stiamo autodistruggendo per perseguire una falsa felicità. Una vera e propria pazzia. Tutta colpa dell’egoliberismo che ci sprona a cercare il benessere là fuori invece che dentro di noi. Profitto, roba, divertimenti, visibilità, potere. Chimere materiali che falliscono puntualmente nel garantire vero benessere ma invece di ammetterlo insistiamo. Già, non esiste negozio al mondo che vende quello di cui abbiamo davvero bisogno e cioè pace e senso e amore e soddisfazione e perfino gioia. Il vero benessere dipende da noi, non dagli altri e tantomeno da qualcosa. Eppure insistiamo, imperterriti, ad accumulare. Perché l’ego ha sempre ragione e non gli basta mai. Convinti di essere il nostro corpo volubile o al massimo la nostra mente caotica, applichiamo meccanicamente schemi mentali inculcati strada facendo. C’illudiamo di essere liberi ma in realtà ripetiamo liturgie egoliberiste di massa e ricette preconfezionate assorbite tra le mura domestiche che ci spronano a competere a consumare ad apparire e avere ragione. Una pazzia autodistruttiva per la vita delle persone come quella delle società. Stesse logiche, stessi risultati. Un miraggio materiale dopo l’altro. Verso il nulla. Già, il segreto del vero benessere è dentro di noi, non fuori. E dipende dalla consapevolezza di essere molto di più di quella faccia davanti allo specchio e di quei pensieri assillanti. Dalla consapevolezza di essere anime parte di un grandioso mistero chiamato vita. Un mistero che più abbracciamo invece di evitare, più riusciamo a gustarci appieno vincendo traumi e paure e dolore. Esattamente il contrario di quello che ci fa credere l’ego che ci racchiude in una meschina e superficiale vita materiale che ci rende più vulnerabili e alimenta sofferenza. L’ego è fuga perenne da noi stessi, dalla vita, dalla verità. Una fuga che si compie spesso con l’aiuto di qualche dipendenza tossica. Tipo il lavoro, l’immagine, la mondanità, il passato o qualche sostanza. L’egoismo è immaturità. Di una persona come di una società. È uno stadio evolutivo adolescenziale che ci sta portando inconsciamente all’autodistruzione e va quindi superato. È questa la vera sfida della nostra vita come della nostra era. Evolverci oltre l’egoismo. Ed è la realtà dei fatti a dimostrarlo. Dentro di noi come fuori dalla finestra. Per salvarci non ci sono scorciatoie e abbiamo anche bisogno gli uni degli altri e quindi della politica intesa come gestione della cosa pubblica. Ma di una politica espressione della consapevolezza dei cittadini e non dei deliri egoistici dei politicanti e dei loro tifosi. L’egoliberismo è frutto dell’egoismo e cioè della vera ideologia che caratterizza la nostra epoca. Una ideologia trasversale ed endemica che ci viene inculcata fin dalla tenera età e di cui in molti restano vittime per tutta la vita senza nemmeno rendersene conto. Si credono liberi ma non lo sono. Per cambiare rotta e salvarci dobbiamo capire che non siamo quella faccia davanti allo specchio e nemmeno quei pensieri assillanti. Ma essenzialmente anime di passaggio sul pianeta e che più voliamo alto più godiamo di vero benessere e contribuiamo alla prosperità del mondo invece che essere complici della sua distruzione. Andiamo a fuoco e volano missili mentre la sofferenza dilania i poveri come i ricchi. Produciamo e consumiamo per lo più roba superflua che sta riducendo il pianeta ma anche la nostra anima in una discarica. Già, ci stiamo autodistruggendo per perseguire una falsa felicità. Una vera e propria pazzia. È tempo di reagire. Partendo da noi stessi. Evolvendo oltre l’ego.
Tommaso Merlo
Alessandro Di Battista
Guardate attentamente i volti di questi bambini. Sono i bimbi uccisi dagli ultimi raid israeliani su Gaza. Gaza è l’unico luogo al mondo dal quale neppure si può scappare quando arrivano le bombe. Eppure queste creature assassinate non godono di “buona stampa”, nessun Saviano osa indignarsi, quasi nessuno ha il coraggio di mostrarne i volti in tv. Non sia mai che qualcuno dovesse solidarizzare con i palestinesi. No. Questo popolo deve restare un popolo dimenticato. Queste vittime devono restare vittime di serie B. Forse perché sono musulmani, perché dall’altra parte c’è un paese potente militarmente, politicamente e finanziariamente. Io sono contrario ad inviare armi ai palestinesi. Non credo che la guerra possa mai essere un modo per risolvere le controversie internazionali. Mi spiegate tuttavia perché agli ucraini sì ma ai curdi, gli yemeniti ed i palestinesi no? Alcune settimane fa scrissi per TPI un pezzo su Gaza. Ve ne propongo una parte. È la dannatissima realtà!





