mercoledì, luglio 13, 2022

Notizie

 Le notizie da sapere di oggi:


• Draghi: "Se continuano gli ultimatum il governo non va avanti" - “Chi ha la sensazione che sia uno sforzo incredibile stare nel governo, lo dica chiaramente”, lo ha detto Mario Draghi a margine della conferenza stampa organizzata ieri a Palazzo Chigi per illustrare le misure di contrasto all'inflazione a cui l’esecutivo sta lavorando insieme alle parti sociali. “Non esiste un governo senza M5S e non esiste una maggioranza Draghi diversa da questa“, ha dichiarato Draghi. “Il governo con gli ultimatum non lavora, a quel punto perde il suo senso di esistere”, ha ribadito. “Ma l’esecutivo ha affrontato bene questa situazione di fibrillazione e continua a lavorare". Tra due settimane il nuovo incontro con i sindacati confederali. 


•  Strage di Via D'Amelio, un imputato assolto e due prescritti - Una assoluzione e due prescrizioni per i tre poliziotti finiti sotto processo con l'accusa di avere depistato le indagini successive alla strage di via D’Amelio in cui è rimasto ucciso il magistrato Paolo Borsellino. Sotto processo il funzionario Mario Bo e gli ispettori in pensione Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei. Ribaudo è stato assolto perché il fatto non costituisce reato, per gli altri due il reato è prescritto. In aula, ad assistere alla lettura del dispositivo, anche Lucia e Manfredi Borsellino. La procura aveva chiesto 11 anni e 10 mesi per Mario Bo e 9 anni e mezzo ciascuno per Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. 


•  L'Esa pone fine alla cooperazione con l'agenzia spaziale statale russa - L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha posto fine alla cooperazione, sospesa nei mesi scorsi, sul programma ExoMars con l'agenzia spaziale statale russa Roscosmos.

Lo ha reso noto sui social il direttore generale dell'Esa Josef Aschbacher. "Il Consiglio mi ha incaricato di porre ufficialmente fine alla cooperazione attualmente sospesa con Roscosmos sulla missione ExoMars Rover and Surface Platform", ha scritto Aschbacher riconoscendo che "le circostanze che hanno portato alla sospensione della cooperazione con Roscosmos - la guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni - continuano a prevalere".


• Davide Paitoni, il 40enne che il primo gennaio ha ucciso il figlio di 7 anni a Morazzone, si è suicidato in carcere a Milano. Lunedì il gip aveva negato la perizia psichiatrica chiesta dal difensore, stabilendo che le modalità con cui commise il reato erano talmente chiare da non rendere necessario l'esame.


• Elon Musk: "Donald Trump è troppo anziano per un altro mandato alla Casa Bianca, dovrebbe appendere il cappello e salpare verso il tramonto". - Il patron di Tesla replica così all'ex presidente che lo ha attaccato nei giorni scorsi per la sua acquisizione di Twitter. Musk precisa di "non odiare" Trump ma di ritenere che debba lasciare la politica.


• Papa Francesco ha spiegato in un'intervista che, in caso di dimissioni, vorrebbe essere considerato semplice "vescovo emerito di Roma" e non "Papa emerito". Il Pontefice ha aggiunto che in quel caso vorrebbe dedicarsi alla confessione dei fedeli, alla pratica della carità e a visitare i malati.

martedì, luglio 12, 2022

Ridere


 Ridere 

Fanpage

 🔴Il governo potrebbe avere le ore contate.


Dopo settimane di polemiche, botta e risposta e j'accuse reciproci la maggioranza ha raggiunto un livello di saturazione che non si vedeva dalla "mossa del cavallo" di Matteo Renzi, che ha portato la fine del Conte bis e la nascita del governo a guida Mario Draghi.


La settimana scorsa, quando Palazzo Chigi ha blindato il decreto Aiuti alla Camera con la fiducia, il Movimento Cinque Stelle ha confermato la propria. Ma oggi i deputati hanno abbandonato l'Aula nel momento del voto. Spingendo Draghi a convocare alcuni ministri a Palazzo Chigi e salire al Quirinale dal presidente Mattarella.


Giuseppe Conte aveva un documento dettagliato sulle sue condizioni per restare dentro al perimetro della maggioranza, ma non ha ricevuto risposte.


Conte chiaramente non poteva accettare un silenzio come risposta (nonostante questa fosse l'unica possibile da Chigi). Doveva alzare il tiro ed esattamente questo ha fatto alla Camera. Ma allo stesso tempo, dando questo segnale costringe le controparti, in primis Matteo Salvini a comportarsi di conseguenza. E alzare ancor più i toni. E in tutto questo fracasso, è chiaro che non si può andare avanti ancora a lungo. Probabilmente è proprio questo che Draghi ha detto a Mattarella, che non può più continuare ad essere il presidente del Consiglio di Pd e Forza Italia.


Potrebbe essere questioni di giorni. Il decreto Aiuti passa infatti ora in Senato, dove i Cinque Stelle non potranno più replicare il trucchetto di Montecitorio. Non potranno più, cioè, votare la fiducia e poi rifiutare di esprimersi sul provvedimento. A Palazzo Madama il voto è unico. O sì o no.


E allora forse vedremo se il "governo dei migliori" è davvero crollato. Se si andrà a votare prima del previsto o se, in fin dei conti, la parentesi Draghi possa continuare anche senza i Cinque Stelle.

lunedì, luglio 11, 2022

Tommaso Merlo

 Roma brucia tra cumuli di spazzatura maleodorante. Già, il problema non era la Raggi, era la mafia che la Raggi stava combattendo. Il problema è un sistema marcio che non si vuole arrendere. La Raggi fu eletta a sorpresa anche perché la mafia spadroneggiava da anni in Campidoglio. Mentre i “grandi” sindaci del passato si pavoneggiavano a vanvera, la città veniva sommersa da cloaca morale e materiale. I primi tempi il sistema si limitò ad ignorare o ridicolizzare quella giovane donna, la vera persecuzione iniziò quando venne miracolosamente eletta. La vecchia politica rancorosa e la disinformazione lobbistica, la presero di mira per il semplice fatto di essere estranea al sistema e quindi rappresentare una minaccia. Per anni l’hanno attaccata per ogni inezia sbattendola in prima pagina e trascinandola addirittura in tribunale. Qualunque cosa succedesse a Roma era colpa della Raggi mentre le sue piccole e grandi vittorie venivano puntualmente sminuite. Manipolazione politica e disinformazione di massa. Un sistema ben rodato intento ad impedire ogni cambiamento. Con gli enormi debiti ereditati dai “grandi” sindaci del passato e tutto il sistema politico e mediatico contro, la Raggi non ha potuto fare miracoli. Anche perché invece di venire aiutata nel suo tentativo di girare pagina votato dai cittadini romani, la Raggi è stata sistematicamente boicottata. Politicamente, burocraticamente, mediaticamente. Alla faccia della volontà popolare. Ma del resto i sistemi usano i cittadini, mica li servono a meno che non gli convenga. E quando emergono alternative, i sistemi o le attaccano frontalmente come fatto con la Raggi oppure le riassorbono come fatto con gran parte del fu Movimento. L’unico vero interesse del sistema, è la propria egoistica sopravvivenza. I primi tempi tutto il Movimento si stringeva a difesa della Raggi. La sua vittoria a Roma aveva preceduto quella nazionale e pochi più di Virginia incarnavano i cittadini in politica. Per la sua sobrietà, la sua originalità, ma anche integrità e coraggio. Contro le mafie, contro i prepotenti fascistoidi, contro il vecchio marciume politicante e affaristico. Non è certo un caso se la Raggi è stata tanto massacrata dal sistema e allo stesso tempo così amata nel fu Movimento. Ma poi le cose sono cambiate. I dirigenti movimentisti han cominciato a scimmiottare i politicanti che volevano cacciare fino a diventare peggio di loro. Son cominciati le tattiche e le manovrine di corridoio. Le frasi fatte, i distinguo. Fino a farsi riassorbire dal sistema. Fino a perdere pezzi e trasformarsi in uno pseudo partito che vagheggia apparentamenti col Pd, uno dei suoi nemici storici e sulle cui ceneri partì l’ondata movimentista. Una deriva suicida coincisa con le comunali capitoline e a cui la Raggi non poteva starci. Maledetta coerenza. Ed ecco il festival delle ipocrisie partitocratiche che ha portato Gualtieri in Campidoglio a mani basse. Tra il sollievo della vecchia politica, gli applausi della disinformazione lobbistica e i brindisi delle mafie e dei prepotenti. Evviva. Torna la cloaca. Già, la Raggi e tutto il fu Movimento sono stati un tentativo pacifico e democratico di cambiare un paese marcio e in declino. Tutto qui. Ma dato che al sistema non conviene cambiare alcunché, si è messo di traverso. Massacrando ogni alternativa o riassorbendola. Fino ad avere la meglio. Ed eccoci qui. Altro che cambiamento radicale, penosa restaurazione anni novanta. Il tutto alla faccia della volontà popolare che infatti si è eclissata. Oggi vedere una donna come la Raggi in un partitino leaderista che insieme al Pd sostiene un governo come quello Draghi, fa male al cuore. Lei come Di Battista potrebbero ancora giocare un ruolo importante per aiutare a mettere insieme i cocci del fu Movimento. Se infatti la vecchia politica e le mafie sono ancora lì, lo è anche l’ansia di cambiamento dei cittadini. E più risoluta e consapevole che mai. Un’ansia che attende solo qualcuno che l’aiuti a ritrovarsi attorno ad un progetto politico nuovo e ripartire dopo l’ennesima delusione. Salvando quello che ha funzionato e imparando dagli errori. Il tempo è galantuomo. A Roma come nell’Italia intera si vive tra roghi mafiosi e spazzatura maleodorante. Cloaca morale e materiale. In molti lo stanno capendo. La Raggi e tutto il fu Movimento non erano il problema, ma una grande opportunità di cambiamento purtroppo sprecata. Il vero problema è un sistema marcio che non si vuole arrendere. Ieri come oggi. A Roma come nell’Italia intera.

Tommaso Merlo

Italia calcio


 #campioni #calcio #italia

L'Italia campione al Mondiale 11-7-1982, solo chi c'era può capire
Sono passati 37 anni dall'impresa immortale compiuta da un'Italia piena di fascino e carisma, andata contro tutto e tutti.

domenica, luglio 10, 2022

Dibba

 Una delle ragioni della guerra che alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle (in gran parte confluiti in “Insieme per la Colla Vinilica”) mi hanno fatto riguarda le nomine. Già prima degli Stati Generali del Movimento avevo sollevato la questione. Dissi che serviva trasparenza sulle nomine fatte dai ministri. Le nomine sono ormai lo strumento prediletto dei politici per gestire il potere in assenza di consenso.

Mi spiego meglio. Politici prossimi “trombati” si organizzano per proseguire le loro carriere in partecipate di Stato o aziende pubbliche perché sanno che non li voterebbero nemmeno i familiari più stretti. Bene. Ho l’impressione che “Insieme per la Colla Vinilica” sia un progetto nato anche per questo.
Ergo teneteli d’occhio questi mediocri poltronari senza voti e senza dignità. Le nomine, nel nostro Paese, sono importanti quanto le leggi. E sono centinaia. E girano milioni e milioni. E quel che viene fatto dall’alto di tali poltrone incide sulla nostra vita.
Credo che una forza politica che si rispetti dovrebbe inserire come punto del proprio programma la trasparenza assoluta rispetto alle nomine.

sabato, luglio 09, 2022

nEURO


 #crisi

“L'euro ci ha portati alla neuro.”
GIACOMO PEDERBELLI